L’AQUILA – Sei mesi di reclusione “come minimo edittale” previsto all’epoca dei fatti per l’ex rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, accusato di abuso d’ufficio aggravato assieme all’ex sindaco di Antrodoco, Maurizio Faina.

La richiesta è stata inoltrata dal pubblico ministero reatino Lorenzo Francia ai giudici nella sua requisitoria nel corso del processo in corso al tribunale di Rieti. La sentenza è stata annunciata per la serata.

L’ex rettore e l’ex primo cittadino sono accusati di essersi procurati “un ingiusto profitto” “nello svolgimento delle funzioni e del servizio”, in particolare attraverso la vendita al rettore da parte del Comune reatino di un campo di calcio al costo di 15 mila euro (3,40 euro al metro quadrato) per costruire un’abitazione prefabbricata da 400 metri quadrati, dato emerso oggi, in seguito alla perdita della casa per il terremoto del 2009.

Contestato anche l’accordo di programma con cui veniva concordato il trasferimento ad Antrodoco, nei locali di Villa Mentuccia, della sede della Fondazione, della casa editrice di Ateneo e di alcuni master e corsi.

Infine, si contesta la convenzione tra l’Ateneo e la società che gestiva una struttura termale Antrodoco Terme Srl con la prospettazione, ritenuta falsa dall’accusa, della gestione di una Rsa accreditata con il sistema sanitario nazionale.

Secondo le accuse, in cerca di una sistemazione per sé e la coniuge, dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 Di Orio ha acquistato un terreno a verde pubblico a 15mila euro con un’autorizzazione a costruire in seguito a cambio di destinazione d’uso in turistco alberghiero e residenziale per una villa con parcheggio sotterraneo e portico. Questo in cambio del trasferimento di una sede distaccata dell’Università ad Antrodoco.

Dalle prove emerse, secondo il pm “si tratta di un regalo favoritismo odioso, perché intervenuto in una fase tragica anche per lo stesso imputato – ha spiegato il pm – Perché Di Orio non ha chiesto un prefabbricato temporaneo da costruirsi in pochi giorni, ma una villa con parcheggio sotterraneo e portico? Questo contrasta e smentisce l’ipotesi originaria della domanda di acquisto motivata dal crollo dell’abitazione”.

“C’è una sequenza di eventi che realizzano un ingiusto vantaggio perché il Comune abbia una sede universitaria e il magnifico rettore possa avverare il sogno di una casa in campagna in un posto pregevole”, ha rimarcato.

A seguire ci sono state le repliche di parte civile, con l’avvocato Felice Cantaro, che rappresenta il Comitato professori associati dell’ateneo aquilano, e della difesa, affidata ai legali Antonio Valentini e Giovanni Marcangeli per Di Orio e ad Antonio Perelli per Faina.

In mattinata l’udienza era stata incentrata sull’intervento dell’ingegnere Alessandro Boncompagni, perito nominato dal tribunale per la valutazione del valore del terreno.

Dai suoi accertamenti è emerso che il terreno, all’atto del cambio di destinazione d’uso, ha assunto un valore notevolmente superiore al prezzo di acquisto: da 65 mila a 224 mila euro senza considerare l’immobile che ci si sarebbe dovuto realizzare. (b.s.)