L’AQUILA – “Una riunione imbarazzante”: così i senatori Gabriella Di Girolamo del Movimento 5 Stelle e Michele Fina del Partito democratico bollano in una nota il vertice sul futuro dei quattro tribunali abruzzesi a rischio chiusura andato in scena oggi a Palazzo Silone dell’Aquila.

“Avevamo accolto con soddisfazione e alte aspettative l’invito alla riunione indetta per questo pomeriggio dal presidente Marsilio sulla annosa vicenda riguardante la chiusura dei tribunali abruzzesi”, scrivono. “Contavamo di avere notizie sulla proroga e sulla legge, tante volte annunciata, per la definitiva tenuta in vita delle sedi di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto: niente di tutto questo. Ci siamo ritrovati in una riunione imbarazzante durante la quale non si è comunicato nulla di nuovo, se non ulteriori promesse di sollecitazioni al Governo nazionale”.

“Alla precisa domanda degli ordini professionali e dei sindaci presenti sulla definizione dei tempi non c’è stata alcuna risposta: si è avuta la netta sensazione che si stia pestando l’acqua nel mortaio nel mentre si avvicina il termine del 31 dicembre e con esso la definitiva chiusura”.

Poi ancora: “Unica voce singolare quella dell’avvocato d’ufficio del Governo, candidato a sindaco per il centrodestra della città di Sulmona, Luca Tirabassi, che ha dimostrato una volta di più quanto prediliga la sua personale campagna elettorale alla battaglia per il territorio e per il Tribunale di Sulmona. Da strenuo difensore della sua parte politica si è avventurato in un comizio a difesa del Governo Meloni, ignorando che nell’occasione il suo ruolo avrebbe imposto anzitutto la difesa degli interessi dell’ordine che presiede e la volontà di tenere unito il fronte territoriale. Invece si è avventurato in una polemica sul passato, ignorando tra l’altro che l’originaria riforma della geografia giudiziaria è stata votata dai parlamentari la 16ª legislatura, compresi gli Onorevoli del PdL Giorgia Meloni e Marco Marsilio. Ormai, come avevamo ampiamente previsto, la confusione dei ruoli in Tirabassi regna sovrana”.

“Insomma, dopo la riunione odierna a Palazzo Silone, la preoccupazione è crescente e sempre più giustificata: se un Presidente di Regione chiama sindaci, ordini professionali e parlamentari ad un vertice è giustificato aspettarsi un annuncio decisivo e la comunicazione di una determinazione del Governo rilevante. E invece siamo di nuovo con un pugno di mosche tra le mani. Noi non abbandoneremo la battaglia e continueremo a chiedere al Governo e alla Regione di rispondere delle loro responsabilità”.