TERAMO – È stato un naso rosso a salvare bambini dai 3 ai 16 anni che negli anni ’90 si sono trovati a pagare il prezzo più alto della crisi economica a Bucarest.
Costretti a cercare riparo nei canali sotterranei del riscaldamento centralizzato per trovare calore in una città che d’inverno raggiunge i 20 gradi sotto zero, abbandonati dalle famiglie, fuggiti da casa o dagli orfanotrofi, costretti a rubare e prostituirsi per sopravvivere, sono stati riscattati da un destino di ombra e di oblio nel 1992, tre anni dopo la caduta del regime di Ceausescu, da un giovane clown franco-algerino, Miloud Oukili.
Con il suo naso rosso e i suoi giochi, è riuscito ad avvicinarli insegnando loro i primi segreti dell’arte del circo. Un’arte che diventa per loro ancora di salvezza, un modo per diventare protagonisti della loro vita, per salire in alto, al vertice della piramide, essere applauditi dal pubblico e riconosciuti come persona.
Sabato 27 agosto, alle 21, in piazza Buozzi a Giulianova, e domenica 28 agosto, stesso orario, lungomare di Scerne a Pineto, i Ragazzi di Bucarest saranno in scena per “Emergenze Mediterranee 2011”, la rassegna di culture, arti, linguaggi promossa dalla Sezione Italiana dell’Istituto Internazionale del Teatro del Mediterraneo, con lo spettacolo “Un naso rosso contro l’indifferenza”.
Sul palco i bambini del sottosuolo, ragazzi invisibili, riscattati da un destino di abbandono. Una storia che ha ispirato, nel 2008, anche Marco Pontecorvo per il suo primo lungometraggio.
Nel 1996, Miloud Oukili decide di creare una struttura locale indipendente che si occupi di reinserimento sociale. Nasce così la Fondazione Parada. Dal 1998, Parada Italia affianca Fondazione Parada nel cammino intrapreso da Miloud con i ragazzi di Bucarest. La missione di Parada Italia è offrire sostegno e strumenti d’intervento per garantire un futuro a bambini e giovani di strada attraverso una rete capillare di volontari su tutto il territorio nazionale.
A oggi sono circa 4000 i ragazzi aiutati grazie all’opera di circa 30 operatori: ogni anno 150 ragazzi frequentano il centro diurno, 150 ricevono assistenza sociale e sanitaria in strada, 30 vengono reinseriti nelle famiglie d’origine o in famiglie di accoglienza, 30 vivono in residenze protette o trovano lavoro.






