L’AQUILA – Cappello bianco con visiera e camicia azzurra, Re Alberto II del Belgio, con a fianco la consorte Regina Paola di Liegi in Porsche cayenne grigia, guidata dallo stesso regnante, si trovano all’Aquila.
La notizia è stata diffusa da Aquilatv. Dopo una breve sosta al bar della stazione ferroviaria, dove Re Alberto, accompagnato da due uomini della scorta, è sceso a prendere un caffè, le quattro vetture (la scorta belga con un’Audi nera e la scorta italiana) si sono recate verso via Vicentini per imboccare la strada che conduce al Palazzo del Governo regionale.
La visita, strettamente privata fanno sapere gli uomini della scorta, durerà altri due giorni nei quali i regnanti hanno intenzione di scoprire gli angoli più belli d’Abruzzo dove si trovano da alcuni giorni.
LA VISITA DI IERI A SANTO STEFANO DI SESSANIO
Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila) ha accolto ieri sera i reali del Belgio, Alberto II e Paola di Liegi, dopo che gli stessi erano stati in visita nel Parco nazionale d’Abruzzo.
A ricevere la coppia regale Daniele Kihlgren, l’imprenditore italo-svedese che, con la società Sextantio, ha realizzato nel borgo mediceo un “albergo diffuso” attraverso la riqualificazione di diversi immobili abbandonati.
Assieme ai due coniugi, oltre alla scorta e ai collaboratori, anche Domitilla Ruffo di Calabria, nipote di Paola. Molto riservata la visita, preceduto da un incontro al “Cantinone”, dove hanno bevuto vino invecchiato della cantina Valentini, con Kihlgren e il suo prossimo nuovo socio Umberto Paolucci, ex numero 2 di Bill Gates alla Microsoft.
Il weekend è previsto di tutto riposo. Unica eccezione la consegna del cd inciso dall’Officina musicale “Divertimenti” di Wolfgang Amadeus Mozart, che in copertina ha la foto di un portale puntellato di Santo Stefano.
“Questa visita – ha commentato Kihlgren – conferma che abbiamo portato a Santo Stefano, dieci anni fa paese nemmeno menzionato sulle guide, un tipo di turismo che in Abruzzo non era mai venuto. È valido come progetto economico, visto che l’anno dopo il terremoto siamo addirittura cresciuti un po’ rispetto al 2008, ma anche come progetto culturale, visto che i reali del Belgio potrebbero scegliere la loro meta vacanziera tra i cinque continenti e invece vengono qui”.
Per l’imprenditore, soprattutto, “si tratta di un modello replicabile. Piuttosto che tirare su tanti alberghi a cinque stelle – ha concluso – sfruttiamo i tanti borghi abbandonati che ci sono in questa regione. Potrebbe essere questa la strada per una nuova forma di sviluppo”.






