AVEZZANO – Arrestato un 33enne, A.T., marocchino, residente a Celano, accusato di violenza sessuale e sequestro di persona nei confronti di almeno tre donne. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Avezzano (L’Aquila) su ordine della magistratura. L’uomo pare anche invischiato nel traffico di droga. L’indagato avrebbe agito in modo brutale il tutto rappresentato in una ordinanza di custodia cautelare di 26 pagine. Una delle vittime è stata segregata per giorni e altre sarebbero state abbandonate per strada dopo le violenze.

Contestati  tre distinti episodi, uno dei quali risalente all’ottobre 2025, mentre gli altri si collocano in un arco temporale successivo, fino a uno più recente. Una delle vittime sarebbe una minorenne.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Avezzano, proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare altri ipotetici episodi.

Il primo caso, secondo quanto riporta il Centro, riguarda una donna marocchina arrivata dalla Spagna nella Marsica a ottobre 2025 con la promessa di un’occupazione. L’uomo l’ha attesa alla stazione ferroviaria e si è presentato con il falso nome di Yassine. Col pretesto di accompagnarla in una struttura dove avrebbe potuto lavorare come addetta alle pulizie, l’ha convinta a salire in auto.

A quel punto si è diretto verso una zona isolata nel territorio di Celano, che la vittima ha descritto come «un bosco sotto a un cavalcavia». La donna è stata colpita al volto e scagliata fuori dall’abitacolo. Poi l’assalto brutale. È stata trascinata sui sedili posteriori dell’auto, spogliata e violentata. Non soddisfatto, l’ha rinchiusa in un’abitazione di fortuna nel centro abitato di Celano (L’Aquila), in via Oreste Ranalletti, dove l’ha segregata per due giorni, durante i quali è stata nuovamente abusata e picchiata selvaggiamente, anche con l’uso di oggetti metallici che le hanno causato lesioni alla schiena, ai fianchi e al capo.

La seconda violenza riguarda una donna marsicana. Lei stessa ha spiegato di aver raggiunto Celano a bordo di mezzi pubblici lo scorso 23 gennaio per acquistare la droga dal 33enne. L’uomo si è quindi offerto di riaccompagnarla in auto nel suo paese. Erano circa le quattro del mattino quando, lungo la via di casa, lo straniero ha fermato il veicolo bianco in un luogo isolato e l’ha riempita di colpi al volto e alla testa. Le ha sfilato di forza i pantaloni, l’ha condotta sul sedile posteriore e ha abusato di lei. Anche dopo il rapporto, ha continuato a picchiarla. Poi l’ha abbandonata in stato di choc accanto ai binari del passaggio a livello, dove è stata trovata solo alle prime luci dell’alba.

Infine, la violenza sulla minore di 14 anni. I fatti risalgono a novembre scorso, a Celano. Il racconto della 14enne, arrivato dopo settimane di silenzi, ha trovato riscontro nelle relazioni psicologiche, che evidenziano un disagio profondo.

La giovanissima, originaria della provincia di Chieti, aveva preso il treno per Celano assieme a una sua amica 17enne che avrebbe dovuto incontrare un ragazzo con cui era in contatto per trascorrere del tempo con lui. Una volta arrivate, sono state accolte dal giovane a loro noto e da un suo amico più grande, che si rivelerà essere A.T..

Dopo aver passato qualche ora tutti assieme, la 17enne e il suo “frequentatore” hanno espresso la volontà di restare da soli. Per questo il 33enne ha proposto alla vittima di salire in auto con lui per andare a mangiare qualcosa. L’adolescente ha accettato ed è salita a bordo, ignara di ciò che le sarebbe accaduto. Tradita la promessa di raggiungere un bar di Celano, ha visto l’uomo imboccare una stradina isolata. Per questo è andata nel panico.

Lo straniero ha bloccato le portiere e, ignorando i pianti e le suppliche della ragazza, l’ha minacciata di morte qualora avesse tentato di ribellarsi. Come avvenuto negli altri casi di violenza, l’ha spinta sul sedile posteriore e ha abusato di lei. Di ritorno dagli amici, l’ha fatta scendere dall’abitacolo e si è dileguato. La vittima non ha retto al trauma e ha raccontato tutto alla 17enne e al giovane che era con lei. Questi, appreso l’accaduto, sarebbero usciti a cercare l’uomo e, una volta trovato – in un night club del posto – lo avrebbero preso a pugni e calci. Poi, avrebbero confermato la versione della 14enne in sede di denuncia.