L’AQUILA – Riecco il “Totosindaco” dell’Aquila, altri 15 nomi per la possibile eredità di Massimo Cialente, primo cittadino dimissionario dopo che l’inchiesta giudiziaria “Do ut des” su tangenti e appalti post-sisma ha travolto la sua amministrazione e i media nazionali hanno messo il sale sulla ferita aperta.

Dopo i 10, possibili candidati alla fascia tricolore squisitamente politici proposti nei giorni scorsi, AbruzzoWeb prosegue il gioco (serio) prendendo in esame altri personaggi della collettività aquilana che potrebbero raccogliere il testimone qualora Cialente decidesse di rendere effettivo l’addio.

È vero che, a sentire i rumors dei corridoi della politica, il primo cittadino tentenna sempre più sull’ipotesi di un possibile ritorno in sella, con il ritiro delle dimissioni presentate due domeniche fa, ma è altrettanto vero che la stessa politica non conosce pause di sorta e non attende che Max sciolga la riserva prima di andare a caccia del suo possibile successore: il primo cittadino ieri ha annunciato di essersi dato 24 ore di tempo per decidere, quindi potrebbe sciogliere il nodo oggi. Il tempo per ritirare le dimissioni, tecnicamente, scade il 31 gennaio.

Questa volta si tratta di nomi provenienti dalla cosiddetta “società civile”: esponenti delle associazioni di categoria, professionisti come medici, avvocati, legali, tre settori da cui tradizionalmente il capoluogo ha attinto per darsi una guida, imprenditori, aquilani impegnati nel volontariato o associazionismo.

Ardito utilizzare l’etichetta “nuove proposte” per alcuni, sia per questioni anagrafiche, sia perché molti vantano esperienze politiche nel passato remoto o recente, seppure in ambiti diversi da quello di Villa Gioia.

Molti altri, invece, sarebbero proprio scelte innovative, rivoluzionarie perfino, da calare in un contesto di pratiche e tecniche dell’amministrazione con successo tutto da scoprire, per di più in una situazione straordinaria come quella della ricostruzione post-terremoto.

È un sindaco esordiente quello che ci vuole ora per L’Aquila? I comitati cittadini strillano per il cambiamento radicale, e non sono i soli. Dall’altro lato, la politica tradizionale difende se stessa e invoca competenza e consapevolezza. Chi ha ragione lo si saprà tra 10 anni, a storia chiusa.

Se comunque si volesse scegliere qualcuno di nuovo, o di diverso, il volto adatto potrebbe essere uno di questi che seguono.

GIAMPIERO PORZIO

Fondatore nel 2004 e anima dell’associazione di assistenza domiciliare oncologica “L’Aquila per la vita”, che proprio in questi giorni ha tagliato il traguardo delle 20 mila visite a casa di malati di cancro. Lui che è originario di Roseto (Teramo), dove ha giocato a basket diventandone a soli 21 anni allenatore, ha poi intrapreso la carriera medica. Spesso ha bacchettato la politica incompetente, sarebbe una scelta del tutto fuori dagli schemi e una faccia pulita da mettere al servizio dei difficili anni che verranno.

GIANNI FRATTALE

Costruttore da sempre, da quando a soli 19 anni ha preso in mano una delle prime imprese edili aquilane. A fine novembre è stato riconfermato alla presidenza provinciale dell’Ance, che ha guidato dal 2010 nelle battaglie per la legalità e la trasparenza dell’affidamento dei lavori di ricostruzione post-sisma. Dopo aver ospitato Muammar Gheddafi nella sua villa ai tempi del G8 dell’Aquila, con l’azienda affidata nelle mani delle figlie Marzia e Michela, potrebbe mettere la sua esperienza a disposizione della città.

FRANCA FANTI

Esponente di una storica famiglia aquilana, erede della tradizione dello studio Fanti. Dalle sue mani passano tutte le trattative più delicate del capoluogo. Di recente è stata eletta presidente del Rotary Club, prima donna in 66 anni di storia. Lontano dalle pratiche notarili si diletta nel tennis e con la squadra del Circolo “Verna” dell’Aquila ha vinto il campionato a squadre Ladies 55/60. Suo figlio Marco Tiberio è stato consigliere comunale nella scorsa consiliatura, il suo ex marito Giuseppe Tiberio, oggi, è assessore provinciale.

