PESCARA – Straordinaria l’adesione alla manifestazione di sabato 13 aprile a Pescara contro la deriva petrolifera. Una “vera e propria sollevazione” secondo gli organizzatori, che snocciolano i dati.

Finora pervenute 165 adesioni di associazioni, sindacati, movimenti e comitati; 29 di comuni; 16 di organizzazioni politiche, della provincia di Chieti, 2 di diocesi; 3 di parchi nazionali, oltre a un parco regionale, 7 di riserve. “Le adesioni continuano ad arrivare!”.

Domani venerdì 12 aprile 2013 alle ore 11 presso il Caffè Letterario a Pescara il comitato promotore della manifestazione contro la deriva petrolifera in Abruzzo e in Adriatico terrà una conferenza stampa sullo straordinario coinvolgimento della società abruzzese all’iniziativa.

Finora sono pervenute più di 200 adesioni all’iniziativa, un numero che da solo dimostra la volontà dell’Abruzzo di opporsi alla trasformazione della regione in un distretto minerario per gli idrocarburi.

Durante la conferenza stampa sarà divulgato l’elenco degli aderenti, spiegate le modalità della manifestazione e commentati i primi risultati che questa mobilitazione sta già ottenendo.

Il corteo partirà dall’area Madonnina a Pescara, con raduno alle 15.30, attraverserà il lungofiume Nord, Piazza Italia, corso Vittorio Emanuele II e corso Umberto per poi confluire in Piazza Salotto dove è previsto un comizio finale.

CHIODI: ”GRAZIE A NOI LO STOP”

Riaperta l’istruttoria nazionale per la richiesta della Medoilgas Spa della concessione Ombrina mare 2 nell’Adriatico all’altezza della Costa dei trabocchi. La notizia è stata confermata dal ministero dell’Ambiente al presidente della Regione, Gianni Chiodi, dopo che la Commissione Via nazionale aveva sospeso ogni decisione.

La notizia della riapertura dell’istruttoria nazionale conferma, sottolinea il presidente Chiodi, “la bontà della nostra strategia. La lettera che la Regione Abruzzo ha presentato al Ministero nella riunione di un mese fa ha sortito i suoi effetti, se è vero che il Ministero ha riaperto la procedura nel merito. La nostra azione, dunque, non ha sanato alcun vizio procedurale, come erroneamente ha sostenuto qualcuno, ma ha invece aperto uno spiraglio di riesame nel merito della concessione stessa”.

Il riesame ministeriale permette di guadagnare tempo in vista della seconda fase del piano che prevede l’intervento legislativo sul Decreto Sviluppo.

E proprio alla vigilia della manifestazione di sabato e alla luce della nuova decisione ministeriale, Chiodi chiama a raccolta tutti i parlamentari eletti in Abruzzo per chiedere loro “interventi immediati sul fronte legislativo con l’abrogazione dell’articolo 35. La strategia politica – chiarisce Chiodi – è stata già delineata e prevede il ritorno al decreto legislativo Prestigiacomo che fissa in 12 miglia la distanza minima per operazioni di trivellazione in mare. Per fare questo è necessario abrogare l’articolo 35 del Decreto Sviluppo e questa impostazione è stata recepita anche dalla Conferenza delle Regioni che sta elaborando un documento politico e tecnico da inviare al Parlamento. A Roma, dunque, è necessaria l’azione concreta e di vigilanza dei rappresentanti parlamentari abruzzesi, a prescindere da ogni appartenenza politica”.

“L’appello che lancio ai parlamentari – conclude – fa parte di una battaglia politica che interessa tutto il territorio abruzzese, coinvolto direttamente in una contesa destinata a segnare il futuro di questa regione”.

LE ADESIONI


PEZZOPANE (PD), “TUTELIAMO LA COSTA, LA PIATTAFORMA VA BLOCCATA”

Un disegno di legge e un’interrogazione parlamentare rivota al ministro dell’Ambiente per fermare l’installazione della piattaforma petrolifera Ombrina Mare, a pochi chilometri in linea d’aria dalla costa dei Trabocchi.

L’iniziativa è della senatrice Pd, Stefania Pezzopane, che ha depositato il disegno di legge a palazzo Madama, come hanno già fatto alla Camera i deputati abruzzesi del Pd.

