L’AQUILA – Prosegue la polemica sull’affitto dell’ex Optimes. Ad intervenire sono alcuni consiglieri di amministrazione dell’Università (Pierluigi Beomonte Zobel, Brunello Oliva, Sergio Tiberti) che parlano di “governance dell’Ateneo in state confusionale”, sottolineando le diverse posizioni assunte sull’argomento dal direttore amministrativo, Filippo Del Vecchio, e dal Rettore, Ferdinando di Orio. Intanto, il dirigente provinciale del Pdl (popolo delle Libertà), Alfonso Magliocco afferma: “è uno scempio che grida vendetta”.
All’interno del capannone industriale nel nucleo di Pile è stata rilocalizzata, a seguito del terremoto, la facoltà di Ingegneria e Scienze Motorie, con un contratto di 1,9 milioni di euro più Iva l’anno, quindi circa 2,5 milioni.
Alcuni docenti nei giorni scorsi hanno sollevato delle presunte irregolarità sulle modalità di stipula del contratto di locazione, mentre il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, ha minacciato di chiedere la rescissione del contratto perché troppo alto.
A tal proposito il direttore amministrativo dell’Università dell’Aquila, Filippo Del Vecchio, ha dichiarato: “Non ho alcun timore di un’indagine della Corte dei Conti”.
LA POSIZIONE DEI MEMBRI DEL CDA
Dopo la conferenza stampa di Del Vecchio al mattino, nel pomeriggio il Rettore in Cda (e in TV) lo smentisce e detta la nuova linea sul caro affitti. Inaccettabile la “minaccia” di trasferire le Facoltà: ma a che titolo il DA (direttore amministrativo) parla di questioni accademiche?
Prendiamo atto e informiamo gli organi di stampa che, incalzati dall’evidenza dei gravissimi fatti da noi segnalati, Direttore Amministrativo e Rettore forniscono nello stesso giorno versioni contrastanti sulle scelte da adottare per uscire dalla palude del caro-affitti dell’ex-Optimes, in cui si sono cacciati e – purtroppo – hanno cacciato l’Ateneo aquilano.
Del Vecchio stipula a luglio 2009 un accordo capestro con Gallucci per quasi 2 milioni di euro l’anno senza parere dell’Agenzia del Territorio, senza premurarsi di prevedere una clausola di tutela dell’Università, e senza la possibilità di poter garantire una gara sui lavori di ristrutturazione lautamente pagati al “proprietario” con denaro pubblico, e per i quali non esiste rendicontazione.
Non era certo questo il mandato di Senato e Cda, che non conoscevano in anticipo il contenuto del contratto.
A luglio 2010 il Consiglio di Stato stabilisce che il proprietario dello stabile è il Nucleo Industriale e non Gallucci. Ma il 7 gennaio 2011 Del Vecchio –non autorizzato da nessuna delibera del Cda – scrive ancora a Gallucci (perché ormai?) chiedendo un ribasso dell’affitto del 20% (perché non il 30 o il 40%?), invocando il rischio di insolvenza dell’Ateneo. Dopo soli 3 giorni arriva il parere dell’Agenzia del Territorio in base al quale risulta che l’Ateneo esborsa un canone tra il doppio e il triplo del dovuto!
A questo punto l’ineffabile Del Vecchio si comporta non da conduttore, ma da locatore proprietario, chiedendo una verifica al rialzo della stima, cioè la premessa per pagare di più! Questo incredibile comportamento viene giustificato dal D.A. come una tutela verso l’Università, paventando il rischio che il proprietario possa non essere disponibile a ribassare il canone e quindi vi sia il rischio che due facoltà rimangano senza sede e debbano emigrare da L’Aquila! In pratica, Del Vecchio si permette di configurare gli scenari dell’Ateneo aquilano per coprire le sue dilettantistiche mancanze.
Contestualmente e dopo la nostra denuncia, il Rettore, dopo aver fatto finta di disdire il contratto (scrivendo a Gallucci, che non è proprietario) annuncia la disdetta definitiva del contratto e annuncia altresì di voler informare Sindaco, Prefetto e Regione della grave situazione determinatasi per la sede di Ingegneria, che rischierebbe di andare in altra città abruzzese. Ma chi avrebbe determinato questa situazione, se non l’incauta condotta della governance sull’ex-Optimes? Loro fanno, loro disfano.
