L’AQUILA – Circa 100 chilometri da coprire in quattro giorni, in marcia dall’alba al tramonto, dalla Puglia al Molise, attraverso le province di Foggia, Benevento, Campobasso e Isernia.
È la transumanza a ritroso delle mandrie di bovini che hanno svernato a San Marco in Lamis (Foggia), e ora fanno ritorno ai pascoli di Frosolone (Isernia), a mille metri di quota, percorrendo le vie d’erba che un tempo si snodavano dall’Abruzzo alla Capitanata.
La secolare pratica è inserita nel progetto “Vie e civiltà della Transumanza patrimonio dell’umanità”, al centro del partenariato europeo tra Italia, Francia, Spagna e Svezia e che coinvolge cinque regioni: Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Campania.
L’idea è nata per recuperare diverse porzioni dei tratturi, identificare un unico itinerario che da Monte Sant’Angelo in Puglia, arriverà prima a Castel di Sangro (L’Aquila) e successivamente al Gran Sasso.






