L’AQUILA – “All’Arpa continua il ricorso esasperato alle prestazioni di lavoro straordinario giunto a numeri che superano ogni limite giustificabile. I lavoratori infatti sono obbligati a svolgere due turni di lavoro nella medesima giornata, a saltare i riposi, a non poter  usufruire delle ferie”.

La denuncia arriva dai sindacati Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal, che tornano ad accusare i vertici della azienda regionale di trasporto pbblico, che attraversa un periodo di forte crisi che ha portato nel 2013 a una riduzione di 100 unità, quasi tutti autisti, del suo personale, per risparmire circa 2 milioni di euro.

“La situazione di criticità – spiegano in una nota congiunta i sindacati – sembra davvero non trovare una soluzione, anche e soprattutto per colpa di una politica di gestione caratterizzata da scelte inadeguate che hanno contraddistinto l’operato del presidente Cirulli e che sono state condivise dall’assessore regionale ai Trasporti Morra e dal direttore regionale ai Trasporti Mannetti”.

I sindacati denunciano “investimenti senza copertura finanziaria sul materiale rotabile unitamente a servizi espletati senza contribuzione (ben 1.500.000 chilometri)” che “hanno determinato le note criticità economiche per le quali pur avendo individuato soluzioni tampone queste non sono ancora totalmente concretizzate”.

Scelte, secondo il sindacato, che vengono pagate soprattutto dai lavoratori costretti a stringere i denti, a garantire un servizio  in condizioni sempre peggiori.

“Viene il dubbio – concludono i sindacati – che ci sia una regia che vedrebbe di buon occhio l’Arpa allo sfascio piuttosto che risanata nonostante  evidenzi un rilevante credito nei confronti della Regione”.