L’AQUILA – L’unica cosa quasi certa, nel totogiunta dell’Aquila, è che due delle nove liste che compongono la coalizione di centrosinistra guidata da Americo Di Benedetto – che comunque deve ancora superare il ballottaggio contro Pierluigi Biondi del centrodestra – resteranno fuori dalla nuova amministrazione.
Tecnicamente, non c’è infatti spazio per tutti: gli assessori possono essere 8, e se 3 sono già ipotecati dal Partito democratico – verosimilmente per gli uscenti Stefano Palumbo, Emanuela Iorio ed Emanuela Di Giovambattista – gli altri cinque non riescono a soddisfare tutti.
Mentre l’ipotesi che avanza in queste primissime ore in cui si metabolizza il risultato, è quella di Emma Buccini, eletta con Il Passo possibile, presidente del Consiglio comunale.
E visto che c’è già chi è pronto a far pesare le garanzie date da Di Benedetto in campagna elettorale, cioè che alla sua lista Il Passo possibile non sarebbero andati assessorati, la soluzione potrebbe essere quella di affidargli un ruolo istituzionale. D’altra parte la lista “del sindaco”, con l’8,56 per cento dei consensi e 4 consiglieri eletti, è la seconda forza di maggioranza. In più sarebbe difficile, ragionano alcuni alleati, opporsi ad una candidatura femminile, che per la prima volta porterebbe una donna a capo dell’Assise civica.
Non è semplicissimo, tuttavia, far quadrare i conti nel Pd, dove oltre al plebiscito di Stefano Albano, che però è alla prima esperienza istituzionale e potrebbe puntare sul mantenimento della segreteria del partito, c’è l’assessore uscente alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che è rimasto fuori dal Consiglio ma che ha tutti i presupposti per essere “recuperato” – come si intuisce anche da un commento della senatrice Stefania Pezzopane su Facebook, “la squadra si allarga ma non si può perdere nessun pezzo” – e persino quello all’Assistenza alla popolazione, Fabio Pelini. È difficile pensare che resti a guardare anche Carlo Benedetti, rieletto per un soffio ma da dieci anni presidente del Consiglio.
La rappresentanza femminile in giunta potrebbe salire a tre componenti con Elisabetta Vicini, eletta coi Democratici e socialisti, che potrebbe così consentire il ritorno in Consiglio di Giuliano Di Nicola, clamorosamente rimasto fuori.
Non nasconde ambizioni Giustino Masciocco, dopo che Articolo Uno ha registrato un lusinghiero 4,64 per cento diventando la seconda forza politica dopo il Pd (terza se si considera Il Passo possibile, che politica però non è). L’idea è quella di rivendicare un assessorato di peso, o Ricostruzione pubblica o Bilancio, anche se quest’ultimo potrebbe finire nelle mani di un fedelissimo del sindaco, essendo esperto della materia come commercialista.
Tra le forze “minori”, certa una rappresentanza delle liste Sicurezza e lavoro, che dovrebbe puntare su Angelo Mancini, consentendo così l’ingresso in Consiglio di Giuliano Tomassi, Abruzzo civico, dove tenta il tutto per tutto Alfredo Moroni, a sorpresa rimasto fuori dall’Assise (è stato eletto Sergio Ianni), e Cambiare Insieme, dove Lelio De Santis è in pole position, pronto a rivendicare un risultato che per un soffio non gli ha consentito di far scattare il secondo consigliere.
A restare fuori dall’esecutivo, a questo punto, dovrebbero essere Territorio collettivo e Socialisti e popolari: per Luca D’Innocenzo e Gianni Padovani, sono però pronte presidenze di Commissioni.
Da registrare il fatto che molti ex assessori di Massimo Cialente, come Masciocco e De Santis, non hanno remore a lasciare il posto in Consiglio con il rischio di essere defenestrati alla prima frizione con il sindaco, come accaduto in passato.
Con sei liste da “accontentare”, per Pierluigi Biondi sarebbe più semplice trovare la quadra tra i partiti del centrodestra per la composizione della giunta comunale dell’Aquila, qualora dovesse spuntarla al ballottaggio del 25 giugno sul centrosinistra di Americo Di Benedetto.
Per Forza Italia giocherebbero senz’altro un ruolo Guido Liris, capogruppo uscente e recordman assoluto di preferenze, che potrebbe diventare vice sindaco, e Roberto Tinari, già assessore con l’amministrazione di centrodestra di Biagio Tempesta. Gli azzurri potrebbero puntare anche sul segretario comunale Stefano Morelli, come esterno, e su Sabrina Di Cosimo, più votata tra le donne della lista.
Se Forza Italia la fa da padrona con tre assessori, le altre cinque liste avrebbero un assessore ciascuna.
Tornerebbe in gioco Raffaele Daniele, che in caso di vittoria del centrosinistra al ballottaggio non entrerebbe neppure come consigliere (la sua Udc non avrebbe seggi).
Carla Mannetti ed Ersilia Lancia sono in pole position per Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale: la coppia è politicamente consolidata e consentirebbe l’ingresso in Consiglio di Giorgio De Matteis, rimasto clamorosamente fuori.
Noi con Salvini potrebbe puntare su Emanuele Imprudente, il più votato, ormai veterano del Consiglio comunale, che qualora diventasse assessore consentirebbe l’esordio del giovane Francesco De Santis, primo dei non eletti in caso di vittoria di Biondi.
L’Aquila futura punta su Roberto Santangelo, mentre per la lista Benvenuto presente potrebbe fare un esordio di lusso Leonardo Scimia, giovanissimo in ascesa che gode di sostegni importanti, come quello del deputato Fabrizio Di Stefano.






