PESCARA – “Torna come ogni anno questa giornata per noi, ma è un dovere esserci e continueremo ad esserci nel ricordo e nell’amore dei nostri cari, così come è un dovere essere presenti al processo che speriamo faccia giustizia per tutte le 29 vittime”.
Lo ha detto Marco Foresta che nella tragedia ha perso i suoi genitori, poco prima di salire sul pullman, partito intorno alle 12.25, che dal tribunale di Pescara porterà i parenti delle vittime a Rigopiano per la commemorazione del sesto anno della tragedia.
Sul luogo della tragedia alle 16,49 si terranno una serie di iniziative che culmineranno con una fiaccolata davanti all’obelisco dell’hotel distrutto dalla valanga, una messa all’interno del sito e successivamente verranno scanditi i nomi dei “29 Angeli”, con rintocco di campana e successivamente posizionamento all’interno dell’Hotel di 29 rose bianche.
“Siamo pronti ad affrontare l’ultima curva – ha detto Gianluca Tanda portavoce del Comitato – quell’ultima curva che i nostri cari non hanno potuto affrontare per scappare via da quella trappola mortale, nel giro di un mese, ci auguriamo, questo processo darà il suo verdetto e speriamo venga fatta giustizia.”
Leonardo Bianco, dirigente della Prefettura di Pescara, tra i 30 imputati del Processo Rigopiano e per il quale l’accusa ha chiesto 8 anni di reclusione, ha reso alcune dichiarazioni spontanee alla riapertura del processo in corso a Palazzo di Giustizia.
Bianco ha detto che: “Non avevo alcun potere per prendere decisioni in quel contesto e non ero a conoscenza delle relazioni in corso. Sono totalmente estraneo ai fatti”. Il suo avvocato Arturo Messere nella sua arringa ha fatto riferimento a presunti abusi edilizi del resort di Rigopiano più che alle responsabilità del suo assistito.
L’avvocato ha anche citato nella sua arringa il principio costituzionale della sussidiarietà per il quale di fronte ad un evento di grande portata lì dove un Ente piccolo come il Comune di Farindola non è riuscito ad intervenire sarebbe dovuto essere supportato dagli Enti più grandi Provincia, Regione è Stato (nella figura della Prefettura) prefigurando le responsabilità del Prefetto stesso ma anche della Regione.
LA CERIMONIA A CHIETI: MADRE VITTIMA, “HO FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA”
“Io, noi, la nostra famiglia, abbiamo fiducia nella giustizia, tanta, altrimenti avrei lasciato perdere. Quest’anno c’è uno spiraglio di luce. Il 17 febbraio ci sarà la sentenza, però prima ci sono ancora otto udienze alle quali andremo sempre, io non sono mai mancata anche non sentendomi bene”.
Lo ha detto Loredana Lazzari, madre di Dino Di Michelangelo, una delle 29 vittime insieme alla moglie Marina Serraiocco del crollo dell’hotel Rigopiano, oggi a Chieti durante la cerimonia che si è svolta dinanzi al monumento che ricorda la vittime della tragedia.
La donna in mattinata, accompagnata dal figlio Alessandro, anche lui poliziotto come il fratello, ha seguito a Pescara l’udienza del processo.
“Sono passati sei anni, il processo proprio è iniziato tre anni fa ma erano spesso lunghi, non procedevano, rimanevano fermi, una volta una cosa, una volta un avvocato non c’era, si rimandava sempre. Adesso lo voglio dire – ha sottolineato la Lazzari: da quando c’è il nuovo procuratore Bellelli, anche Serpi era bravo, ha accelerato queste udienze. Lo abbiamo sentito tutti, ha detto davanti al giudice di accelerare un po’ queste udienze e il giudice ha fatto quello che doveva fare. Speriamo che adesso prosegua sulla giusta strada, speriamo proprio”.
“Io – ha concluso la Lazzari – mi auguro la giustizia, perché ci allevierà un po’ il dolore, perché il dolore è tanto, sol perché potevano essere salvati. Io non faccio altro che pensare: mio figlio è morto subito? Non ci credo che mi hanno detto che è morto subito, questa cosa che ho dentro ti lacera. Se hanno giustizia avrò anch’io come tutte le altre mamme un po’ di pace”.