MAURIZIO COCCIOLONE

Nel 1991, in piena Guerra del Golfo, l’Italia rimase con il fiato sospeso per le sorti di un giovane pilota aquilano, il trentenne capitano Cocciolone, abbattuto sul suo Tornado assieme al maggiore Gianmarco Bellini. Il suo video-interrogatorio con il volto tumefatto fece il giro delle tv di tutto il mondo. Tornato in Italia, è sparito dalla ribalta, ma è stato anche comandante in Afghanistan. Vive a Roma da una quindicina d’anni e ha dichiarato di voler andare in Brasile dopo la pensione. “Non sono un eroe ma ho fatto il mio dovere per la patria”, ha detto. Potrebbe farlo per la sua città e sarebbe una scelta tosta, di rottura.

STEFANO FLAMINI

Storico primario del reparto di Ortopedia dell’ospedale San Salvatore, che ha eccellenze come software informatici per ‘prevedere’ il tipo di protesi da impiantare, ma anche tecniche alternative alla trasfusione che ne hanno fatto un punto di riferimento per i Testimoni di Geova, che la vietano. Proprio per le forniture di protesi è stato indagato assieme ad altri 9 ma ne è uscito archiviato e pulito. Gestisce il reparto con rigore ma anche umanità, come quando ha consentito l’ingresso no-stop dei parenti dei pazienti in reparto. Doti che potrebbe fare comodo a un primo cittadino.

CLAUDIA FREZZA

Giovane manager aquilana, ha un pedigree di tutto rispetto: figlia del costruttore Walter, nuora dell’ex vice commissario delegato per la ricostruzione Antonio Cicchetti. Collabora insieme al figlio di quest’ultimo, suo marito Paolo Cicchetti, nella gestione della struttura alberghiera La Fonte del San Donato Resort Golf & Spa a Santi di Preturo. Un nome nuovo, fresco, energico, per raccogliere le grandi sfide dei prossimi 5 anni di ricostruzione, magari con il supporto di una squadra di esperienza a compensare la sua gioventù anagrafica e politica.

WALTER CAVALIERI

Professore di storia e filosofia da sempre al liceo Scientifico “Bafile”, in pensione dal 2012, appassionato di ricerca storica, che mescola con il profano amore per il calcio, Milan e L’Aquila le squadre del cuore. Nel post-terremoto ha aderito all’associazione culturale onlus Policentrica, facendo numerose proposte, in particolare puntando forte sulla nascita dell’urban center cittadino. Fustigatore di Cialente sulla piazza virtuale di Facebook, oppositore delle articolazioni culturali del rito di Sant’Agnese, per lui potrebbe giungere il momento di scendere in campo in prima persona.

GINO TROIANI

È nato ad Afragola (Napoli) ma è aquilano da sempre. Nel capoluogo ha studiato al conservatorio “Casella” e, soprattutto, giocato a rugby, vincendo tre Scudetti di cui due consecutivi con L’Aquila Rugby. Recordman in neroverde e con la Nazionale, dal 2010 ha lasciato la carriera di bancario per diventare a tempo pieno manager degli Azzurri. È fuori dalla politica ma un tentativo lo ha fatto: alle elezioni 2007 si candidò consigliere comunale con la lista L’Aquila città unita a sostegno del candidato sindaco Angelo De Nicola. Andò malino (55 preferenze), chissà che non voglia riprovarci.

LORENZO SANTILLI

È titolare della M&P, azienda che, tra le altre cose, gestisce il megaparcheggio di Collemaggio e tutte le aree a pagamento del centro storico, al momento ancora congelate. Già vice presidente di Confcommercio, nel 2011 è subentrato a Giorgio Rainaldi come presidente della Camera di commercio. Clamorosa la protesta dopo una mancata proroga della restituzione delle tasse sospese durante il sisma: con i colleghi delle categorie propose lo sciopero con tanto di cartello “obiettore fiscale”. Sindaco di Acciano (L’Aquila) da giovanissimo, una parentesi politica che ora potrebbe riaprirsi.