La proposta di legge si prefigge di abrogare l’articolo 35 del Decreto sviluppo,  (D.L. 22 giugno 2012 n. 83) e rendere così inefficaci gli atti, i pareri, le autorizzazioni  rilasciati sul fronte delle perforazioni nel mare Adriatico.

Il provvedimento, infatti, modificando le linee stabilite dal precedente decreto, ha riaperto la strada a tutti i procedimenti inerenti la petrolizzazione dell’Adriatico e non solo.

Con un’interrogazione al ministro dell’Ambiente si chiede invece di sapere se la richiesta di parere su Ombrina Mare è stata o meno inoltrata dal ministero alla Regione e, nel caso si accerti il contrario come sostenuto dal presidente della Regione, se il ministero intende o meno revocare la Valutazione di impatto ambientale.

“È inconcepibile che in un tratto di costa di mare tra i più belli dell’Adriatico, la costa dei Trabocchi, si consenta l’installazione di un mostro petrolifero, che danneggerebbe l’ambiente e sarebbe dannosa per l’economia costiera abruzzese, essenzialmente turistica- afferma la senatrice – Alla realizzazione della piattaforma in quell’area, vocata a parco costiero, hanno già detto no cittadini e istituzioni, che torneranno a ribadirlo nella manifestazione di sabato prossimo. Il progetto va fermato per non distruggere un tratto di costa, che meriterebbe di essere valorizzato e protetto”.

MASCIA: “PARTECIPERO’ CON ALTRI ESPONENTI”

“Parteciperò personalmente alla manifestazione promossa per sabato prossimo, 13 aprile, a Pescara, da tutte le Associazioni ambientaliste contro la piattaforma Ombrina Mare nell’area immediatamente antistante la costa dei Trabocchi, ovvero il nostro litorale abruzzese, per l’estrazione degli idrocarburi”.

Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia che ha ufficialmente annunciato la propria presenza al corteo, e con lui ci sarà l’amministrazione comunale con gli assessori all’Ambiente Isabella Del Trecco, il vicesindaco Berardino Fiorilli, l’assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri e il capogruppo comunale Pdl Armando Foschi e il vicecapogruppo Massimo Pastore.

“Un’operazione che, come hanno adeguatamente dimostrato le Associazioni, ha lati oscuri tutti da chiarire, e sulla quale neanche la Regione Abruzzo ha avuto la possibilità di pronunciarsi non avendo ricevuto le comunicazioni inerenti il riavvio dei procedimenti relativi al progetto per i pareri di compatibilità ambientale. Anche io marcerò, con la mia amministrazione, per difendere la nostra costa, il nostro mare, che non può essere sottoposto a una tale offesa, specie dopo quanto Pescara sta sopportando per il nostro fiume e il porto”.

FARS: “RIFONDAZIONE ADERISCE”

Rifondazione Comunista Abruzzo e il gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista aderiscono, sostengono e parteciperanno alla Manifestazione regionale No ombrina – sì parco, che si svolgerà sabato 13 aprile a Pescara.

E, come chiediamo da tempo insieme a tanti cittadini e cittadine, alle associazioni, agli Enti locali e alle Regioni, bisogna dire basta a tutte le trivellazioni nel Mare Adriatico e alla strategia energetica nazionale, che negli ultimi anni e in particolare con il governo Monti, ha destinato l’Abruzzo a divenire un distretto minerario per gli idrocarburi, eliminando le poche norme che tutelavano anche se parzialmente il mare e la costa.

La manifestazione sarà inoltre l’occasione per ribadire il pieno sostegno di Rifondazione Comunista alla costituzione del Parco della Costa teatina, cioè di una proposta alternativa di sviluppo del territorio, che istitutito nel 2001 non ha ancora visto la piena realizzazione.

Anche in questo caso, non possiamo dimenticare e non chiamare alle proprie responsabilità (come per lo sblocco dell’istanza di Ombrina Mare 2), esponenti politici di PD,PDL e UDC più attenti in Parlamento e sul territorio agli interessi delle lobbies del cemento e del petrolio che alla valorizzazione e promozione dell’”Abruzzo, regione verde d’Europa”.

OMBRINA MARE: 5EURONETTI PARTECIPA A MANIFESTAZIONE 13 APRILE PER DIRE NO

Anche il coordinamento dei precari dell’informazione abruzzese Cinqueuronetti si mobilita contro Ombrina Mare e la deriva petrolifera in Abruzzo.

