L’AQUILA – “Negli anni della mia attività parlamentare ho presentato centinaia di interrogazioni sui problemi e sulle questioni più disparate, dai casi di mala gestione della sanità a vicende legate agli affarismi delle società partecipate pubbliche e delle banche sino agli interventi invasivi nel settore dell’ambiente e dei territori. Non a caso, ero identificato dalle società di analisi tra i primi quindici senatori per intensità di attività parlamentare. Se ognuno dei soggetti interessati dalle mie interrogazioni avesse cercato di intimidire la libera espressione delle mie opinioni, tutelata non a torto dalla Costituzione, il Parlamento dovrebbe essere trasferito a piazzale Clodio, sede del tribunale di giustizia”.

È questa la risposta dell’ex senatore dell’Italia dei valori Alfonso Mascitelli alla nota del professore dell’Università dell’Aquila Sergio Tiberti riguardo all’udienza preliminare in corso a Roma dopo una querela per diffamazione presentata dal docente sui contenuti di una interrogazione parlamentare che risale alla fine del 2010.

“Dispiace constatare che il professor Tiberti, che rappresenta una istituzione importante come l’Università, faccia finta di non capire e confonda la tutela dell’attività parlamentare con l’impunità che appartiene a ben altri e noti personaggi – scrive Mascitelli – L’interrogazione parlamentare, come recita l’art. 145 del regolamento del Senato è una semplice domanda rivolta al ministro competente per avere informazioni o spiegazioni. Se avesse contenuti diffamatori verrebbe considerata irricevibile dagli stessi uffici della Presidenza”.

Secondo Mascitelli, “se questo disturba il professor Tiberti potrà sempre proporre le opportune modifiche per imbavagliare l’attività dei parlamentari. Per quanto riguarda la decisione dell’applicazione dell’art. 68 della Costituzione – prosegue – questa è una prerogativa della camera di appartenenza che si esprime con il voto e non del singolo parlamentare. Posso comunque tranquillizzare il professor Tiberti che se il giudice dovesse decidere di chiedere l’autorizzazione a procedere, nonostante la richiesta di archiviazione del Gip, che non ha ravvisato intenti diffamatori, il Senato potrà sempre votare liberamente a favore dell’autorizzazione”.

“Voglio in ultimo e non da ultimo far presente al professor Tiberti che il partito dell’Idv esiste ancora e soprattutto esiste nella coscienza dei cittadini che pagano le tasse, anche quelle universitarie – conclude – e hanno il diritto di sapere e di conoscere tutto quello che accade all’interno delle nostre università, nel bene e nella cattiva sorte”.