PESCARA – Un altro “omicidio di Stato”? Oppure Mario Pingiotti, il 70enne di Elice (Pescara) che si è ucciso è solo vittima della sua sofferenza interiore e del suo malessere?
Molti sono i dubbi che ruotano attorno alla notizia shock che ha lasciato senza parole un’intera comunità.
Ha trovato la soluzione nel suo fucile, regolarmente detenuto in casa, e ha deciso di farla finita, da solo nella sua villetta.
Quando sono cominciate le indagini, condotte dai carabinieri di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, che ha sequestrato l’arma del delitto, il corpo giaceva da ormai molte ore senza vita nella sua camera da letto.
Il debito che la vittima aveva nei confronti di Equitalia si sarebbe accumulato un po’ alla volta visto che diverse sarebbero le cartelle esattoriali non pagate che il 70enne si è visto recapitare presso la sua dimora, ma il pignoramento sarebbe stato invece relativo alla sua seconda casa di Sanremo, e non a quella in Abruzzo.
Eppure la società Equitalia ha reso noto ieri in una nota che il processo di pignoramento che probabilmente tanto preoccupava l’uomo, in realtà non era stato mai avviato e ha smentito questa notizia tragica che ancora una volta inquadra l’agenzia di riscossione come una “aguzzina”.
Un uomo come tanti, dunque Pingiotti, con i suoi problemi le sue difficoltà quotidiane e tanta solitudine.
“La vittima era una persona che viveva racchiuso nella sua solitudine, e probabilmente la sua situazione economica, alcuni problemi personali, non gli hanno più dato la forza per andare avanti”.
Questa l’opinione dell’afflitto sindaco di Elice, Gianfranco De Massis. I compaesani dell’uomo si sono rinchiusi nel loro dolore, e si sussegue nella loro mente una lista di domande per le quali cercare delle risposte, la più ricorrente è: “Qual è la vera motivazione che l’ha spinto a compiere quel gesto?”.
Tra i bar, nei comuni luoghi di ritrovo del paese, campeggia un’ombra dolorosa e strappare qualche ipotesi su questo triste gesto è impossibile, soprattutto perché di fronte alla parola “Equitalia”, che attanaglia chiunque, c’è solo tanta paura.
Il ricordo della vittima è vivissimo. “Era una persona molto tranquilla, riservata, ma sempre gioviale con tutti. Separato, quindi sapeva badare a se stesso, e aveva anche un figlio disabile per il quale aveva tanta premura: mi dispiace troppo pensare che è arrivato a suicidarsi senza chiedere aiuto a nessuno, da solo così, può essere che dobbiamo arrivare a morire così?”, questo lo sfogo di uno dei compaesani del signor Mario.
Ma il problema è sempre più grave: la realtà appare come un groviglio di sconfitte di una società che non ha più le forze per combattere, perché con quest’ ultimo suicidio anche l’Abruzzo continua a vedere accrescersi il numero delle persone colpite dalla disperazione per la mancanza di lavoro, per le tasse sempre più elevate, vessate da problemi economici che conducono alla disperazione totale.
Non si dimentichi che proprio pochi giorni fa un ragazzo troppo giovane, appena 24 anni, a Pescara si era ucciso impiccandosi perché non riusciva a trovare lavoro, e di fronte ai tanti casi che di settimana in settimana aumentano, la gente non può far altro che scuotere la testa.
Mancano i soldi, manca il lavoro e aumentano i debiti di gente comune abituata ad andare avanti con uno stipendio minimo che ormai non basta. Bisogna che il problema venga davvero affrontato dal governo, come sostiene il presidente della Provincia, Guerino Testa, perché ormai la situazione è diventata insormontabile.
“Il dispiacere e la vicinanza alla famiglia, non solo come concittadino ma come persona viene prima di tutto; purtroppo non è il primo, mi duole dirlo, ma l’ennesimo suicidio, non solo sul nostro territorio ma su tutto il territorio nazionale legato a debiti economici e alla matrice occupazionale”, ricorda.
Per Testa, “l’Abruzzo è parte di una triste realtà più ampia. Lo Stato non può assolutamente aspettare che ci siano altre vittime di questa situazione – prosegue – ed è indispensabile intervenire immediatamente, facendo un’agenda programmatica sia sul problema del lavoro sia su quello che è il rapporto con gli istituti di credito”.
“Non si possono più sottovalutare questi segnali forti e drammatici che la società sta inviando, ormai si è giunti alla massima esasperazione”, conclude.
Mentre i suoi compaesani si riunchiudono nel dolore, senza esprimere troppi giudizi su una situazione così delicata, il corpo di Mario Pingiotti si trova al momento presso l’obitorio dell’ospedale di Pescara. Con lui i suoi cari, disperati per il gesto drammatico.





