SULMONA – Ci sono anche cinque avvocati e tre medici, oltre a numerosi professionisti considerati tutti ‘insospettabili’, tra le 47 persone denunciate per la maxi truffa alle assicurazioni, per quasi 300 mila euro, basata su falsi incidenti stradali.

A tutti gli indagati è contestato il reato di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona in concorso, previsto dall’articolo 642 del codice penale.

Ai tre medici, due di Pescara e uno di Roma, è stata contestata anche la falsità ideologica in certificati.

L’indagine, della squadra anticrimine del commissariato di Sulmona, è durata 14 mesi: cento le persone ascoltate, tra loro molte indagate.

Tutto è partito da alcuni referti medici su incidenti stradali dove figuravano ferite le stesse persone. Dalle indagini è poi emerso che tutte le pratiche sospette erano curate dalla stessa agenzia di Sulmona il cui titolare aveva già precedenti specifici per truffa.
Insieme con altri due collaboratori, gestiva l’articolato sistema simulando incidenti stradali dai quali riusciva a recuperare dalle assicurazioni dai 15 ai 20 mila euro a incidente.

I sinistri risultati falsi sono stati 15: i primi del 2008 e gli ultimi di un anno e mezzo fa. Due o tre i veicoli coinvolti dei quali i feriti erano sempre 4 o 5 che viaggiavano tutti a bordo dell’auto che aveva subito il tamponamento.

Le indagini dell’anticrimine hanno consentito di scoprire che il titolare dell’agenzia e i suoi collaboratori individuavano le persone da coinvolgere, promettendo facili guadagni in cambio della disponibilità a figurare come ferito nel falso incidente.

Con l’uso di auto già incidentate, riuscivano a farsi riconoscere il risarcimento da parte delle assicurazioni.