L’AQUILA – Un Ateneo la cui crescita non può prescindere da ricerca e innovazione, insieme ai privilegi che la ricostruzione post-sisma può garantire, ma pure da una capacità diversa rispetto al passato di mettersi in mostra.

E che può garantire ottimi risultati se si mantiene sui ventimila iscritti.

Sarà ufficialmente rettore dal prossimo 1° ottobre, quando si chiuderà l’era di Paola Inverardi, ma Edoardo Alesse, 61enne originario di Leonessa (Rieti), aquilano di adozione, ordinario di Patologia generale, dopo la vittoria netta sul suo avversario e collega Carlo Masciocchi, sta già impostando in concreto la sua visione dell’università dell’Aquila. 

Alesse, che si candidò pure nel 2007 quando venne sconfitto da Ferdinando Di Orio, ha vinto superando il quorum al primo turno (379 voti a 117), dopo una campagna elettorale giudicata da molti come “pacata” e “rispettosa”.

“Il rilancio di questa città e di questo territorio passa anche per la ricerca e l’innovazione che il nostro Ateneo può e deve garantire – è uno dei passaggi della lunga intervista concessa da Alesse ad AbruzzoWeb – ne sono convinto e farò di tutto per lavorare in questa direzione”.

“In termini di docenti, aule, laboratori, biblioteche, possiamo sostenere un determinato numero di studenti, pena il non accreditamento dei corsi che sarebbe deleterio per l’Ateneo”.

“Dunque – precisa il neo rettore – la dimensione media dell’Ateneo aquilano può essere intorno a ventimila studenti, forse qualcosa in più ma non andrei molto oltre. Io sono per una formazione diffusa, di buona qualità degli studenti, che è ciò che li rende competitivi e appetibili per il mondo del lavoro”. Roberto Santilli