L’AQUILA – Una Fiat 1100 B del 1949 in perfette condizioni a disposizione gratis per le giovani coppie aquilane che vogliono un’auto da sogno per il giorno del loro matrimonio.
La generosa offerta è dell’imprenditore edile ed ex sindaco di Cagnano Amiterno Donato Circi, 66 anni, un vero intenditore delle quattro ruote tanto da avere in garage, tra le altre, una Ferrari 308 Gbt Vetroresina e modelli di Jaguar, Fiat e così via.
“La metto a disposizione gratuitamente per tutti gli amici di Facebook che mi sono stati vicini qualche tempo fa, quando ho passato momenti difficili”, spiega Circi, che si è sposato nel 1974 ma non su quell’auto, acquistata una trentina d’anni or sono.
“A volte la vita ti colpisce, ma trovi sostegno inaspettato e queste soddisfazioni contano più dei soldi – prosegue – di qui l’idea di prestare l’auto ai tanti che la cercano senza chiedere nulla in cambio”.
Nonostante l’idea sia recentissima, pubblicata poche ore dopo Capodanno, le richieste sono già fioccate, sia nei commenti dello status sia in privato.
“Qualcuno mi ha già contattato ma ci devo ancora parlare, dopotutto l’annuncio l’ho appena messo!”, rileva.
Dopo le polemiche dimissioni da sindaco presentate giusto un anno fa, qualche mese prima della scadenza, e dopo aver scritto anche al premier Matteo Renzi per chiedere più personale per le piccole amministrazioni, Circi ha chiuso con la politica, “che mi ha deluso, anche se ho un buon rapporto con l’attuale primo cittadino e i ragazzi del Comune ho deciso di non ricandidarmi”.
Ora da privato cittadino si gode i tre nipoti, “che mi fanno pensare al loro futuro, e non più al mio passato, per fortuna che ci sono”, oltre a seguire i cantieri in cui è impegnata la sua ditta, “che è stata ed è tutta la mia vita” e ha curato, tra le altre cose, anche la costruzione degli spalti nel nuovo stadio di Acquasanta.
Quanto alla situazione dell’Aquila, a suo dire “deve recuperare la socialità, non è possibile dopo 7 anni ancora incontrarsi al centro commerciale. Anche a Cagnano la realtà è monotona – prosegue – e c’è il problema del cementificio Sacci che mi auguro continui la produzione: ha le cave a 50 metri e i costi sono zero, se chiude hanno sbagliato tutto”. Alberto Orsini




