CHIETI – Sono passati quasi 58 anni dalla tragedia avvenuta l’8 agosto 1956 nella miniera di carbone a Marcinelle, in Belgio, nella quale persero la vita 262 minatori. Per metà italiani e di questi ben 61 erano abruzzesi. Oggi l’Italia e l’Abruzzo non hanno voluto dimenticare, con una solenne cerimonia a Bois du Cazier, nella periferia di Charleroi.
Alla commemorazione, organizzata dal sindaco di Charleroi Paul Magnette, sono stati presenti, per l’Italia, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, oltre all’ambasciatore Alfredo Bastianelli e al console generale di Charleroi Iva Palmieri, che hanno ricordato la storia dei tanti italiani emigrati per lavorare nelle miniere, in virtù del trattato Italia-Belgio sul carbone.
In rappresentanza per l’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale.
Il programma della giornata prevedeva una cerimonia al Bois du Cazier, sito minerario oggi patrimonio dell’Unesco, dove la campana Maria Mater Orphanorum ha battuto 262 rintocchi, accompagnati dall’appello alfabetico delle vittime della tragedia.
Corone di fiori sono state deposte sul Monumento internazionale alle vittime del lavoro, nella Grand Place di Marcinelle, e successivamente sul Monumento del sacrificio dei minatori italiani, al cimitero della città.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato il seguente messaggio: “Desidero esprimere, nella triste ricorrenza della terribile sciagura di Marcinelle, sentimenti di commossa e sincera partecipazione a quanti con la loro presenza oggi testimoniano imperituro affetto verso i numerosi minatori, italiani e non, che persero la vita al Bois du Cazier 58 anni fa”.
“Il tempo trascorso – ha aggiunto il capo dello Stato – non attenua il ricordo di una tragedia simbolo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Essa costituisce tuttora motivo di riflessione sui pressanti temi dell’integrazione degli immigrati e della sicurezza sul luogo del lavoro, nonche’ forte sprone a perseguire questi obiettivi con il massimo impegno delle istituzioni italiane ed europee e di tutte le forze sociali”.
Ha detto invece Di Pangrazio che “il sacrificio di questi uomini è stato ed è ancora oggi per tutti noi emblema di una generazione che è spinta a emigrare alla ricerca di un futuro migliore; il mio pensiero va ai giovani che sono costretti a lasciare l’Italia per avere un lavoro. Questo luogo – riferendosi a Bois du Cazier – rappresenta il primo esempio di integrazione sociale e culturale di uomini aventi nazionalita’ diversa, nel dopoguerra, che confluirono in Belgio per un solo ed unico motivo: il lavoro”.
“È il ricordo di un martirio che rinnova la sua attualità ogni volta che i fatti di cronaca ci danno testimonianza di nuovi incidenti sui luoghi di lavoro – ha sottolineato Di Pangrazio – La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto irrinunciabile che ricade su ciascuno di noi”.
“Nell’auspicio – ha concluso il presidente del Consiglio regionale – che i giovani sappiano fare tesoro dell’abnegazione dei minatori di Marcinelle, e che questa tragedia possa continuare a essere un punto di riferimento per le future generazioni”.





