L’AQUILA – Un cambio della governance dell’Azienda per i diritti degli studenti universitari e il ritiro della “vergognosa delibera”, oppure “a novembre gli studenti occuperanno tutte le mense”.

È questo un passaggio forte e diretto del discorso letto dalla rappresentante degli studenti Arianna Fiorenza nel corso della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università dell’Aquila, che si è tenuta ieri.

Tante le criticità riscontrate dagli studenti nell’attuale gestione delle strutture e dei servizi, dal centro polifunzionale di Coppito ancora chiuso alla mensa mancante nel polo umanistico in centro, passando per le incertezze sul futuro della residenza nella caserma Campomizzi, il cui comodato d’uso è in scadenza al 31 luglio 2015.

“Sulle mense aquilane c’è persino il rischio di un fortissimo ridimensionamento”, insiste il discorso della Fiorenza, che chiede il ritiro della delibera del cda dell’Adsu che riguarda proprio questo tipo di servizio.

Proprio sul cda dell’Azienda, attualmente in regime di prorogatio gli studenti chiedono che la Regioni lo rinnovi al più presto, ratificando le nomine dei rappresentanti degli universitari fatte 6 mesi fa. Elisa Marulli

IL TESTO DEL DISCORSO

A 6 mesi dalle elezioni regionali ancora non c’è chiarezza sul rinnovo dei CdA delle Adsu. I Presidenti delle 3 Aziende e i 4 consiglieri di amministrazione di nomina regionale presenti in ogni Adsu regionale, esercitano attualmente il proprio mandato in regime di sostanziale “prorogatio”. Ancor più grave è la situazione dei rappresentanti degli studenti dell’Adsu dell’Aquila, eletti dalla popolazione studentesca ormai 6 mesi fa e non ancora nominati con decreto della Regione.

Il mandato dei rappresentanti degli studenti dura 2 anni, un quarto di questo mandato è stato sequestrato dall’inerzia della Regione. Un segno di gravissima insensibilità da parte di quest’ultima nei confronti dell’esercizio democratico degli studenti universitari.

Oggi ben 4 consiglieri dell’Adsu dell’Aquila sono dimissionari, dei rimanenti 5, ben 3, Presidente compreso, sono “scaduti”.

Cosa aspetta la Regione ad esercitare il proprio potere di nomina del Presidente, di 4consiglieri e di ratifica delle elezioni studentesche di 6 mesi fa?
Certo non è possibile immaginare che questa prorogatio sia frutto di grandi successi!

Oggi, a ben 2.031 giorni dal sisma, 2.031!, la struttura polifunzionale di Coppito, che ospitava la mensa più grande della città, la sala studio più grande, l’unica sala ricreativa autogestita dagli studenti, un bar, una sala informatica, non solo è ancora scandalosamente “in rovina” a troneggiare al centro del polo di Coppito, come ad inchiodare l’ateneo e generazioni di studenti ad un perenne presente da terremotati, ma non è neanche dato sapere quando sarà finanziato un progetto esecutivo, quando sarà cantierato, quando si potrà uscire da mense e bar ancora nei container.

E questo scandalo di Coppito, di cui Adsu e Regione portano intera la responsabilità, è solo la punta dell’iceberg.

Il polo su cui si è puntato per il “ritorno alla normalità e ritorno in centro” non è fornito di alcun servizio di ristorazione: nessuna struttura definitiva è ancora progettata e programmata nel centro storico. Vogliamo che l’Ateneo condivida con l’Adsu e la Regione uno spazio interno all’area dell’ex San Salvatore ancora da recuperare, per una struttura di servizi agli studenti, mensa in primis.

Non ci interessano le promesse del Presidente dell’Adsu ai Salesiani, promesse che hanno provocato l’inerzia di questi anni. Ci interessa una scelta definitiva, pubblica e dignitosa. E come se non bastasse, sulle mense aquilane c’è persino il rischio di un fortissimo ridimensionamento. Anche se il presidente dell’Adsu si esercita nel tranquillizzare l’opinione pubblica, in realtà nell’ultimo CdA si è delineata l’idea che le mense aquilane possano somministrare solo il cosiddetto pasto ridotto, banalmente per ridurre la base d’asta del prossimo capitolato d’appalto delle mense.

Noi abbiamo denunciato pubblicamente i rischi sulle mense e la non legittimazione di questo CdA a deliberare a riguardo.

Abbiamo conferma che avevamo ragione. Lo diciamo qui e subito, che si cambi la governance dell’Adsu ora e che si ritiri la vergognosa delibera adottata.
Se non verrà fatto gli studenti a Novembre occuperanno tutte le mense. Lo diciamo in anticipo.

Ancora nessuna certezza esiste sul futuro della Residenza Campomizzi, a parte gli annunci.
Non è accettabile che su una questione così importante si vada avanti con comunicati stampa da parte dei politici, ma nel concreto si faccia poco e nulla. Ben venga la risoluzione approvata in consiglio regionale, anche se non si capisce con quale logica è la Regione stessa a chiedere “dieci anni” e non una cessione patrimoniale del bene.

Gli studenti tante volte hanno rivendicato meno caserme e più campus universitari, è arrivato il momento, visto che anche la politica si sta muovendo in questo verso, che la Campomizzi diventi una realtà concreta, definitiva e centrale della comunità universitaria e cittadina.