Sabato 13 aprile la rete partecipa alla manifestazione a Pescara accanto alle associazioni, ai partiti e a tutti i cittadini che hanno a cuore l’Abruzzo regione verde d’Europa.

“La nostra condizione di precari non ci impedisce di guardare con preoccupazione a quanto avviene fuori dalle nostre pseudoredazioni – spiegano dal coordinamento – e di porci, se necessario, in prima fila nella difesa del territorio. Siamo vicini alle istanze di salvaguardia della nostra regione, a partire dalla Costa dei Trabocchi, al largo della quale a breve potrebbe sorgere la piattaforma petrolifera galleggiante della Medoilgas”.

E aggiungono: “Pur garantendo un’informazione imparziale in questo senso sulle testate per le quali collaboriamo, non nascondiamo una certa apprensione verso scelte prettamente industriali le quali, mettendo in primo piano la petrolizzazione e la cementificazione, rischiano di mortificare la morfologia della costa abruzzese nonché le realtà produttive e turistiche presenti”.

Cinqueronetti si inserisce nel dibattito petrolifero in corso appoggiando un modello di sviluppo fortemente votato alla sostenibilità, “l’unico concepibile in una regione come l’Abruzzo – dicono ancora i giornalisti del gruppo – promuovendo altresì posti di lavoro, ma sempre nel rispetto delle peculiarità della regione nella quale, tra mille difficoltà che ci accomunano a tanti altri lavoratori precari, abbiamo scelto di restare”.
Il corteo No Ombrina Sì Parco partirà sabato pomeriggio dall’area Madonnina a Pescara – con raduno alle 15,30 – attraverserà il lungofiume Nord, Piazza Italia, corso Vittorio Emanuele II e corso Umberto per poi confluire in Piazza Salotto dove è previsto un comizio finale.

ANPI PESCARA ADERISCE A MANIFESTAZIONE CONTRO OMBRINA MARE

Il comitato provinciale dell’Anpi Pescara – “Ettore Troilo” condivide e aderisce alla manifestazione promossa per sabato 13 aprile, nel capoluogo adriatico, da tutte le associazioni ambientaliste, per dire no alla realizzazione del progetto petrolifero ‘Ombrina Mare’, a largo delle coste abruzzesi e molisane.

Il corteo prenderà il via alle 15.30 alla Madonnina del Mare (nei pressi del molo Nord) e percorrerà il lungofiume Nord, Piazza Italia, corso Vittorio Emanuele II e corso Umberto, fino a raggiungere piazza Salotto, dove avrà luogo il comizio finale.

COMUNE DELL’AQUILA: ”CI SAREMO ANCHE NOI”

In seguito alle iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale di Lanciano relative all’opposizione ai progetti di sfruttamento degli idrocarburi in Abruzzo, in particolare quello di Ombrina Mare, l’assessore al Turismo del Comune dell’Aquila, Lelio De Santis, comunica il suo sostegno alla promozione di azioni sinergiche per la tutela del patrimonio ambientale e naturalistico abruzzese.

“In nome di una promozione turistica globale della Regione Abruzzo, il mare e le montagne sono preziose risorse strategiche qualificanti il territorio. L’idea di investire sulla ricerca del petrolio a ridosso di una costa di grande pregio ambientale, è un offesa al buon senso, oltre che un attacco incomprensibile al patrimonio culturale e naturalistico che è risorsa principale dello sviluppo economico e turistico dell’Abruzzo”.

“Esprimo la nostra solidarietà al Comune di Lanciano e quelli limitrofi e garantisco che saremo presenti, in qualità di Amministrazione Comunale dell’Aquila, alla Manifestazione Regionale organizzata per il 13 aprile 2013 a Pescara”, afferma l’assessore.

A tale riguardo sono invitate a partecipare anche le associazioni ambientalistiche, i movimenti rappresentativi e gli studenti per sostenere insieme la tutela del territorio che vuole puntare sul suo futuro prossimo, allo sviluppo turistico e alla tutela ambientale.

COMITATI AMBIENTALISTI DI SULMONA

I comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona aderiscono e invitano a partecipare alla manifestazione che si terrà a Pescara sabato 13 aprile (partenza dalla Madonnina, sul porto, ore 15,30) per difendere il territorio e il mare dell’Abruzzo dal disastro petrolifero.

