PESCARA – L’emendamento blocca-Ombrina, presentato dall’abruzzese Fabrizio Di Stefano in Parlamento “va in giro da oltre due anni e ora rischia di essere bocciato senza neanche essere discusso, nel silenzio assordante degli altri parlamentare abruzzesi che nella nostra regione sono in prima fila a manifestare contro Ombrina e a Roma chinano la testa di fronte ai diktat governativi”.
A denunciare la situazione su uno dei capitoli delle trivellazioni nel mare d’Abruzzo è proprio Di Stefano, che questa mattina insieme ai consiglieri regionali del suo partito Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, ha puntato il dito contro “l’incoerenza, l’ipocrisia e l’estrema debolezza della rappresentanza politica abruzzese a Roma, incapace di difendere gli interessi della regione, nonostante le prese di posizione plateali portate avanti sul territorio”.
Di Stefano ha stigmatizzato negativamente anche l’assenza della voce del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, evidentemente non più preoccupato per le famose invasioni di ‘Ufo nell’Adriatico’.
“D’Alfonso – ha sottolineato il parlamentare forzista – ha manifestato con Nicky Vendola contro le trivelle, ma a Roma non ha detto nulla, non ha alzato un dito, nonostante il fatto che per l’Abruzzo lo Sblocca Italia si trasformi in un decreto sblocca-trivelle”.
L’emendamento dell’onorevole di Forza Italia al decreto Sblocca Italia chiede che vengano ripristinati i vincoli del decreto Prestigiacomo, che vietava insediamenti estrattivi a 12 miglia dalla costa, vincolo che avrebbe bloccato sia la piattaforma petrolifera Ombrina che altri progetti dello stesso genere.
Mercoledì notte l’emendamento dell’onorevole teatino è stato discusso in commissione ambiente, dove siedono anche due parlamentari abruzzesi.
Nessuno, però, si è alzato in favore della costa abruzzese.
L’emendamento è arrivato con il parere negativo del Governo e del presidente di commissione, nonostante il presidente sia quell’Ermete Realacci “che proprio su politiche di ambientalismo convinto ha costruito molto della propria carriera e credibilità politiche”.
Visti i due pareri negativi, il capogruppo di Forza Italia in Commissione Pina Castiello, dopo la strenua difesa dell’emendamento, ha tentato di evitarne la bocciatura chiedendo di rinviarne la discussione in aula.
Ma se il governo deciderà di porre la fiducia sullo Sblocca Italia, si rischia che in Aula non ci sia alcuna discussione.
“A questo punto – conclude Di Stefano – se viene posta la fiducia, l’ultima cosa che resta da fare è impugnare lo Sblocca Italia per incompatibilità costituzionale, visto che va ad incidere su prerogative che sono proprie delle Regioni. Ma sinora il presidente D’Alfonso si è fatto sentire solo con le parole e mai con i fatti”. Arianna Iannotti





