L’AQUILA – Sono 2.884 gli ucraini arrivati in Abruzzo dall’inizio della guerra, poco meno della metà, precisamente 1.213, sono ospitati nella provincia di Pescara. Altri 807 si trovano in provincia dell’Aquila, 450 in quella di Teramo e 414 in quella di Chieti.
Questi gli ultimi dati, aggiornati alle 16 di ieri, forniti dall’Agenzia regionale di Protezione civile.
Solo 142 persone, ad oggi, si trovano nei Cas: 44 a Teramo, 40 a Pescara, 35 all’Aquila e 23 a Chieti; attualmente risultano disponibili altri 30 posti; 680 hanno trovato alloggio in albergo, 513 a Pescara e 167 a Teramo.
La maggior parte di loro, ben 2.062, ha trovato ospitalità in strutture extra Cas, da parenti e conoscenti.
Sul fronte sanitario, su 2.163 tamponi effettuati, sono 66 le persone risultate positive al covid, 253 gli ucraini che hanno accettato di farsi vaccinare.
Ed è atteso per oggi l’arrivo dalla Polonia dei primi due bimbi ucraini che occuperanno due dei quattro posti letto messi a disposizione all’interno del reparto di onco-ematologia dell’ospedale di Pescara.
L’annuncio è stato dato ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione di una missione internazionale sanitario-umanitaria dal presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, insieme all’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, al referente regionale per le maxi-emergenze, Alberto Albani, e al direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini.
La Regione Abruzzo, infatti, è tra le otto regioni italiane che, attraverso la CROSS, la Centrale Remota per le Operazioni di Soccorso Sanitario, attivata dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, parteciperanno ad una missione internazionale sanitario-umanitaria di sette giorni in una località polacca al confine con l’Ucraina.
L’obiettivo è quello di favorire il trasferimento in ospedali italiani di cittadini ucraini bisognosi di cure e terapie immediate.
A farne parte saranno due medici del pronto soccorso di Pescara, la dottoressa Amalia Contini (team leader) ed il dottor Andrea Di Blasio, il medico anestesista Mariangela Battilana e il logista Vincenzo Leo Celeste, della Protezione Civile della Regione Abruzzo.
La CROSS, nell’ambito del Meccanismo Europeo di Protezione Civile e in risposta alla specifica richiesta della Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione europea (DG SANTE), intanto, in raccordo con i referenti sanitari regionali, ha provveduto ad una ricognizione dei posti letto disponibili nelle regioni e province Autonome e all’organizzazione del trasferimento dei pazienti tramite MEDEVAC – Medical Evacuation.
“Essere tra le otto regioni italiane che si stanno organizzando per partecipare a questa missione internazionale di scouting di pazienti da curare in Italia – ha affermato il presidente Marsilio – oltre a rappresentare un motivo d’orgoglio per l’Abruzzo, è anche una testimonianza del fatto che sia il sistema sanitario regionale che quello di protezione civile, dopo i due anni di pandemia, sono in grado di fronteggiare anche altre emergenze come quella legata all’accoglienza dei profughi ucraini, circa tremila quelli ospitati finora in regione, e dell’assistenza sanitaria nei confronti di persone, soprattutto bambini in questa prima fase, affette da patologie onco-ematologiche”.
“Le cure non sono rivolte a pazienti militari vittime di guerra ma solo a civili gravemente malati. Un ringraziamento particolare – ha concluso il presidente – va al dottor Albani che, nonostante sia prossimo al pensionamento, anche in questa occasione sta fornendo un apporto determinante in termini di competenza e di dedizione al lavoro”.
“In questi due anni caratterizzati dalla diffusione della pandemia – ha aggiunto l’assessore Verì – siamo riusciti a fornire tante risposte alla vasta platea di pazienti con cui il sistema sanitario regionale è venuto in contatto. Anche in questa occasione, ci stiamo facendo trovare pronti dando anche prova di capacità di assecondare al meglio il processo di rimodulazione e riorganizzazione dei posti letto disponibili nella rete ospedaliera regionale. Non abbiamo certo trascurato i rischi legati al propagarsi del contagio tra le persone di nazionalità ucraina che sono arrivate in Abruzzo. Ne abbiamo, infatti, vaccinate circa trecento finora riuscendo a rilevare ogni giorno anche 4-5 positività al Covid-19”.






