L’AQUILA – Paola Inverardi a un passo dall’elezione a nuovo rettore dell’Università dell’Aquila, una decina di voti ‘pesati’.

Per lei festa rimandata in questo secondo turno, ma potrebbe arrivare già giovedì quando il quorum sarà più basso e le basterà replicare questo risultato per tagliare il traguardo a braccia alzate.

La Inverardi ha mancato l’elezione per una manciata di preferenze, 304 su 311 che ne servivano, nonostante la larghissima vittoria nei voti dei prof, 261 preferenze, una chiara indicazione di chi abbia ormai scelto il corpo docente.

La ex preside della facoltà di Scienze, oggi direttore di dipartimento, ha arrancato invece tra gli studenti, ancora terza con 10,5 voti pesati, e ha raggranellato un buon successo tra i voti del personale tecnico amministrativo, 31 pesati, che però valgono una miseria e non le sono bastati per aggiudicarsi la partita.

Al secondo posto è arrivata la professoressa Maria Grazia Cifone, direttrice del dipartimento di Medicina clinica e ormai divenuta portabandiera dei “dioriani”, ossia del gruppo legato all’uscente Ferdinando Di Orio, che chiude un’era dopo 9 anni di mandato (2 di proroga) e ha cercato, fin qui vanamente, un delfino.

Per la ex preside di Medicina 195 voti pesati, di cui 153 tra i prof, 19 del personale e 23 degli studenti.

Chiude terzo l’outsider Francesco Vegliò, prorettore e docente del dipartimento di Ingegneria industriale, con 102 voti pesati: 66 dai colleghi, 13 dal personale e 23 dagli studenti.

INVERARDI: ”CHE FATICA! LA SCELTA ORMAI E’ STATA FATTA…”

“I docenti mi sembrano largamente convinti – dichiara a caldo la Inverardi ad AbruzzoWeb – ma in generale la scelta ormai è fatta, è solo una questione di tempo. L’elezione viene tirata per le lunghe mentre si poteva risolvere prima, sarebbe stato un bene per tutti e soprattutto per l’Ateneo”.

“Non sfondo tra gli studenti? È andata come l’altra volta, io vorrei parlare con loro ma loro non vogliono parlare con me. Vorrà dire che ci parlerò dopo le elezioni. Che fatica!”, conclude sospirando stanca ma felice.

I RISULTATI


STUDENTI: LA CIFONE DI MISURA

Scrutinato il voto degli studenti nel secondo turno per l’elezione del nuovo rettore dell’Università dell’Aquila.

Maria Grazia Cifone raccoglie 46 preferenze, Francesco Vegliò secondo con 45, terza Paola Inverardi con 21.

In voti “pesati” (un voto di studente vale 0,50) rispettivamente fanno 23, 22,5 e 10,5. (alb.or.)

PERSONALE TECNICO: ANCORA INVERARDI

Scrutinato il voto del personale tecnico amministrativo nel secondo turno.

Paola Inverardi raccoglie 184 preferenze, Maria Grazia Cifone si ferma a 115, Francesco Vegliò a 80.

In voti “pesati” (un voto di dipendente vale 0,15) fanno 31, 19 e 13 e sommando ai prof il totale diventa: Inverardi 292, Cifone 172, Vegliò 79. (alb.or.)

DOCENTI: VINCE LA INVERARDI

La direttrice del dipartimento di Scienze ha raccolto 261 voti dei docenti, segue il direttore del dipartimento medico Mesva Maria Grazia Cifone con 153 e il prorettore Francesco Vegliò con 66, entrambi espressione del gruppo vicino all’uscente Ferdinando Di Orio.

Fuori dalla competizione il professor Angelo Luongo, che si è ritirato.

In tutto si sono recati alle urne 1.229 aventi diritto: 572 docenti, 150 studenti (il cui voto vale 0,5) e 507 dipendenti (“tarati” allo 0,15).

Già fissate le eventuali votazioni successive, tutte dalle 10.30 alle 19.30: la terza giovedì 6, il ballottaggio martedì 11 giugno. (pi.bi.)

I CANDIDATI


MARIA GRAZIA CIFONE

Nata a Caracas, ha 56 anni. Dopo la maturità Scientifica dal 1974 si è trasferita all’Aquila, dove ha studiato Scienze biologiche. È stata prima ricercatrice, poi professore associato, di prima fascia e quindi preside dal 2004 al 2011. È considerata una “fedelissima” dell’uscente Di Orio del quale ha dichiarato: “Non ha fatto errori”.

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L’INTERVISTA

PAOLA INVERARDI

Nata all’Aquila 55 anni fa, è professore ordinario dal 1994. Dal 2008 è diventata preside della facoltà di Scienze. In campagna elettorale ha lanciato strali tanto al rettore, “voleva fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci”, quanto all’opposizione, “personalistica e caciarona”.

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L’INTERVISTA

FRANCESCO VEGLIO’

Nato a Fossombrone (Pesaro) e formatosi nell’Università del capoluogo abruzzese, 51 anni, professore ordinario del dipartimento di Ingegneria, a fine 2012 è stato nominato prorettore dallo stesso Di Orio in sostituzione proprio di Luongo. Rifiuta le logiche dei “due blocchi” e punta a fare da pontiere anche se, afferma, “il rettore non è un politico ma deve svolgere un servizio”.

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