Alla manifestazione hanno aderito numerose associazioni e organismi di base, non solo del mondo ambientalista, ma anche della società civile: in particolare del commercio, del turismo, dell’agricoltura e della pesca. Molti anche i sindaci e gli amministratori locali che saranno in prima fila insieme ai cittadini.
A dare il via alla mobilitazione è stata l’approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente del progetto “Ombrina Mare 2” della Medoil Gas, che sorgerebbe a sole 3,7 miglia da terra, di fronte al Parco Nazionale della Costa Teatina.

Ma questo è solo uno dei tanti progetti con cui le multinazionali del petrolio e del gas stanno attaccando l’Abruzzo, Regione verde d’Europa! Oltre il 50% del territorio regionale è interessato da attività di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi, con il 75%  dei Comuni abruzzesi coinvolti, dove risiede quasi l’80% della popolazione. Anche la Valle Peligna, che da anni si sta battendo contro il devastante progetto  della centrale e del metanodotto Snam, è coinvolta dai permessi di ricerca ed estrazione di idrocarburi.

Queste attività, sostenute dalla Confindustria  e incentivate dal Decreto Sviluppo del governo Monti-Passera, garantiscono solo ricchi affari per le aziende petrolifere e del gas, mentre provocano gravi danni all’ambiente, alla salute pubblica e alle economie locali che invece puntano sempre di più sull’agricoltura di qualità e sul turismo ambientale e culturale.

Perciò sabato 13 partecipiamo in massa a Pescara per dire  sì all’economia verde, perché questo è il futuro della nostra Regione e della Valle Peligna.

Fermiamo le potenti lobby e i grandi centri della finanza, nazionale ed internazionale, che vogliono imporci dall’alto un modello di “sviluppo” inquinante e corrotto, sia sotto il profilo ambientale che della democrazia. Solo lottando insieme a tutte le forze sociali possiamo salvaguardare i beni comuni, a partire dall’aria e dall’acqua, e fermare coloro che ,  per motivi di profitto, mirano a  depredare le nostre risorse naturali compromettendo così il diritto del nostro territorio a costruire il proprio futuro.

Per tutti coloro che intendono partecipare, le adesioni possono essere comunicate ai seguenti numeri:
Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
Email: [email protected]

BLUNDO (M5S), ”FERMARE IL PROGETTO”

“Il MoVimento 5 stelle ha inserito nel proprio programma, come priorità, la tutela dell’ambiente. I parlamentari abruzzesi, da quando si sono insediati, sono impegnati per una battaglia importantissima: fermare il progetto Ombrina mare 002, ovvero il più grande impianto estrattivo dell’Adriatico”.

Lo dice in una nota la senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo.

LA NOTA COMPLETA

Gli eletti al senato Castaldi e Blundo hanno presentato un’interrogazione orale e successivamente la cittadina senatrice Rosetta Enza Blundo ha presentato un disegno di legge come prima firmataria per chiedere la modifica dell’art. 6 comma 17 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, per modificare la legislazione vigente, nel senso di limitare la possibilità di eseguire prospezioni in area marina in prossimità delle coste, che è stato condiviso con altri portavoce al Senato del M5S riguardo numerose richieste di similari interventi nei loro territori.

Con la legge attuale viene offerta alle compagnie petrolifere la possibilità di accrescere lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nelle acque al largo della costa italiana aumentando notevolmente i rischi di contaminazione delle stesse, in particolare lungo la costa adriatica, destando forti preoccupazioni nelle comunità locali.

Il progetto Ombrina 2 interessa il litorale fra Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia e Torino di Sangro e prevede la costruzione di una piattaforma per estrazione di petrolio con annessa nave FPSO (Floating Production Storage Offloading), un vero e proprio centro oli galleggiante lungo 350 metri per la desolforazione sul posto del petrolio e del gas estratti dai fondali marini a soli 9 chilometri dalla riva.

Basandosi sui dati statistici registrati dalla OIL and GAS UK sulle strutture di estrazione britanniche del Mare del Nord, si rischierebbero come minimo almeno quattro incidenti l’anno tra incendi, esplosioni e sversamenti, dati che, conteggiati per i 24 anni in cui la piattaforma e la FSPO sarebbero in funzione, vorrebbero dire in tutto 68 perdite in mare ed una ventina di incendi. La situazione attuale non è per niente facile: da una parte c’è un decreto interministeriale (Ministero dell’Ambiente e Ministero per i beni e le attività Culturali) di VIA (valutazione impatto ambientale) e dall’altra il parere negativo del la Regione Abruzzo sulla procedura di VIA.

