L’AQUILA – L’Abruzzo si stringe al dolore della famiglia di Iaia, venuta a mancare ieri pomeriggio in ospedale a Bergamo, dove era ricoverata. La piccola Ilaria Orlando, per tutti Iaia, aveva appena 9 anni, era originaria di Roccaraso (L’Aquila) ma viveva a Bergamo con la sua famiglia, dove stava curando quel cancro invincibile, il neuroblastoma, che le era stato diagnosticato ad appena 4 anni.
I funerali si svolgeranno domani mattina a Bergamo, alle 9.30, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Romano di Lombardia.
“Dopo averci insegnato ad amare e ad affrontare ogni sfumatura di colore della vita, con l’allegria e la semplicità dei suoi 9 anni, Ilaria è volata in cielo a rendere il Paradiso un posto migliore”, scrivono la mamma, il papà e il fratellino Alessandro. Una famiglia che aveva imparato a lottare, quella di Iaia, insieme a lei. E che nonostante le preoccupazioni, i viaggi estenuanti e le cure, ha trovato fino all’ultimo giorno la forza di andare avanti.
“Ognuno ha i suoi problemi, grandi o piccoli che siano, bisogna sempre star vicino alle persone e ascoltarle. Solo così si riescono a superare le piccole e grandi prove”, aveva detto la mamma ad Abruzzoweb, in occasione di una delle tante iniziative promosse per la raccolta fondi.
Per Iaia si era mobilitato tutto l’Abruzzo e non solo. Grazie all’associazione Il Sogno di Iaia Onlus, la piccola nel 2014 era riuscita a volare negli Usa per continuare la sua lotta contro la malattia. In pochissime settimane sono stati raccolti 800mila euro necessari per sottoporsi alle cure di immunoterapia praticate al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, il centro più rinomato in questo settore. Si era avverato un sogno, si erano riaccese delle speranze.
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati dalle tante persone che non avevamo mai smesso di immaginare il sogno di un futuro per la piccola. Distrutta la comunità di Roccaraso.
“È una giornata tristissima per Roccaraso, la più dolorosa da quando sono sindaco – è stat l’immediata reazione del primo cittadino, Francesco Di Donato -. Davanti a queste notizie tutto passa in secondo piano, tutto diventa meno importante, ogni respiro si fa più lento. In questi anni abbiamo tutti lottato al suo fianco, ammirando il coraggio infinito di una famiglia che ha affrontato con una forza impareggiabile la grande sfida alla quale la vita l’aveva chiamata”.
“Troveremo presto la forma e il modo per ricordarla, per far sì che questa sua lezione d’amore resti per sempre un patrimonio condiviso. Dobbiamo coltivare il suo sogno anche ora che non c’è più. Iaia ci ha permesso di capire che possiamo essere migliori di come siamo, che aiutare chi si trova in difficoltà è davvero un’opportunità e che stringerci intorno a chi ha bisogno d’aiuto ci rende una comunità più forte e coesa. Questo l’abbiamo capito grazie a Iaia. Alla sua famiglia va l’abbraccio mio personale, dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità di Roccaraso”, conclude il sindaco.
Si uniscono al dolore della famiglia i tre giovani tenori del Volo. Gianluca Ginoble (di Roseto degli Abruzzi), Piero Barone e Ignazio Boschetto, sono stati fin dal primo momento sensibili all’appello di solidarietà lanciato per la piccola Ilaria, la cui mamma è di Roccaraso (L’Aquila). E proprio da Roccaraso è partito lo slancio del Volo con l’organizzazione di iniziative di beneficienza per raccogliere i fondi indispensabili per portare avanti le costose terapie di cui la piccola aveva bisogno per curare la malattia rara che aveva colpito Ilaria. Anche subito dopo la vittoria a Sanremo 2015 con la canzone ‘Grande Amore’, nella città di Ginoble, l’artista festeggiato da familiari e concittadini aveva dedicato un pensiero alla piccola Iaia.
“Abbiamo sperato fino alla fine che Ilaria potesse vincere la sua battaglia contro il male che da anni l’affliggeva – dicono i tre tenori all’Ansa -. Speravamo che potesse farcela. Ma così non è stato. Siamo stati sempre in contatto con i genitori per conoscere l’evolvere della situazione. I rapporti non si sono mai interrotti e purtroppo eravamo a conoscenza che le condizioni della bambina si erano improvvisamente aggravate. Ciononostante abbiamo continuato a pregare per lei, mai abbandonando la speranza che un miracolo potesse accadere”.
“In questo giorno di lutto e tristezza – continuano – ci sentiamo ancora più vicini ai genitori e al fratellino, convinti che Iaia dall’alto del cielo possa guidarci nella battaglia per un mondo migliore, soprattutto per i più piccini”.
“Ciao semplicemente ciao”, cantava Iaia, ad un anno dalla nascita della onlus, per ringraziare tutte le persone che l’avevano aiutata. E in una registrazione diceva: “Ciao a tutti sono Iaia, oggi voglio dirvi grazie per avermi fatto sognare. Grazie per avermi aiutato con i pennarelli molto speciali ad andare in America. Grazie a voi come per magia, un anno fa ho trovato un pennarello dentro al cassetto chiamato ‘Speranza’. Ed oggi è già passato un anno. Con il vostro amore ho comprato nuovi pennarelli per colorare. Ogni giorno disegno la mia vita, ed è sempre più bello. Ciao, baci da Iaia. Grazie di cuore, vi voglio tanto bene!”.





