L’AQUILA – La conferenza stampa del rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando Di Orio ha suscitato una selva di replica irate dei docenti suoi ‘oppositori’ che sono stati chiamati in causa.

L’ultima è quella del prof Francesco Bizzarri, che ha scritto una nota intitolata “Il dono delle sciocchezze”.

LA NOTA COMPLETA

Siccome sono tutte sciocchezze, parola pronunciata ripetutamente dal Magnifico Rettore con molta rabbia e molto vigore, ma lo capisco perfettamente poiché è un vocabolo a lui molto caro e conosciuto:

1. Mi fa piacere che mi riconosca un “qualcosa, seppure in sciocchezze”, visto che il 28/11/12 a Roma in qualità di teste è stato sentito dal giudice in un’altra causa (ennesima dove mi ha querelato) sembrava che neanche sapesse chi fossi, causa relativa ad una lettera pubblicata nel 2005 su un giornale locale sulla problematica dello spostamento delle segreterie studenti, ebbene anche in quella lettera del 2005 dando la motivazione della mia contrarietà concludevo: ”…tutti dimenticano che L’Aquila è una città a rischio terremoto”. Anche allora dicevo sciocchezze Magnifico Rettore???

2. Personalmente sono intervenuto come Sindacato e RSU sulla problematica della Legionella, che dalla documentazione fornita dall’Ateneo, risultava già conosciuta a Giugno 2012,ma ne siamo venuti a conoscenza solo a Novembre 2012 con lo spostamento immediato degli studenti e senza fare neanche una benchè minima informativa a tutto il Personale Tecnico Amministrativo che lavorava e lavora alla Reiss Romoli. Sciocchezza anche questa!!!!!

3. A proposito di pochi voti… meglio pochi ma buoni, ma la Legge e Legge le regole sono regole e se anche avessi preso 1 solo voto e quel voto mi permetteva di essere eletto, mi dispiace per lei ma la legge e le regole non sono sciocchezze… e comunque tutti ricorderanno che lei Senatore del PD alla prima elezione di Tempesta a Sindaco prese quanti voti???? Sciocchezze

4. Sono perfettamente d’accordo con quanto riportato dal Prof Tiberti sul Commissariamento, il quale ha portato come esempio quello che è avvenuto a Messina, dove in casi similari il Rettore fù Commissariato, non è detto che debba avvenire per forza anche a L’Aquila siamo in Abruzzo, in Democrazia e la libertà di stampa, di parola e di critica se permette nonostante le sue sciocchezze ancora nessuno la toglie.