L’AQUILA – “È impressionante il lavoro che c’è da fare qui”, commenta una turista di Milano che passeggia a piazza Palazzo all’Aquila, osservando naso all’insù i ponteggi di un palazzo in ricostruzione.

“Ieri sera – aggiunge il marito – mi sono commosso a vedere tutta quella gente, i tantissimi giovani che si divertivano tra le transenne e i cantieri, in questo centro storico bellissimo che è quasi tutto vuoto e spopolato, è una città incredibile”. “La Perdonanza? No, non ne sappiamo nulla, che cos’è?”, rispondono entrambi quasi in coro.

Sono solo due dei turisti che in queste settimane agostane è possibile incontrare per le vie dell’Aquila. In un numero più che soddisfacente, confermano ad AbruzzoWeb Lelio De Santis, assessore al turismo e Stefano Filauro, responsabile Touring club, che gestisce l’info point di Piazza Duomo.

In base ai primi dati si sarebbe registrato un incremento del 30 per cento di presenze, con molti francesi, olandesi e anche finalmente qualche cinese.

Incrociando, però, i numeri con le testimonianze di albergatori e commercianti, si ha conferma che i due milanesi di cui sopra non sono affatto un’eccezione: all’Aquila in molti vengono a prescindere dalla Perdonanza, nulla anzi sanno della Bolla del Perdono, che eppure è stata esposta all’Expo di Milano, in forma però un pò troppo anonima, ha evidenziato questa testata, persa senza didascalie, tra le cento e rotte opere della mostra di Vittorio Sgarbi “Il tesoro d’Italia” nel padiglione Eataly.

Ignorano l’importanza del primo giubileo della storia, e che tra queste strade e tra questi palazzi ora incerottati e imbragati, in un estate del 1294 passò l’eremita Pietro dal Morrone in groppa un asino scortato da Carlo II d’Angiò e Carlo Martello, per diventare papa con il nome di Celestino V, papa del perdono.

Non è indispensabile saperlo, per indurre tanti turisti a visitare L’Aquila, turisti non più delle “macerie”, ma anche dei “cantieri della ricostruzione”, che vengono a vedere che effetto che fa visitare una città che quasi 7 anni addietro è stata devastata da un terremoto. E attratti anche dalla natura spettacolare e dal maestoso Gran Sasso.

Perdonanza o meno, l’importante è comunque il risultato, ovvero l’incremento di turisti in agosto e anche in precedenza a luglio.

“I dati sono ancora in elaborazione – spiega ad AbruzzoWeb Filauro – da giugno i contatti, ovvero le richieste di informazioni all’info point – sono stati circa 6 mila, ma va spiegato che se arriva una famiglia di 4 persone, o una comitiva di turisti a chiedere informazione, il contatto vale uno”.

Dunque si può parlare per difetto di circa 18 mila presenze, e quello che più conta, in forte crescita rispetto ai 12 mila contatti all’info point del 2014.

“Rispetto all’anno scorso – è ancora Filauro a parlare – abbiamo contattato molti più francesi e olandesi, che confermano tutte le indagini di mercato sono i più interessati al turismo naturalista e sportivo, e questo per il territorio aquilano è un buon segno”.

Comincia vedersi anche qualche cinese, che negli anni passati all’Aquila erano un’assoluta eccezione.

“I turisti – prosegue Filauro – chiedono anche molte informazioni su come poter vistare il Gran Sasso e il territorio circostante e i suoi borghi. Mete più gettonate sono le grotte di Stiffe, Bominaco, Santo Stefano di Sessanio, la necropoli di Fossa e Fontecchio”.

C’è poi il già menzionato “turismo post-sisma”, che ha anche, si scopre, il potere di fidelizzare il turista.

“In molti tornano – conferma Filauro – e lo fanno per toccare ogni anno la trasformazione della città impressa dalla ricostruzione. Ci raccontano di essere stati qui l’anno scorso e di essere rimasti impressionati oggi dalla riapertura e dalla qualità dei lavori di restauro di San Bernardino, e chiedono informazioni sullo stato dell’arte di altri importanti cantieri, e parti di città che avevano già visitato ancora in macerie e puntellate”.

E arriviamo alla Perdonanza: anche l’esperto conferma che una buona parte dei turisti ne ignora l’esistenza, e non qui a L’Aquila per parteciparvi.

“I turisti vengono all’info point e chiedono anche cosa sono tutti questi palchi disseminati per la città e allora siamo noi a spiegare che in corso la Perdonanza celestiniana, la sua importanza, e consegniamo il programma degli eventi”.

Del resto commenta Filauro, esperto di marketing turistico e che da anni studia quello che accade in altre città e regioni.

“Dobbiamo capire che oggi la Perdonaza ha un valore e un’importanza soprattutto per noi aquilani, vista da fuori è una tra le centiania di rievocazioni storico-medievali che si svolgono in Italia nel periodo estivo”.

“Banale dire – aggiunge Filauro – che l’evento andrebbe allora promosso a livello nazionale, per farlo ci serve infatti un baget multiplo rispetto agli appena 250 mila euro di oggi”.

Altro indicatore di presenza turistica, poco lontano dall’Info point è lo storico negozio di souvenir di Peppe Colaneri.

Anche lui si dice soddisfatto delle presenze e delle vendite, ma sempre a proposito di Perdonanza fa anche una tiratina d’orecchio al Comune, e alla Regione.

“La Perdonanza, inutile negarlo, è troppo poco conosciuta – afferma Colaneri – e proprio per questo che bisogna investire adeguate risorse per promuoverla a tamburo battente in tutta Italia e anche all’estero, con testimonial d’eccezione, campagne mirate e di ampo respiro, soprattutto in vista del Giubilieo di Papa Francesco del 2016 a Roma, città che dista da L’Aquila appena un’ora di macchina”.

Perché assicura Colaneri, “quando racconti ai turisti l’avvincente storia di Celestino V, del primo giubileo della storia, del papa che si è dimesso, dei i simboli e dei segreti di Collemaggio, loro rimangono affascinati, e questo significa che è un evento che ha un potenziale enorme, ancora in buona parte da valorizzare e far conoscere”.