FOSSACESIA – “Cessazione immediata dell’attività di ristorazione”.
Parole che arrivano come un macigno sul Trabocco Pesce Palombo, a pochi giorni dall’inizio della bella stagione, messe nero su bianco in un’ordinanza del Comune di Fossacesia, emanata ieri, che fa seguito alla decisione del Tar di Pescara che ha respinto il ricorso di Bruno Verì, proprietario di uno dei trabocchi più famosi dell’intera costa, in quanto avrebbe compiuto un abuso edilizio.
Contro il provvedimento del Comune può essere presentato ricorso al Tar entro 60 giorni dalla notifica, o entro 120 giorni al presidente della Repubblica.
Il tema, particolarmente caldo in questi giorni, è quello della modifica della legge regionale numero 13 del 2009, che vieta qualunque intervento di trasformazione edilizia a meno che non sia “strettamente necessario per la conservazione, l’ottimizzazione della funzionalità e il superamento delle barriere architettoniche, una norma definita “obsoleta” e che il governo regionale guidato dal centrodestra vuole cambiare.
Verì, che dal 2013 ha trasformato l’antica macchina da pesca in un ristorante sul mare, così come accaduto a circa altri 30 proprietari di trabocchi nei mesi scorsi, ha ricevuto visita dalla Capitaneria di Porto che ha accertato diverse irregolarità, in particolare rispetto all’aumento della superficie.
Ma come ha spiegato lo stesso Verì ad AbruzzoWeb: “La questione riguarda la concessione demaniale: i trabocchi prima erano semplici macchine da pesca. Con il tempo, anche grazie ai tanti amministratori che si sono dimostrati lungimiranti, ci è stato concesso di adibirli a ristorante. Tutto questo ha necessariamente comportato una modifica di quella che era la struttura iniziale del trabocco. In più i trabocchi sono sempre soggetti alle intemperie e alle mareggiate, per noi è normale intervenire per rispristinare la sicurezza delle strutture ad ogni nuova occasione. Se non provvedessimo così, dovremmo aspettare i tempi burocratici che, tra la richiesta al Comune e le autorizzazioni, allungherebbero le operazioni di almeno 4-5 mesi. Anche solo per l’aggiunta di un palo. E in questo lasso di tempo chi la garantirebbe la sicurezza? Sicuramente il mare non aspetta”.
Intanto, nei giorni scorsi, la Commissione territorio del Consiglio regionale ha espresso parere favorevole a maggioranza sul progetto di legge che riguarda il recupero e la valorizzazione dei trabocchi sulla costa abruzzese.
“La proposta di legge – spiega il consigliere della Lega Fabrizio Montepara, primo firmatario – fissa i parametri tecnici dimensionali dei trabocchi in 160 mq calpestabili e 50 mq per i servizi tecnici, con una presenza massima sulla struttura di 60 persone”. E saranno i Comuni a dover recepire la futura normativa regionale, per rilasciare le relative autorizzazioni amministrative all’esercizio dell’attività sui trabocchi.
“Su questo argomento, delicato e assai importante per la nostra regione – sottolinea il consigliere regionale della Lega Sabrina Bocchino, – abbiamo tempi strettissimi perché si trovino i necessari adeguamenti alla precedente legge, al fine di dare norme certe alla fruizione dei trabocchi anche dal punto di vista della ristorazione”.
Tempi veramente stretti, a ridosso della stagione estiva, e i traboccanti una “risposta” dovrebbero ottenerla entro martedì prossimo, quando la proposta di legge arriverà in Consiglio regionale.