A fronte di tali contrasti il 7 marzo 2013, presso il Ministero dello Sviluppo economico si è tenuto un incontro sul progetto Ombrina Mare 2 e la decisione finale è stata quella di procedere ad un approfondimento del progetto e del suo impatto sul territorio e sull’economia dell’area chietina.

Ricorda la cittadina Blundo: “La realizzazione della piattaforma avrebbe come conseguenza immediata il depauperamento del patrimonio naturalistico e paesaggistico con pesanti ricadute sull’economia dell’intera regione. La manifestazione che si terrà a Pescara il 13 aprile ore 15.30 è un’occasione per ribadire ai ministeri che la costa abruzzese va difesa contro gli interessi delle compagnie petrolifere”.

LEGAMBIENTE PRESENTA UN DOSSIER

Legambiente ha presentato il dossier “Ombrina Mare: storie e numeri di un’operazione insensata”, con l’obiettivo di portare a conoscenza della popolazione abruzzese le “forzature normative, le presunte compiacenze e l’aleatorietà dei numeri” che non convincono l’Associazione.

“Petrolio di pessima qualità e in quantità irrisorie, sufficiente a coprire appena lo 0,2% del consumo annuale nazionale; gas insignificante e corrispondente ad appena lo 0,001% del consumo nazionale – si legge in una nota dell’associazione anbientalista – Sono questi i miseri numeri che secondo la strategia energetica nazionale, di recente approvazione, dovrebbero contribuire a ridurre la dipendenza dall’estero e ad abbassare la bolletta energetica”.

Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo difinisce “vergognose ed offensive le royaties per la regione Abruzzo: il valore di mezza tazzina di caffè all’anno per ogni cittadino abruzzese. Altrettanto privo di significato è il canone annuale del permesso di ricerca equivalente ad appena tre mesi di assegno sociale da dividere tra tutti gli abruzzesi”.

“La situazione è totalmente fuori controllo: nella sola zona a mare, tra istanze e permessi di ricerca e concessioni di estrazione di idrocarburi,interessa una superficie di oltre 6 mila chilometri quadrati – spiega Luzio Nelli, membro della segreteria regionale di Legambiente – In tal senso, è fortemente criticabile l’atteggiamento del Ministero dell’Ambiente che, in un anno e mezzo di tempo, ha disatteso una norma dello Stato, consentendo a Ombrina Mare di superare indenne i divieti posti a tutela dei mari italiani”.

Gravile conseguenze per l’Abruzzo che “nell’inquietante quadro del ministro del petrolio Passera, sarebbe condannato a diventare regione petrolchimica”, secondo Giuseppe Di Marco, membro della segreteria regionale dell’associazione.

“Lo sviluppo economico e l’uscita dalla crisi nel settore energia passano – puntualizza – al contrario di quanto sostiene il ministro, per una strada diversa, quella fondata sullo sviluppo delle rinnovabili e di serie politiche di efficienza in tutti i settori.Politiche che, come ribadito più  volte da Legambiente, partono dai trasporti, primi consumatori dei derivati del petrolio, e potrebbero non solo portare nei prossimi anni i nuovi occupati a 250 mila unità, ossia 10 volte i numeri che si otterrebbero dalle nuove trivellazioni, ma soprattutto garantire uno sviluppo futuro, anche sul piano economico, sicuramente molto più sostenibile e duraturo rispetto ai soli 14 anni che, ad oggi, sono propagandati con la paradossale rincorsa allo scarsissimo oro nero made in Italy”.

L’Associazione stigmatizza l’operato del governo Monti che avrebbe “attuato una vera e propria mutazione normativa ad societates che, in maniera lampante, evidenzia le favorevoli condizioni di vantaggio godute dalle compagnie petrolifere; condizioni che trovano perfetta sintesi nell’imbarazzante lettera di ringraziamento inviata al ministro Clini da Sergio Morandi, Amministratore Delegato della Medoilgas Italia Spa., appena dopo l’approvazione del decreto sviluppo sblocca trivelle”.

Tutti fatti e i riferimenti contenuti nel dossier sono stati acquisiti da Legambiente con accesso agli atti presso il Ministero dell’Ambiente in data 8 marzo 2013.