PESCARA – “Il 7 febbraio di trent’anni fa veniva firmato lo sciagurato Trattato di Maastricht, che in poche parole è la Costituzione economica tedesca applicata brutalmente all’Italia. Nella città olandese una classe dirigente decadente e autoritaria decise di svuotare la Costituzione del 1948 senza espliciti spargimenti di sangue, nascondendosi dietro l’apparente neutralità di alcuni parametri di bilancio e una ipocrita retorica europeista”.
Questo un passaggio del comunicato di Riconquistare l’Italia, partito fondato in Abruzzo di cui è presidente il docente universitario avezzanese Stefano D’Andrea, del quale pubblichiamo un suo intervento video, e segretario nazionale l’avvocato pescarese Lorenzo D’Onofrio, sul “compleanno”, celebrato ieri, lunedì 7 febbraio, della firma del Trattato di Maastricht, definito da D’Andrea il “Trattato della disoccupazione”,
“Con il tetto del 3 per cento sul rapporto deficit/pil, quello del 60 per cento sul rapporto debito/pil e il percorso verso l’euro l’Italia, che non sarebbe nemmeno dovuta entrare nell’Unione Europea secondo gli stessi parametri, è stata condotta nel regime del ‘pilota automatico’.
Quest’ultimo metteva insieme gli interessi delle principali potenze europee, Francia e Germania, e del grande capitale italiano, deciso a smantellare l’economia mista della Prima Repubblica che aveva garantito progresso economico, sociale e civile. Maastricht è la rivoluzione contro il Lavoro, e cioè contro la sostanza della nostra Carta fondamentale”, prosegue il comunicato di Riconquistare l’Italia.
“A differenza di quanto auspicato nel 1997 dall’attuale segreterio del Partito democratico, Enrico Letta, in un libretto irricevibile, non moriremo per Maastricht. Ci libereremo!”, conclude la nota.





