CHIETI – Il giudice del lavoro del tribunale di Chieti, Laura Ciarcia, ha accolto il ricorso del componente del Senato accademico dell’Università di Chieti Goffredo De Carolis, annullando il provvedimento disciplinare a suo carico con il quale l’allora direttore generale Filippo Del Vecchio lo aveva sospeso dal servizio, interrompendo anche l’erogazione della retribuzione per tre mesi dal 3 aprile al 2 luglio 2017, dopo un intervento critico durante una seduta dell’organismo.

Il giudice nella sentenza emessa il 6 marzo scorso ha anche condannato l’Ateneo al pagamento delle spese legali.

L’intervento incriminato in Senato accademico, puntava l’indice proprio contro lo stipendio di Del Vecchio, sul quale erano stati posti dei dubbi di congruità.

“Deve escludersi che l’intervento di Goffredo De Carolis nel Senato accademico del 6 dicembre 2016 sia stato idoneo a configurare un danno, anche solo potenziale, all’immagine dell’Università d’Annunzio”, si legge nel dispositivo.

“Il ricorrente – secondo il giudice – ha legittimamente declinato il proprio dovere di esprimere un parere sulla legittimità dell’approvazione di voci di bilancio”.

E “deve escludersi che il contenuto di quanto riferito nell’ambito della seduta del Senato accademico abbia assunto il valore lesivo dell’onore e della reputazione dell’ateneo”.

La sentenza mette la parola fine ad una stagione di contrasti all’interno dell’Ateneo, con De Carolis, senatore e rappresentante sindacale, che si è fatto portavoce della battaglia del personale contro l’allora direttore generale e contro l’allora rettore Carmine Di Ilio, finiti al centro di una indagine per abuso e falso ancora in corso.

De Carolis è stato difeso dall’avvocato Leo Brocchi.