L’AQUILA – “Bene l’abolizione delle indennità di carica dell’Università dell’Aquila, ma ora si proceda a falciare anche quelle della Fondazione dell’Ateneo, che ammontano a 110 mila euro annui, dei quali 25 mila solo per il rettore Ferdinando di Orio“.
Questo il rilancio sul taglio dei costi dell’Università che arriva in una nota dei docenti Pierluigi Beomonte Zobel, Brunello Oliva e Sergio Tiberti, componenti del Consiglio di amministrazione dell’Università dell’Aquila, e Marco Valenti, componente del Senato accademico.
(nella foto l’attuale sede della Reiss Romoli)
“Restiamo sorpresi – scrivono – dall’apprendere dai giornali che la proposta del Rettore di annullare i compensi e le indennità di carica per docenti dell’Ateneo investiti di cariche accademiche è stata fatta propria dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione”.
“È da tempo – proseguono – che segnaliamo l’eccessivo costo delle indennità di carica, oltre 300 mila euro per anno, e ne abbiamo proposto l’abolizione sia in Senato accademico che in Consiglio di amministrazione, vista la difficile situazione finanziaria del nostro Ateneo e più in generale la situazione di crisi del Paese”.
I docenti plaudono all’abolizione delle indennità anche in virtù dell’uso che negli anni è stato fatto. “27 prorettori nella nostra Università – aggiungono – e buona parte di loro con indennità di funzione. Purtroppo siamo stati per lungo tempo inascoltati, ma è stato un piacere votare favorevolmente il taglio di queste indennità, e rimanere sorpresi dal leggere che la cosa è stata voluta dal magnifico rettore. Comunque sia, il risultato raggiunto ci rende felici”.
I quattro concludono con un suggerimento. “Procedere al taglio delle indennità anche per la Fondazione dell’Università dell’Aquila. A questo proposito – svelano – possiamo dire che le indennità nella Fondazione ammontano complessivamente a oltre 110 mila euro annui e che al presidente del Cda, cioè al magnifico rettore, spettano oltre 25 mila euro annui”.