Alla cerimonia svoltasi in mattinata hanno partecipato il prefetto di Chieti, Mario Della Cioppa, il questore Francesco De Cicco, i comandanti provinciali di Carabinieri e Finanza, i colonnelli Alceo Greco e Michele Iadarola, il sindaco del capoluogo teatino Diego Ferrara.
Il maestro Peppino Pezzulo con il violino ha suonato musiche di Messenet e Morricone. Il Commissariato di Polizia di Osimo, dove lavorava Dino Di Michelangelo, ha inviato una composizione di fiori. Oggi alle 18 sarà celebrata una messa nella chiesa di San Domenico a Chieti.
L’OMAGGIO DEL PRESINDENTE MARSILIO AI PARENTI DELLE VITTIME
“Ho ritenuto doveroso portare il mio saluto ai parenti delle vittime qui in Tribunale in un giorno particolare come quello dell’anniversario della tragedia della valanga sull’Hotel Rigopiano”, ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, stamani in Tribunale alla ripresa delle udienze del processo che vede 30 imputati per il crollo dell’hotel il 18 gennaio del 2017.
“Saremo presenti anche oggi alla Commemorazione, questo a testimoniare la presenza delle istituzioni e la vicinanza a tutti coloro che sono stati colpiti da questo profondo dolore. Sul coinvolgimento della Regione stessa nel processo in qualità di imputata – Siamo chiamati a rispettare i tempi e i modi della Giustizia”, si è limitato a dire Marsilio.
LA COMMEMORAZIONE A MONTESILVANO
Il sindaco Ottavio De Martinis questa mattina ha ricordato la tragedia dell’Hotel Rigopiano nel giardino di via Nilo intitolato alle vittime. Alla cerimonia, oltre al vice sindaco Paolo Cilli e al consigliere comunale Adriano Tocco, hanno partecipato anche Marco Foresta, figlio dei coniugi deceduti nel disastro e Renato Iezzi, zio di Linda Salzetta, altra vittima della valanga morta nel giorno del suo compleanno, e di Fabio sopravvissuto. Il primo cittadino ha deposto un mazzo di fiori nell’area verde intitolata due anni fa alle 29 persone che il 18 gennaio del 2017 persero la vita nel resort.
“Nel giorno del ricordo delle vittime, in un’aria mista tra rabbia e dolore, saluto Marco e Renato, figlio e zio di tre delle 29 persone rimaste intrappolate nella valanga che ha spazzato via l’Hotel Rigopiano. Sono trascorsi sei anni e il ricordo di quella giornata è sempre vivo nei nostri cuori. A Montesilvano abbiamo iniziato un percorso della memoria con l’intitolazione di questo giardino. La commemorazione di oggi vuole essere un momento di ricordo affinché eventi come quelli di Rigopiano possano essere prevenuti. Come presidente della Provincia sto mettendo a segno, con gli uffici tecnici, tutte le azioni preventive sul rischio idrogeologico, affinché questi disastri non accadano mai più. Siamo vicini alle famiglie e saremo sempre accanto a loro, ogni 18 gennaio ricorderemo queste vite spezzate, rendendo omaggio alla loro memoria”.
Marco Foresta ha ringraziato per il giardino di via Nilo: “Ringrazio il Comune di Montesilvano e il sindaco per questo spazio che rappresenta la vita che va avanti con i bambini che vi giocano ogni giorno. Noi familiari delle vittime vogliamo proprio questo, che la vita continui mantenendo il ricordo sempre vivo dei nostri cari. Oggi c’è l’udienza in tribunale e ci saremo tutti affinché emerga la verità, andiamo avanti senza mollare affinché venga fatta giustizia. Il dolore non si placherà mai, ma questo è un atto che lo Stato deve a queste persone. La vita va avanti con difficoltà e ci facciamo forza con gli altri familiari per onorare soprattutto coloro che in quel giorno non ce l’hanno fatta”.
