L’AQUILA – È ancora guerra dentro l’Università dell’Aquila dopo l’elezione a rettore di Paola Inverardi, che si insedierà formalmente il 1° ottobre prossimo.
Maria Grazia Cifone, fedelissima dell’uscente Ferdinando Di Orio, e uscita sconfitta dalle urne, si è dimessa dalla sua carica di presidente della commissione didattica di Ateneo, lanciando strali contro il nuovo capo dell’Univaq.
Oggetto del contendere le nomine in seno alle scuole di dipartimento e l’approvazione del regolamento del corso di laurea in Medicina: “credo che, come ha fatto il rettore in carica, la professoressa Paola Inverardi avrebbe fatto bene a mantenersi ‘terza’ nel confronto telematico che un docente del dipartimento Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Scab) ha inteso allargare anche al futuro rettore. Non nascondo che mi sono chiesta, e con me centinaia di colleghi, se si comporta in questo modo adesso che non ha alcun titolo specifico per farlo, cosa farà quando si insedierà come rettore?”.
Il confronto telematico a cui si riferisce si è tenuto nei giorni tra il 27 giugno e i primi di luglio, per l’approvazione del regolamento didattico del corso di laurea magistrale (Clm) di Medicina e Chirurgia relative al prossimo anno accademico.
“Il 2 luglio ho rinviato il punto sull’approvazione dei regolamenti didattici del dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della Vita (Mesva) relativi ai 27 corsi di studio di competenza – spiega la Cifone in una lettera diffusa ai docenti – invitando i 10 presidenti di Cad a riconvocare una seduta non telematica, tenendo conto dell’esito del dibattito e delle osservazioni pervenute”.
“Ho riconvocato il consiglio di dipartimento composto da oltre 200 membri, per il prossimo 9 luglio e la commissione didattica paritetica per il pomeriggio del lunedì 8 luglio – continua – I presidenti, diligentemente, hanno rispettato la richiesta. Ora le polemiche si sono spostate su altri aspetti su cui, nuovamente, è stata chiamata in causa la Inverardi che prontamente si è espressa, stabilendo autonomamente che la riunione della commissione didattica da me presieduta, almeno fino a oggi, avrebbe potuto tranquillamente essere rinviata per dare tempo, evidentemente in particolare alla presidente del corso di laurea di Medicina, di convocare una riunione in modo che tutti i componenti (oltre 150) potessero organizzarsi per la partecipazione”.
“Pare che non esista il carattere di urgenza – puntualizza polemicamente – pare che il venerdì sia una giornata da cancellare dalla settimana lavorativa, pare che le oltre 200 persone del Consiglio del mio dipartimento debbano essere pronte a questi balletti, senza proferire parola”.
All’origine di questa decisione, c’è quindi un problema che sembrerebbe risalire a incongruenze interne del Cad, riguardando “il mancato mantenimento dei patti concordati proprio in seno alla commissione didattica di Ateneo per quanto riguardava l’affidamento degli insegnamenti e la confusione che, a mio parere a causa proprio della assenza delle strutture di raccordo, è presente nelle procedure seguite che, nei fatti, hanno delegittimano i Cad da una parte e strumentalizzato gli stessi dall’altra la comunicazione del rettore durante la seduta di Senato di ieri in merito alla non volontà politica di fare le Scuole di molti direttori di dipartimento, forse tutti con la sola eccezione della scrivente, mi porta a pensare che le istanze e le reiterate e accorate mozioni della componente studentesca non vengono prese in debita considerazione”.
Per questo, la Cifone, “dal momento in cui non posso più rappresentare le posizioni della maggioranza dei membri della commissione didattica di Ateneo rassegno le mie dimissioni non senza ringraziare prima di tutto il rettore Ferdinando Di Orio per la fiducia riposta sulla mia persona e tutti i membri della commissione che, nel tempo, si sono succeduti”.



