L’AQUILA – Il  15 e 16 luglio scorsi la giornalista Silvana Costa ha raccolto all’Aquila un ricco materiale per la produzione “NACNE” per una serie di documentari commissionati dal Ministero delle Risorse Agricole sul tema “Attraverso la Transumanza un quadro sulla pastorizia”.

Franco Marulli, presidente del comitato per la difesa del cittadino e appassionato di transumanza, ha fatto da guida sui luoghi più significativi per la storia di questo antico fenomeno che andava dall’Abruzzo alle Puglie.

Studiosi hanno illustrato aspetti e potenzialità che la cultura pastorale, profondamente radicata sul Gran Sasso, sa offrire oggi. Il professore Raffaele Colapietra ha narrato la storia del Tratturo Magno proprio di fronte al Forte Spagnolo.

Il viaggio è proseguito con la visita alla chiesetta di San Lorenzo, all’interno del Vivaio Mammarella del Corpo Forestale di Stato: una chiesetta davvero particolare e poco conosciuta, senza portone centrale, ma con due piccole porte laterali che permettevano il passaggio delle greggi per la benedizione, sotto l’affresco della Immacolata che nella raffigurazione schiaccia il serpente, evidente protezione dai frequenti e letali morsi di vipera.

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<p>Seguendo il percorso si è arrivati al primo “cippo tratturale” posizionato nel '700 e che si trova vicino al bivio per Poggio Picenze: qui il dottore veterinario <strong>Pierluigi Imperiale </strong>ha raccontato cosa può essere oggi il Tratturo Magno per la rinascita di questo territorio dopo la frammentazione sociale causata dal terremoto. Un Tratturo che conosce passo a passo perché lo percorre a piedi ogni anno con altri appassionati partendo dal piazzale della basilica di Collemaggio il 29 settembre, giorno di San Michele e tradizionale inizio dell'annata doganaria”il calendario del pastore”.</p>
<p>Peltuinum è la perla archeologica del Tratturo aquilano e proprio lì il gregge del pastore <strong>Amedeo Tartaro </strong>ha fatto bella mostra di sé attraversando come 3000 anni fa la porta dell'antica città romana sotto gli occhi degli studenti dell'Università della Sapienza di Roma, che stanno proseguendo gli scavi per i loro studi. La professoressa Graziani ha spiegato come i Romani avevano valorizzato i percorsi tratturali e quanto fossero importanti per le entrate fiscali dell'impero, tanto da costruire a difesa di questa risorsa una città murata con un magnifico anfiteatro, un tempio e una prefettura per la difesa del sito strategico.</p>
<p>Il dottor Imperiale ha poi mostrato la biforcazione sottostante Santa Maria di Centurelli, dove il percorso del Tratturo sale verso Nord e si dirige verso la Torre di Forca di Penne e il Tratturo Cinturelli-Montesecco che prosegue invece per Civitaretenga-Navelli-Collepietro-Bussi.</p>
<p>La regista ha poi raggiunto i pascoli di Campo Imperatore per documentare anche le attività del Centro Sperimentale S. Marco dell'Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale di Stato.</p>
<p>Il prossimo appuntamento è per il 5 agosto per la rassegna di ovini a Campo Imperatore e il 29 settembre 2013 per la partenza dell'edizione di “Tracturo3000”, a conclusione del percorso aquilano del documentario.<br />
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