PESCARA – “La società secolarizzata e non favorisce la crescita della fede con la conseguenza che i fedeli cattolici fanno fatica a testimoniare uno stile di vita secondo il Vangelo anche per quanto riguarda il sacramento del matrimonio”.
Ha esordito con le parole di Papa Francesco, don Maurilio Buzzelli, vicario giudiziale, che ha relazionato sull’attività finora svolta dal Tribunale ecclesiastico diocesano di Pescara-Penne, istituito nel giugno 2018, e che si occupa di nullità dei matrimoni. Questo in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, in un gremito auditorium del Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara.
Hanno preso parte monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, l’avvocato Federico Squartecchia, presidente Unione giuristi cattolici di Pescara. E, ospite d’onore, Pietro Mennini, procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello dell’Aquila, che ha tenuto una prolusione sul tema “La nullità matrimoniale: aspetti civili e aspetti canonici”.
A sostanziare le parole venate di preoccupazione di Buzzelli, il dato che conferma quello emerso dall’attività del Tribunale ecclesiastico interdicesano Abruzzo e Molise, che ha inaugurato l’anno diocesato la scorsa settimana, ovvero che tra le principali cause di nullità di matrimonio c’è che la mancanza di “maturità umana e “psicologica.
Aspetto sottolineato anche da Mennini, dal suo punto di vista laico e giuridico, “con grande superficialità, spesso ci si va a sposare in chiesa per tradizione, consuetudine, perché è più bello, senza rendersi conto che si è andati a ricevere un sacramento, che ha segnato un cambiamento di status, nella comunità ecclesiale”.
Ha ricordato a tal proposito l’arcivescovo Valentinetti: “Occorre accostarsi al sacramento del matrimonio con la dovuita preprazione e convinzione, e questo dipende molto anche dall’accopagnamtno pastorae che fevon attivare azione di preparazione”.
Aggiungendo che “è vero che i matrimoni sono in diminuzione, sia civili che religiosi, si può però ritenere che quelli che vengono celebrati, siano animati da maggiore consapevolezza”.
Venendo dunque ai numeri, nell’anno 2018, a partire da giugno, le cause di nullità matrimoniale, introdotte sono state 16, di cui 15 rimaste pendenti al 31 dicembre.
Per quanto riguarda l’attività giudiziaria, nel 2019 sono state introdotte 41 cause, di cui 2 trattate in forma “brevior”, e le restanti 39 in forma ordinaria.
Nel corso del 2019 sono state decise 27 cause, di cui 15 con sentenza già pubblicata. Di queste 11 sono state incardinate all’esito della concessione del gratuito patrocinio.
E veniamo ai motivi di nullità matrimoniale: quello più frequente è il “grave difetto di discrezione di giudizio” che ricorre ben 17 volte e con 16 pronunce affermative. Principale fattispecie è la “mancanza di maturità umana e psicologica”, la “carenza di libertà nella scelta”, riconducibile a dinamiche interiori o condizionamenti esterni, la presenza di “intenzioni non congruenti con aspetti essenziali”, della dottrina della chiesa sul matrimonio.
Tiene poi a sottolineare il vicario giudiziale: “l’indicazione data tutto il personale del tribunale è quello di rapportarsi ai fedeli con la cura dovuta a coloro che hanno subito una ferita derivante dal fallimento del proprio matrimonio. Gli uffici sono in costante collegamento con altre realtà giudiziarie ecclesiastiche, per un confronto e arricchimento reciproco, volto a recepire le nuove prassi a consolidare quelle valide già esistenti”.
Inoltre, “il tribunale trova una valida collaborazione nell’Associazione canonistica diocesana di Pescara, che ha promosso e attuato un servizio gratuito di consulenza, rivolta a quanti volessero ricevere informazioni, e verificare la possibilità di intraprendere la via canonica per accertare la validità o meno del proprio matrimonio”.
Infine spiega Buzzelli “per sopperire alle necessità dei fedeli particolarmente provati anche economicamente, considerata la crisi occupazionale diffusa soprattutto nel mondo giovanile, e per dare il giusto compenso a tutti coloro che operano in questo ambito, confidiamo non manchino sussidi da parte di benefattori ed enti preposti”.
Nella sua prolusione, Mennini ha evidenziato che “in realtà per la chiesa il matrimonio è indissolubile, dire che viene annullato non è corretto, come invece avviene nel matrimonio civile. Dal punto di vista del diritto canonico, il matrimonio non viene annullato, ma è stato nullo fin dall’inizio, è stato solo ‘apparente’, perché già in origine sono venuti a mancare i tre requisiti fondamentali: l’assenza impedimenti, il compimento delle formalità religiose, il consenso dato e ricevuto, visto che le nozze devono essere una scelta libera e consapevole”.
“Il patto matrimoniale – ha aggiunto il procuratore generale – trova la sua essenza nell’esercizio consapevole della volontà, sostanziata e intenzionata. Più delicato è il problema dell’eventuale non coincidenza tra manifestazione della volontà, e volontà effettiva. Un tema di discussione giuridico, su cui ci sono più teorie e orientamenti”.