ANGELO TAFFO

Titolare della nota società di pompe funebri che dall’Aquila si è allargata anche a Roma, dove ogni tanto si segnala per le singolari campagne pubblicitarie. Già presidente di Confartigianato Abruzzo dal 2008, nel 2012 è subentrato a Luigi Lombardo alla guida dell’associazione aquilana. Prima ancora era stato presidente di Cna (dal 2003), fondatore della rete “L’Aquila che produce” e direttore finanziario della sede internazionale del Somi (Special operation medical institute). È stato vice sindaco di Poggio Picenze (L’Aquila) fino a pochi anni fa.

EZIO RAINALDI

Imprenditore nel campo della prefabbricazione edile, erede dello zio Giorgio, già presidente della Camera di commercio, è attivo da anni nel mondo della cultura come presidente dell’Uovo teatro stabile di innovazione. A fine 2012 è stato ‘promosso’ alla presidenza del Teatro stabile d’Abruzzo e scelto come delegato di Confindustria L’Aquila in materia di ricostruzione post-sisma. Dal 2013 ricopre anche il ruolo di presidente del Circolo tennis “Giuseppe Verna”. È stato assessore alla Cultura con il centrodestra di Biagio Tempesta per pochi mesi nel 2005.

ANTONIO VALENTINI

È il legale che ha fatto partire con i suoi esposti il processo alla commissione Grandi rischi, finito sui media di tutto il mondo. Principe del foro aquilano, vanta già un’esperienza politica nel 2002, quando con il “Patto per L’Aquila” puntava a essere determinante tra centrodestra e centrosinistra. Tempesta vinse al primo turno, lui disse “Tornerò”. Chissà che non possa essere questo il momento giusto. Alle elezioni 2007 suo figlio Francesco, pure avvocato, è stato eletto consigliere comunale tra i più votati. Sarebbe una staffetta al contrario.

SIMONA GIANNANGELI

Anche lei ha condotto una battaglia importante nelle aule di tribunale, quella per l’ammissione a parte civile del Centro antiviolenza nel processo sullo stupro di Pizzoli, accordata come avvenuto poche altre volte prima in Italia. A questo si aggiunge l’oscuro lavoro all’interno del Centro con tante donne vittime di soprusi. Per la sua attività è stata minacciata da anonimi e come risposta si chiese a Cialente di nominarla assessore, appello vano. Nel 2002 fu candidato sindaco di Rifondazione per avversare la scelta post-democristiana di Celso Cioni fatta dal centrosinistra, ma andò male.

VITTORIO FESTUCCIA

Medico ospedaliero per quarant’anni, è stato a lungo consigliere comunale e capogruppo dei Democratici di sinistra negli anni Duemila. Nel 2012, dopo aver flirtato con Appello per L’Aquila, ha sfidato Cialente alle primarie per la candidatura a sindaco del centrosinistra sostenuto da Sinistra ecologia libertà e poi da Rifondazione comunista. Le bordate al sindaco uscente sono state violente, “è logoro”, una campagna elettorale tutta all’attacco, ma è finita 70 a 30 per Max. Ha deciso di ritirarsi dalla politica, ma potrebbe essere l’ora di un’ultima chiamata alle armi.

ROBERTO MUSEO

Direttore del coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato, ha contribuito a convogliare uno sforzo importante sul “cratere” con la nascita della Casa del volontariato, struttura da 1.400 metri quadrati in zona Ovest del capoluogo. Nominato nelle intercettazioni dell’inchiesta “Attenti a quei due” su una tentata truffa allo Stato su fondi stanziati per il sociale, ma estraneo alle indagini: gli indagati lo citavano spiegando che gli avrebbero offerto appoggio (in cambio di quattrini) come possibile candidato sindaco nel 2012 in un ticket con Stefania Pezzopane in Parlamento. Lui si è definito parte lesa, il processo è in corso. La Pezzopane è al Senato, magari lui alla fascia tricolore potrebbe pensarci davvero, e senza “quei due”.