“Ricordiamo non solo oggi, ma ogni giorno i nostri cari che sono morti a Rigopiano – ha concluso Renato Iezzi di Farindola – , non possiamo fare altro. Speriamo di poter arrivare alla verità. Oltre a Linda ho un’altra nipote che ha perso il marito. La vita delle vittime purtroppo nessuno la potrà mai ripagare”.
FINA E MAIALE: “AUSPICHIAMO CHE ARRIVI PRESTO LA VERITÀ”
“Nel giorno del sesto anniversario della tragedia di Rigopiano, esprimiamo ai familiari delle vittime la vicinanza della comunità del Partito Democratico”: lo dichiarano Michele Fina e Nicola Maiale, segretari rispettivamente del Pd Abruzzo e del Pd della provincia di Pescara.
Fina e Maiale proseguono: “In una fase così delicata e decisiva della vicenda processuale, l’auspicio è che l’accertamento della verità e delle responsabilità giunga nel tempo più breve possibile. L’impegno nostro, di amministratori e rappresentanti istituzionali, è che quanto accaduto a Rigopiano rimanga sempre un monito sull’assoluta importanza della prevenzione e della sicurezza del territorio, esigenze che a tutti i livelli dobbiamo considerare prioritarie”.
TESTA, “GIUSTIZIA CHIARISCA IN TEMPI BREVI
ROMA – “Oggi è un giorno molto triste e doloroso per l’Abruzzo, proprio sei anni fa una valanga di neve e ghiaccio di 120 mila tonnellate ha travolto l’hotel Rigopiano a Farindola, sul versante pescarese del Gran Sasso, spezzando la vita di 29 persone. Questa tragedia immane ha lasciato un segno molto profondo nella storia della nostra Regione ed in quella del Paese intero, insegnandoci che dobbiamo mettere in atto tutte le strategie di prevenzione e le azioni necessarie per scongiurare che avvengano ancora sciagure di questa portata”.
Lo ha detto nell’Aula della Camera Guerino Testa, deputato di Fratelli d’Italia.
“La giustizia sta facendo il suo corso ed auspico che si arrivi in tempi brevi a chiarire una vicenda il cui ricordo sarà sempre vivo nelle menti e nei cuori, non solo degli abruzzesi, ma di tutti noi. Così com’è avvenuto ogni 18 gennaio negli ultimi cinque anni, anche oggi la popolazione si stringerà attorno ai familiari delle vittime, organizzando eventi e fiaccolate per commemorare coloro che hanno perso la vita in questa tragedia. Voglio chiedere, con grande emozione, a tutti i colleghi di osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Rigopiano”, ha aggiunto.
MARCOZZI: “PIANI DI SICUREZZA, URGONO AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE DI TUTTI I COMUNI ABRUZZESI”
“Per un territorio fragile come l’Abruzzo, la prevenzione delle emergenze e delle calamità è fondamentale per la tutela della cittadinanza. Quello che la nostra comunità ha dovuto subire negli anni, come il ricordo delle vittime della tragedia di Rigopiano di cui commemoriamo oggi il sesto anniversario, deve rinnovare in tutti la spinta a farsi carico di una programmazione minuziosa e puntale del territorio e della sua sicurezza”.
Così il Presidente della Commissione d’inchiesta sull’emergenza idrica e Consigliere regionale dell’Abruzzo Sara Marcozzi.
“Ciò passa anche dall’approvazione dei Piani di Emergenza Comunale, cioè l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare qualsiasi calamità in un determinato territorio. Negli anni scorsi mi ero già occupata di questa tematica, scoprendo e denunciando per prima che la maggior parte delle amministrazioni abruzzesi ne erano del tutto sprovviste. A distanza di tempo dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione sul tema. Per questo depositerò una richiesta di accesso agli atti alla Protezione Civile per avere la fotografia della situazione attuale, capire quanti Comuni siano dotati di un Piano di Emergenza Comunale aggiornato e, se necessario, fornire l’assistenza necessaria ai Comuni che lo richiedessero. La sicurezza del nostro territorio e dei cittadini deve rimanere in cima alle priorità dell’agenda politica. Dobbiamo lavorare, nel solco della collaborazione tra istituzioni, affinché ogni strumento a disposizione delle amministrazioni sia sfruttato nel migliore dei modi”.






