L’AQUILA – Scontro di posizioni contrapposte e accese polemiche sul presunto taglio di circa 2 milioni e mezzo di euro all’Ateneo dell’Aquila fatto dai ministeri dell’Economia e dell’Istruzione. Se da un lato Udu e rettore criticano le scelte del ministro Maria Stella Gelmini, dall’altro un docente dell’ateneo, Sergio Tiberti, parla di “balle cosmiche” sulle presunte decurtazioni al bilancio.

Un taglio-non-taglio perché, stando alle ultime affermazioni dello stesso rettore, Ferdinando di Orio, sembra che questi fondi decurtati dal decreto ministeriale del 21 dicembre siano poi stati ripristinati con un successivo decreto direttoriale dello stesso Miur inviato ieri negli uffici dell’Ateneo aquilano “con il quale – afferma di Orio in una nota – pur confermando il taglio del 3,72 per cento, il Miur attinge ad altri fondi a sua disposizione per integrare l’importo in precedenza tagliato e riportarlo al livello dell’Ffo consolidabile del 2009 e assegna provvisoriamente al nostro Ateneo 17 milioni di euro”.

A questo punto, dunque, si aprono diversi fronti: il primo, quello del rettore, che si chiede “perché tagliare con decreto Ministeriale e rifondere successivamente con decreto Direttoriale?” per darsi successivamente come risposta  che il decreto direttoriale è “una sorta di recupero rispetto alla ‘svista’ del decreto Ministeriale”.

Vicino alle posizioni del rettore sono gli studenti dell’Udu, che in una nota si dicono “felici di accogliere la notizia di una nota del Miur che confermerebbe la cifra per l’Università dell’Aquila prevista dall’Accordo di Programma, a dispetto dunque del decreto ufficiale firmato dalla Gelmini” auspicando però una atto ufficiale da parte ministro. “La Gelmini – dicono – avrà evidentemente cura di rassicurare anche formalmente tutti noi, chiarendo, non con un semplice comunicato stampa, ma con atti ufficiali, quale sia la copertura del 3,72 per cento tagliato da decreto, ma assicurato dalla nota”.

Di opinione totalmente opposta è Sergio Tiberti, membro del Comitato Scientifico Istituto Superiore della Sanità, che in un comunicato definisce “balle cosmiche” le notizie diffuse qualche giorno fa sui tagli, e, unendosi alle parole usate dal Miur nel comunicato di ieri, le definisce “destituite di ogni fondamento”. 

Prime schermaglie da campagna elettorale in vista delle elezioni per il nuovo rettore: non è un segreto la posizione critica di Tiberti nei confronti di di Orio e della sua gestione.

Secondo Tiberti, infatti, il Miur avrebbe comunicato già a fine dicembre che non vi era, per L’Aquila, nessun taglio al Ffo. “Ma in campagna elettorale (se Bossi insiste) – afferma Tiberti in una nota – ogni scherzo vale. È chiaro comunque che con il comunicato di oggi il Rettore cerca di recuperare la Sua credibilità”.

Come ulteriore prova, Tiberti ha diffuso anche una tabella di assegnazione fondi per il 2010 che “dimostra – dice – come già in data  31-12-2010 l’Università era a conoscenza dell’immutata assegnazione di Ffo per il 2010, uguale a quella del 2009”.

GUARDA LE TABELLE DEL MIUR

La notizia dei tagli si era diffusa qualche giorno fa, quando l’Udu aveva inviato una nota in cui definiva questa una “rapina” e una scelta “vergognosa da parte del ministro Gelmini che fa cassa a spese degli accordi nati per garantire un futuro all’Università dell’Aquila”.

L’accusa degli universitari era di non aver rispettato l’accordo di programma fatto con il Ministero che sarebbe servito a “congelare” il Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Università dell’Aquila, preservandolo dalle difficoltà post-sisma e dai tagli ministeriali.

Accusa alla quale si è associato anche il rettore di Orio che ieri ha annunciato anche la volontà di ricorrere al Tar contro questo taglio. Minaccia ritirata non appena ricevuta la nota (diffusa ieri 4 gennaio) in cui il ministero ha confermato le assegnazioni previste dall’accordo di programma e ha definito la notizia dei tagli infondata.

IL RETTORE: “PROCEDURA DEL MINISTERO INCOMPRENSIBILE”

In merito alla vicenda dei tagli all’Università dell’Aquila, il rettore Ferdinando di Orio ha espresso le sue posizioni in un comunicato che riportiamo di seguito:

“In data 21 dicembre il Miur emana il DM n.655 di ripartizione dell’Ffo 2010, registrato alla Corte dei Conti il 30 dicembre 2010, rep.19 foglio n.222, nel quale, come già vi ho comunicato,  all’art. 1 lettera b si riporta testualmente: “alle Istituzioni ad ordinamento speciale , alle Università per Stranieri , all’Università degli Studi di Roma Foro Italico, all’Università degli Studi di Urbino e all’Università degli Studi dell’Aquila viene disposta un’assegnazione pari a quella disposta nell’anno 2009, al netto degli interventi straordinari, ridotta del 3,72 per cento”.

Pertanto per il nostro Ateneo il valore effettuato dal taglio corrisponde a 2.540.000. euro. Ovviamente al diffondersi di questa notizia, si esprimono da parte dell’Università dell’Aquila e della Crui tutte le riserve possibili su un intervento che si era chiesto di scongiurare sulla base dell’accordo di programma del maggio 2009.

