L’AQUILA – Insufficienti i posti letto pubblici per gli studenti dell’Università dell’Aquila appartenenti alle fasce economiche più disagiate.
La denuncia è dell’Udu che chiede non solo la dismissione a favore degli universitari dell’ex caserma Campomizzi, sottoutilizzata, dice, dal ministero della Difesa, ma anche l’ampliamento di questa come residenza universitaria con l’acquisizione delle palazzine A e B, come indicato anche nel piano delle esigenze del consiglio di amministrazione dell’Azienda per il diritto agli studi del 25 Luglio.
La richiesta giunge dopo che la scorsa settimana sono state pubblicate dall’Adsu le graduatorie per la residenza universitaria Campomizzi: su 446, 337 rischiano di restare senza un alloggio pubblico.
“I numeri parlano chiaro – afferma l’Udu – la percentuale di riconferme è molto alta. Questo è un evidente segnale di come gli studenti universitari una volta conosciuta l’esperienza di una residenza pubblica la preferiscano di gran lunga alla giungla del mercato degli alloggi privato”.
“In quest’ottica, sono anni che portiamo avanti l’idea della Campomizzi come campus universitario all’interno della città dell’Aquila, tenendo conto della sua posizione strategica e della potenzialità a ospitare oltre 1.000 studenti. Adesso, davanti all’evidenza, con il futuro della Campomizzi ancora tutto da decidere, continuare a rimanere miopi davanti questi segnali vuol dire condannare L’Aquila a una rinascita senza la sua componente più vivace: gli studenti universitari”.



