L’AQUILA – La pioggia e il freddo sono tornati in Abruzzo, l’autunno è alle porte e sugli scaffali delle cartolerie e dei supermercati fanno di nuovo bella mostra di sé diari, zaini, quaderni e grembiulini.

Il 12 settembre prossimo le campanelle di tutte le scuole della regione torneranno a suonare e sui banchi approderanno tanti nuovi e vecchi studenti.

Al contrario di quanto stabilito da una precedente delibera, che dichiarava lunedì 16 settembre il giorno ufficiale di apertura, il ministero dell’Istruzione (Miur) ha stabilito che gli esami di Stato per le scuole secondarie di secondo grado sarebbero dovuti iniziare inderogabilmente a partire dal 18 giugno 2014. Motivo per cui la riapertura è stata anticipata di quattro giorni, appunto al 12.

Se l’anno scorso gli studenti abruzzesi avevano superato la quota 180 mila quest’anno resteranno al di sotto, con uno scarto negativo totale di circa 500 unità.

IL DIRETTORE

PELLECCHIA: ”MACCHINA BEN OLIATA, SAREMO PRONTI”

“Abbiamo dovuto adeguare le date per uniformarci al calendario nazionale – spiega ad AbruzzoWeb direttore generale dell’ufficio scolastico regionale abruzzese, Ernesto Pellecchia – La macchina scolastica è ben oliata, tutto è pronto e gli uffici lavorano a pieno regime per rientrare nei tempi previsti”.

“La nostra regione è anche tra le poche a concludere le classi di concorso per le docenze – sottolinea – Domani (oggi, ndr) ultimeremo l’approvazione delle graduatorie per i docenti con le nomine in ruolo agli aventi diritto”, continua evidenziando come questo sia motivo di vanto “così fra il 29 e il 30 agosto potremo fare le nomine di ruolo”.

“Nonostante le difficoltà sempre crescenti dovuti a carenze di organico siamo in grado di assicurare il regolare avvio dell’anno scolastico”, assicura il direttore.

Per quanto riguarda gli incarichi dei dirigenti scolastici, il direttore generale spiega che “stiamo valutando se conferire entro fine agosto gli incarichi di reggenza per coprire le scuole con sedi disponibili o se aspettare altri giorni in attesa dei provvedimenti presi dal Governo. Tolte queste operazioni rimangono solo le assegnazioni delle supplenze che inizieremo dal 2 settembre”.

I NUMERI

SALDO NEGATIVO, SCENDONO TERAMO E L’AQUILA, SALE PESCARA

E quindi tra un sospiro e un sorriso, a indossare la divisa scolastica, quest’anno, saranno 179.465 giovani. In leggera diminuzione rispetto all’anno scorso. Lo scarto è di 547 unità.

Per dare un’occhiata più da vicino a quello che sta succedendo, i bambini che a settembre si siederanno per la prima volta dietro un banco di scuola materna saranno 30.316, 379 in più rispetto all’anno scorso.

Alla scuola primaria (le vecchie elementari) ne arriveranno 55.233, 357 in più. Alle scuole di primo grado (le medie) accederanno, invece, 35.684 ragazzi, 542 in meno, mentre la scuola di secondo grado /(le superiori) con 58.232 ragazzi si troverà di fronte a un ribasso di 759 unità

Prendendo in esame le singole province, si evince che ad aver avuto la peggio, cioè a perdere più studenti è stata Teramo seguita dal capoluogo di regione, L’Aquila. Con una sorprendente controtendenza, invece, c’è Pescara, che ha visto, addirittura, un aumento a tre cifre.

 A Teramo il numero degli alunni scende di ben 348 unità, con un numero di ragazzi che ammonta a 41.391 mentre all’Aquila saranno 37.841, 227 in meno rispetto all’anno scorso. A perderne meno c’è Chieti, che, con 53.652 ragazzi scende di ‘sole’ 227 unità. Come detto, invece, a Pescara i giovani studenti aumentano di 185, per un totale di 46.581 alunni.

“Il calo delle iscrizioni degli studenti è dovuto essenzialmente a un fattore demografico di calo fisiologico della popolazione”, è il commento di Pellecchia, che non ravvisa quindi particolari dinamiche sociali.

LE FESTIVITA’

E comunque chi c’è già passato lo sa, chi non c’è ancora passato lo saprà presto: di fronte al suono della campanella si pensa subito alle festività che potranno nuovamente dare una boccata d’aria dai libri di scuola.

Si parte subito con il lungo ponte di “Ognissanti”, del 1° e 2 novembre. Si continua poi con le festività natalizie, dal 23 dicembre al 4 gennaio dell’anno prossimo. A Pasqua, invece, le scuole chiuderanno per 10 giorni, dal 17 al 26 aprile. Da aggiungere, l’Immacolata Concezione dell’8 dicembre, il 25 aprile, festa della Liberazione e il 1° maggio, festa del Lavoro e, infine, la festa nazionale della Repubblica del 2 giugno.

Tutto pronto insomma alla lunga cavalcata, destinata a concludersi nuovamente, il 14 giugno dell’anno prossimo, con la sospirata ultima campanella.