A questo punto intervengono le rassicurazioni da parte del MIUR che, in data 4 gennaio 2010, invia al nostro Ateneo un Decreto Direttoriale di assegnazione( prot. n. 1563-55/2010) con il quale, pur confermando il taglio del 3,72 per cento, il Miur attinge ad altri fondi a sua disposizione per integrare l’importo in precedenza tagliato e riportarlo al livello dell’Ffo consolidabile del 2009, leggermente superiore a quello dell’accordo di programma post-terremoto rettore-ministro. L’Ffo 2010 dell’Ateneo aquilano è dunque di 68.784.986 euro.

Nella stessa data, con altro Decreto Direttoriale, sono stati assegnati provvisoriamente al nostro Ateneo  17 milioni di euro sull’Ffo 2009 a copertura dei contributi non versati dagli studenti nel 2009 e delle spese di affitto delle strutture provvisoriamente locate.

A questo punto, pur di fronte al recupero delle somme tagliate dal decreto Ministeriale, rimane il quesito: perché tagliare con decreto Ministeriale e rifondere successivamente con decreto Direttoriale?

Ad ogni modo, si deve riconoscere che l’Udu e il rettore dell’Aquila non hanno diffuso notizie ‘destituite da ogni fondamento’, ma hanno valutato il decreto Ministeriale per quello che riporta, confermato poi dal decreto Direttoriale,  e hanno espresso un giudizio rispetto a quello.

Pur apprezzando il fatto che l’Università dell’Aquila non sia stata penalizzata, rimane incomprensibile tutta questa procedura, quando più semplicemente si poteva seguire quanto proposto dal  rettore dell’Aquila e dalla Crui, come pure è incomprensibile la compagnia di Atenei nella quale è stato inserito anche il nostro Ateneo.

Ad una prima lettura, sembra una sorta di recupero rispetto alla ‘svista’ del decreto Ministeriale, che comunque ha ben altra valenza rispetto ad un decreto Direttoriale”.

SERGIO TIBERTI: “NOTIZIE SUI TAGLI SONO BALLE COSMICHE”

Di seguito il comunicato del professor Sergio Tiberti intitolato “balle cosmiche” riguardo le presunte decurtazioni al bilancio.

“Da qualche giorno vengono riportate notizie destituite da ogni  fondamento circa “la sparizione” (vedi articolo della giornalista Corridore sul Centro) di oltre due milioni e mezzo di euro, quale decurtazione
di fondi all’Università decisa dal Ministero dell’Economia e dell’Istruzione in danno dell’Università dell’Aquila.

Nella pagina interna della cronaca dell’Aquila riportato sul Centro di oggi a piena pagina si ribadiscono notizie fasulle con addirittura la minaccia da parte del Prof. di Orio, rettore pro tempore, di adire il TAR contro “la rapina”.
Se la città dell’Aquila non fosse nelle condizioni in cui si trova dopo il terremoto ci sarebbe da ridere.

Ma la falsa notizia, quasi da procurato allarme (la Procura che ne pensa?), è come detto totalmente infondata.

In data 31/12/2010, infatti il MIUR, ha comunicato all’Università, tramite posta  certificata, dell’Aquila che non vi era nessun taglio per quanto riguarda il fondo  di finanziamento ordinario nei confronti del 2009, mentre l’erogazione di  17 milioni di euro previsti dall’accordo di programma in aiuto all’Università
stessa, dopo la rituale verifica degli obiettivi eventualmente raggiunti  dall’Università dell’Aquila verranno decisi nei prossimi giorni del corrente anno.

Rimango allibito come qualche organo di stampa, in genere così attento agli scandali non abbia citato  il Comunicato Stampa del MIUR che smentisce in modo assoluto la falsa notizia.
Ma così viene governato l’Ateneo aquilano, che già dal 31/12/2010 era a conoscenza di quanto deciso dal MIUR.
Ma in campagna elettorale, se Bossi insiste, ogni scherzo vale…

È chiaro comunque che con il comunicato delle ore 14:56 data odierna, il Rettore cerca di recuperare la Sua credibilità. La verità è che già dal 31/12/2010, l’Università era a conoscenza che nessun taglio era di fatto stato deliberato contro l’Università stessa”.

UDU: “LA GELMINI CHIARISCA UFFICIALMENTE”

“Il taglio del Fondo di finanziamento ordinario è ben descritto dal decreto Ministeriale del 21 dicembre 2010 n. 655, firmato dallo stesso Ministro e fruibile nel sito del Ministero nella sezione atti ministeriali, in quanto si decreta nell’articolo 1 comma b: ‘… all’Università degli Studi dell’Aquila viene disposta una assegnazione pari a quella disposta nell’anno 2009, al netto degli interventi straordinari, ridotta del 3,72’.

A precisarlo è l’Unione degli Universitari (Udu) dell’Aquila. “La Ministra Gelmini – si legge in una nota – saprà benissimo che il decreto di riparto del Ffo è un atto dalla piena valenza giuridica e contabile, tanto da essere registrato alla Corte dei Conti e da essere in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Siamo particolarmente felici di accogliere la notizia di una nota del Miur, che confermerebbe la cifra per l’Università dell’Aquila prevista dall’Accordo di Programma, a dispetto dunque del decreto ufficiale firmato dalla Gelmini”.

“La Ministra Gelmini – si prosegue nella nota – avrà evidentemente cura di rassicurare anche formalmente tutti noi, chiarendo, non con un semplice comunicato stampa, ma con atti ufficiali, quale sia la copertura del 3,72 per cento tagliato da decreto, ma assicurato dalla nota. Invece che negare l’esistenza di un decreto da lei firmato e già registrato, sarebbe stato più opportuno che il Ministro riconoscesse l’errore, rivendicando una successiva modifica, che ad oggi rimane una ‘rassicurazione'”.

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