CHIETI – Tra l’Università “d’Annunzio” e il Cus Chieti non c’è più alcun contratto. Il Consiglio d’amministrazione dell’ateneo ha deciso, in maniera unilaterale, di annullare il documento sottoscritto il il 23 maggio 2011 dall’allora rettore Franco Cuccurullo e dal presidente del Centro sportivo, Mario Di Marco.
Il contratto prevedeva che l’ateneo desse al Cus 1.300.000 euro all’anno per 25 anni, per pagare le attività sportive e la rata del mutuo sottoscritto con la Bper con fidejussione e cessione di credito della stessa università teatino-pescarese.
Il contratto era già stato sospeso dalla “D’Annunzio” con delibera del cda del 29 ottobre scorso. L’ateneo si era preso 90 giorni di tempo (con proroga di altri 90 giorni) per cercare di capire come e perché si era arrivati a quell’oneroso e milionario contratto.
Se si è arrivati alla decisione di annullarlo è perché “non abbiamo avuto una corretta rendicontazione di come veniva speso 1 milione 300 mila euro assicurato al Cus”, ha detto il rettore Carmine Di Ilio.
Resta da vedere se un contratto tra un ente pubblico e uno privato possa essere annullato in maniera unilaterale. Secondo i legali e i professori universitari cui è stato affidato l’incarico di studiare la materia, la cosa si può fare annullando le delibere del 2010 e del 2011 che hanno portato alla stipula della convenzione.
Ricordiamo che il Cus ha già fatto ricorso al Tar contro la sospensione sancita ad ottobre. Il tribunale dovrà decidere nel merito il 3 luglio prossimo, ma a questo punto il ricorso appare superato, visto che probabilmente il Cus dovrà proporne un altro contro l’annullamento del contratto. Arianna Iannotti






