L’AQUILA – La Cgil difende la scelta operata dagli organi accademici in relazione alla nomina dell’ex presidente Adsu, Luca D’Innocenzo, tra i dodici ‘saggi’ che dovranno riformare lo statuto dell’ateneo aquilano.

Una nomina che ha suscitato perplessità e proteste da parte di alcuni esponenti del personale tecnico e tra i familiari delle vittime della casa dello Studente.

Il nome di D’Innocenzo, indagato per il crollo della struttura di via XX settembre in cui a causa del terremoto persero la vita otto giovani, è stato inserito dalla Cigl in una rosa di possibili candidati per la commissione, tra i quali il rettore, Ferdinando di Orio, ha individuato quelli che sono poi stati votati a maggioranza da senato accademico e cda dell’Università.

“La nostra valutazione – spiega Cinzia Angrilli, Cgil-Flc – è stata dettata dalle competenze e dalle capacità dimostrate da D’Innocenzo, che devono essere tenute ben distinte rispetto a quelle che sono le vicende giudiziarie. I membri della commissione statuto, inoltre, saranno impegnati nella redazione del documento per un periodo che va dai tre ai sei mesi. Dopodiché il compito dei ‘saggi’ verrà meno. Perché non si vuole valorizzare le capacità che ci sono nell’Università?”.

“I nomi – ha sottolineato  Angrilli – sono stati comunque proposti a senato accademico e cda dal rettore e a larga, in alcuni casi larghissima, maggioranza sono stati votati”.

Per l’esponente Cgil un altro elemento ha contribuito all’indicazione di D’Innocenzo:

“Era importante, secondo noi, che nella commissione statuto fossero rappresentati anche i precari. D’Innocenzo, che ha creato il coordinamento precari dell’Università dell’Aquila, si è sempre esposto in prima persona, è uno di quelli che ‘ci ha messo la faccia’, come si dice. Per abbiamo ritenuto che la sua presenza fosse determinante per la costruzione di uno statuto di qualità. L’aspetto professionale è stato tenuto distinto rispetto a quello giudiziario. Forse alcuni non l’hanno capito”.