L’AQUILA – L’Ateneo dell’Aquila scende in campo come attore protagonista del territorio con due importanti convegni i prossimi 25 maggio e 5 giugno che avranno come tema ‘L’Università e lo sviluppo locale’.
I due eventi segnano la concretizzazione di una delle più importanti linee strategiche dell’ateneo del capoluogo che ingrana la marcia e punta dritto alla sinergia con il territorio e gli steackholders locali, anche alla luce del rinnovo ormai imminente del vecchio Consiglio d’amministrazione che sarà nominato per la prima volta dalla rettrice Paola Inverardi a luglio.
Il nuovo Cda segnerà un cambio di rotta per l’ateneo che fino ad oggi ha avuto a capo un organo espressione del vecchio rettore in carica per 9 anni, Ferdinando Di Orio, con la conseguenza naturale di tensioni interne sulle linee di indirizzo strategico e di programmazione finanziaria dell’università.
Il rinnovo del Cda segnerà definitivamente un cambio di passo per l’Ateneo, come ha spiegato a questo giornale la rettrice che punta ad avere al suo fianco “persone che diano garanzia di indipendenza di pensiero e di giudizio per portare avanti le linee strategiche dell’ateneo”.
La conferenza pubblica del 25 maggio ‘Università e Sviluppo Locale’ che per la prima volta chiama a raccolta i tre atenei della regione, punta proprio a questo: la discussione con gli attori isitituzionali, sociali ed economici sul ruolo chiave degli atenei abruzzesi per lo sviluppo e per il progresso del territorio.
Con l’attuazione delle linee strategiche, inoltre, l’Ateneo punta anche a risalire la classifica delle università italiane stilata l’anno scorso dal Sole 24 ore che lo ha visto piazzarsi agli ultimi posti.
Il convegno del 5 giugno avrà invece come obiettivo quello di rendere oggettive le risultanze dei tavoli di confronto che l’università ha aperto in questi mesi con tutti gli attori del territorio: dagli ordini professionali, ai sindacati, dalle associazioni di categoria a quelle di volontariato, dalle camere di commercio al sistema bancario.
Resta tuttavia ancora alta l’attenzione sulla cinquina di nomi che la Inverardi proporrà al Senato accademico come componenti del nuovo cda: gli antidioriani, infatti, premono affinché, dopo 3 anni, i più vicini all’ex senatore restino fuori dall’organismo.
Da quanto si apprende, tra questi ci sarebbero Giovanni Bucci, professore ordinario di misure elettriche e elettroniche presso il dipartimento Ingegneria industriale e dell’informazione e alcuni componenti del Cda uscente tr ai quali i docenti di ruolo Fabrizio Berti e Michele Pisani, ordinari di Economia aziendale presso il dipartimento di Ingegneria industriale e dell’informazione e di Economia e il rappresentante del personale tecnico amministrativo e sindacalista Fabrizio Carnicelli, anch’egli molto vicino a Di Orio.
A presentare il curriculum, sempre secondo alcune indiscrezioni, anche Emanuela Ciammola, già dipendente dell’università e impegnata in un dottorato di ricerca.
Tra i papabili nuovi componenti del consiglio, spicca il nome di Roberto Marotta, già membro esterno scelto da Di Orio e fedelissimo del vecchio rettore che tuttavia in questi anni si sarebbe guadagnato la stima e la fiducia della rettrice che potrebbe proporlo nuovamente al Senato.
Oltre a Berti, Pisani e Carnicelli, il Cda uscente è composto dal docente di ruolo Pierangelo Marcati, ordinario di Analisi matematica presso il dipartimento di Ingegneria e scienze dell’informazione e matematica e dal rappresentante del personale tecnico amministrativo Pierpaolo Baldini, segretario amministrativo presso il Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente.



