L’AQUILA – Il professor Angelo Luogo, prorettore vicario dell’Università dell’Aquila, un fedelissimo di Ferdinando Di Orio, è il primo candidato alla carica di nuovo rettore.
L’ordinario di Scienza delle costruzioni al dipartimento di Ingegneria civile ha aperto a sorpresa la corsa in vista delle elezioni che saranno indette con estrema probabilità il prossimo marzo dal decano, il professor Aniello Russo Spena.
L’uscita c’è stata nei giorni scorsi durante una riunione dell’area medica, in cui Luongo ha illustrato un progetto in qualità di coordinatore della commissione Ricerca.
Si tratta di una vera sorpresa perché il numero 2 dell’Ateneo da sempre è considerato un delfino del rettore attuale e, invece, ora rompe con il suo mentore, presentando una candidatura in forte discontinuità alla linea-Di Orio.
Da quanto si è appreso nel corso della riunione è stato stuzzicato da alcuni docenti che fanno parte dello schieramento dei picconatori del rettore: in particolare, i professori Roberto Giacomelli, Carlo Spartera, Eugenio Scarnati, Marco Valenti e lo stesso direttore di dipartimento Edoardo Alesse.
Incalzato dalle sollecitazioni, Luongo ha ammesso una situazione molto negativa della ricerca, portata avanti senza mai praticare l’autovalutazione; ha poi rinnegato nomine e ripartizioni delle risorse, parlando di criteri estemporanei nelle commissioni; ha, insomma, fatto capire che, sostenendolo, ci sarebbe un netto cambio di governance.
Prima di prendere in considerazione l’idea di appoggiarlo, i docenti gli hanno chiesto di ufficializzare la rottura e dimettersi dal suo attuale ruolo di vice-Di Orio, ma su questo Luongo non ha in programma decisioni immediate: si dimetterà da prorettore una volta convocate le elezioni.
A sentire quanto trapela da ambienti universitari, il cambio di rotta è nato dopo che Di Orio ha deciso di bloccare la candidatura annunciata alla sua successione di Maria Grazia Cifone, direttore del dipartimento di Medicina clinica.
Con un clamoroso dribbling (la Cifone nuovo rettore è un ritornello che si ascolta da anni), l’uscente avrebbe infatti deciso di puntare tutto su Francesco Parasiliti Collazzo, direttore del dipartimento di Ingegneria industriale.
Di qui la reazione del gruppo di potere degli ingegneri, che sosterranno la candidatura di Luongo in aperta contrapposizione a Parasiliti.
E il clima è surriscaldato anche nell’area medica: basti pensare che alcune fonti riferiscono di un alterco pesante tra la stessa Cifone e il professor Carlo Vicentini, suo amico.
A questo punto dopo l’uscita di Luongo è tutta da valutare la reazione degli oppositori, che dovranno decidere se sostenerlo o lanciare un loro diverso candidato.
Negli stessi giorni in cui il decano convocherà le elezioni, si aprirà anche l’udienza preliminare per Di Orio, rinviato a giudizio assieme ad altri due indagati per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica sui presunti affitti gonfiati dei capannoni dove ricollocare le facoltà universitarie.
Di Orio lascerà la poltrona più importante dell’Ateneo dopo nove anni, due dei quali di proroga in base alla riforma Gelmini.



