L’AQUILA – “A ottobre arriveranno tre magistrati di prima nomina, ma il gap da qui a ottobre deve essere necessariamente coperto”.
Lo ha detto il presidente dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila, Carlo Peretti, spiegando come l’individuazione dei giudici sia avvenuta tramite interpelli extradistrettuali.
Soluzione comunque insufficiente, visto che “la carenza è del 50 per cento”, tanto che gli avvocati si dicono pronti allo sciopero.
“La pianta organica dell’Aquila è sempre in deficit – spiega Peretti – l’avvocatura si è riunita, ha fatto una assemblea straordinaria e c’è un documento che sarà presentato al Consiglio giudiziario, al presidente della Corte d’appello, alla procura generale, al presidente del tribunale, al Csm, al Ministero della Giustizia, e c’è anche una forma di protesta che consiste in uno stato di agitazione che può portare ad una astensione totale dalle udienze sia in campo civile che penale”.
La carenza di magistrati è un problema che si trascina da tempo e che secondo gli avvocati rischia di influire sul corretto andamento dei processi mandando in prescrizione molti reati, ma Peretti fa osservare come “ci sono poi tanti motivi per cui non si celebrano i processi, ad esempio per ragioni di incompatibilità perché in precedenza i giudici si sono occupati di casi connessi a quelli che sono chiamati a giudicare”.
“Da dodici previsti in pianta organica – chiosa Peretti – al tribunale dell’Aquila oggi ci sono sei giudici”.
La carenza di magistrati è stata più volte lanciata anche dal presidente del tribunale, Ciro Riviezzo: “I servizi e gli uffici vanno molto a rilento perché ci sono carenze di organico pesanti sia tra i magistrati che tra il personale amministrativo. Eravamo riusciti a fare dei passi in avanti importanti nello smaltimento dell’arretrato e nella velocizzazione dei processi ma così rischiamo di vanificare tutto”.
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a novembre all’Aquila annunciò che attraverso un concorso e la mobilità da altri rami della Pubblica amministrazione, “contiamo complessivamente di dimezzare la scopertura d’organico che attualmente è di circa 9mila unità, dovremmo arrivare ad una cifra tra le 4 e le 5mila”. (m.sig.)






