L’AQUILA – “L’Aquila, insieme. La città che rinasce”. È questo lo slogan delle primarie del centrosinistra per la scelta del futuro sindaco dell’Aquila, che si svolgeranno il prossimo 4 marzo.
Sono quattro i partiti di centrosinistra uniti per la consultazione, presentata ufficialmente in conferenza stampa questa mattina: Partito democratico, Sinistra ecologia e libertà, Partito socialista italiano e Partito dei comunisti italiani.
Fino a ora gli unici due sfidanti, che però ancora devono ufficializzare la loro candidatura, sono il sindaco uscente, Massimo Cialente, appoggiato da Pd, Psi, e Pci, e il primario di Medicina generale dell’ospedale dell’Aquila, Vittorio Festuccia, sostenuto da Sel.
I giochi, potenzialmente, sono ancora aperti, visto che le candidature potranno essere presentate fino al 6 febbraio, sottoscritte da almeno 200 firme.
Niente primarie, dunque, per l’Italia dei valori, che correrà sola con Angelo Mancini capogruppo in Consiglio comunale. I dipietristi “in questi mesi hanno posto questioni che non credo si possano recuperare”, ha spiegato il consigliere comunale Pd Fabio Ranieri.
Lo strappo sembra possa ricucirsi invece con Rifondazione comunista, a cui la coalizione ha rivolto un appello “a rientrare nello schieramento sin dalle primarie”.
Dialogo aperto anche con il terzo polo: “l’obiettivo è avere una coalizione il più ampia possibile”, si è detto nell’incontro.
“Sarà una campagna di ascolto – ha spiegato il deputato del Pd, Giovanni Lolli – in questo mese, infatti, organizzeremo incontri, assemblee e iniziative pubbliche, nei quartieri e nelle frazioni, anche nei complessi C.a.s.e., in modo che i candidati possano confrontarsi direttamente con le esigenze dei cittadini”.
A rappresentare i Comunisti italiani era presente Angelo Ludovici, segretario provinciale del partito, che sull’esito delle votazioni si è limitato a un “vinca il migliore”. “L’Aquila deve diventare un laboratorio di trasparenza e legalità”, ha affermato Marino Bruno di Sel, affiancato dai compagni di partito Betty Leone e Giustino Masciocco.
Sulla stessa linea anche Simona Sacchetti del Psi, secondo la quale “le primarie sono importanti per il ripristino della democrazia, che in questi anni, a causa dei commissariamenti, non è stata esercitata”.
Ed è proprio la fine dei commissariamenti e il ripristino dei poteri ordinari di decisione alle istituzioni locali uno dei punti fondamentali della piattaforma della coalizione, insieme alla definizione di una nuova strumentazione urbanistica e l’incentivazione della partecipazione attiva dei cittadini alla ricostruzione della città attraverso la strumentazione di cui recentemente si è dotato il Comune.
Illustrati anche i costi di queste primarie: 5 euro per ciascuna firma di sottoscrizione della candidatura, mentre ogni membro del comitato dei garanti verserà cento euro. Per votare si pagherà un euro, minorenni esclusi.
Potranno esprimere la loro preferenza tutti quelli che al 4 marzo avranno compiuto il 16° anno di età e potranno farlo in uno qualsiasi dei circa 16 seggi che verranno allestiti in città, grazie a un sistema di votazione online, dalle 8 alle 22 di sera.
“Sarà una campagna elettorale sobria – hanno riferito i rappresentanti della coalizione – non avremo sponsor e tutti i soldi che spenderemo, comunque meno di 20 mila euro, saranno rendicontati e pubblicati sulla pagina Facebook delle primarie”.