5. Nel corso del Cda di ieri, ennesima variante. L’Ateneo deve rivalersi per le somme esborsate in eccesso! Come se il contratto l’avesse firmato qualcun altro e non DA e Rettore! Qualcuno di noi fa
notare che se anche si dovesse malauguratamente cercare una nuova sede, non occorre allontanarsi da L’Aquila, i cui nuclei industriali abbondano di strutture utilizzabili, per non dire che già nel 2009
si poteva pensare di prendere per pochissimo le strutture del polo elettronico smobilitate. E il Rettore dà atto in Cda che l’eventuale gara sarà estesa al solo territorio aquilano, dopo aver fatto diffondere in mattinata la notizia tendenziosa del rischio di perdere le Facoltà.
Del Vecchio dice di non temere gli accertamenti eventuali della Corte dei Conti, parlando del piccolo miracolo degli iscritti. Ma cosa c’entrano le due cose, ammesso che il miracolo esista e non sia un artefatto dovuto all’esenzione dalle tasse? Il punto è un altro. Può un ente pubblico, un’Università per di più in serie difficoltà finanziarie, permettersi il lusso di sborsare un eccesso di un milione di euro l’anno per un canone d’affitto? Evidentemente no. E’ questa la questione e, contrariamente a quanto asserito da Del Vecchio insultandoci, sappiamo di cosa parliamo.
MAGLIOCCO (PDL): “SCEMPIO CHE GRIDA VENDETTA”
L’AQUILA – Prosegue la polemica sull’affitto dell’ex Optimes. Ad intervenire è il dirigente provinciale del Pdl, Alfonso Magliocco che parla di “scempio che grida vendetta”. All’interno del capannone industriale nel nucleo di Pile è stata rilocalizzata, a seguito del terremoto, la facoltà di Ingegneria e Scienze Motorie, con un contratto di 1,9 milioni di euro più Iva l’anno, quindi circa 2,5 milioni.
A tal proposito il direttore amministrativo dell’Università dell’Aquila, Filippo Del Vecchio, ha dichiarato: “Non ho alcun timore di un’indagine della Corte dei Conti”.
IL COMMENTO DI MAGLIOCCO
Il re-ttore è nudo! Finalmente a distanza di quasi due anni deve ammettere che il canone di affitto per lo stabile ex Optimes è uno scempio che grida vendetta. Ma lo fa soltanto a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, che ne indica la proprietà nel Consorzio industriale, e della valutazione dell’Agenzia del territorio che, per legge, è propedeutica alla stipula del contratto di affitto.
Ci sembra strano che fin quando la proprietà dell’immobile era attribuibile ad un privato si sia difesa la bontà del contratto d’affitto, come dimostrano le varie campagne stampa sull’argomento, ed oggi, che il Consiglio di Stato ha decretato che la proprietà è pubblica, si vogliano rivedere i termini dell’accordo. Pertanto, nessun problema esisteva quando l’accordo era tra pubblico e privato, mentre oggi, che la questione riguarda due enti pubblici, e quindi entrambi devono attenersi a quanto dichiarato dall’Agenzia per non incorrere in guai seri, ci si pone il problema dell’entità del canone da corrispondere.
Ma, comunque, la frittata è fatta! In circa due anni sono stati versati al privato circa 4 milioni di euro a fronte di 1,5 milioni stabiliti dall’Agenzia del territorio; anche se da oggi entrasse in vigore la nuova tariffa circa due milioni e mezzo sarebbero stati gettati al vento a causa della superficialità con cui si è operato. Chi pagherà questo sperpero di denaro pubblico?
Anche, la motivazione dell’emergenza, ormai buona per ogni stagione, non può rappresentare la panacea per tutti i mali in modo da giustificare qualsiasi comportamento.
Inoltre, nel più classico esempio della mano destra che non sa quello che fa la sinistra, il suo direttore amministrativo contesta, senza averne titolo e di fatto provocando un danno all’amministrazione che rappresenta, la valutazione dell’Agenzia, mentre qualche giorno prima elemosinava “uno sconticino” al vecchio proprietario.
Quindi, da una parte ci si erge a difensore dell’Università (rettore), dall’altra (direttore amministrativo) si cerca di tutelare l’accordo originario.
È il caso, quindi, che il rettore richiami il direttore amministrativo prima che possa peggiorare la già difficile situazione e che cominci a lavorare con trasparenza, almeno per i pochi mesi di mandato che gli sono rimasti.
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