TORNIMPARTE – A Tornimparte (L’Aquila) la legna di uso civico non viene ancora consegnata dalla ditta incaricata dal Comune, che “inspiegabilmente” non prende posizione a riguardo.

La denuncia di questa situazione è contenuta in una lettera firmata da Gianfranco Di Bendetto, in cui si rendono note quelle che lui stesso definisce le “stranezze di Tornimparte”.
 
“Come ogni anno – si legge nella lettera – l’amministrazione comunale di Tornimparte, con avviso pubblico, ha informato tutti i cittadini  che avrebbero potuto approvvigionarsi di legnatico di uso civico. Per poter esercitare tale diritto ed effettuare la prenotazione bisogna essere in possesso dei  requisiti necessari,  a domanda e previo pagamento del relativo importo con bollettino di conto corrente postale”.

“Da circa due settimane e inspiegabilmente – denuncia Di Benedetto – la ditta incaricata ha interrotto la consegna con l’inverno che già da  tempo bussa alle porte”.

L’amministrazione comunale, che Di Benedetto definisce “silente”, non avrebbe ancora dato una comunicazione ufficiale alla popolazione, “tant’è che i molti cittadini che non hanno ancora  visto esaudita la richiesta effettuata  regolarmente, sono tutt’ora in attesa che avvenga, non pensando quindi a rifornirsi presso altre aziende”.

“Orbene, qualunque siano le motivazioni che hanno spinto la ditta a sospendere  la consegna della  legna,  non si riesce a comprendere perché il Comune di Tornimparte non prenda alcuna posizione nei confronti delle presunte inadempienze della ditta incaricata e perché non abbia tempestivamente avvertito la popolazione che ha effettuato la prenotazione, con annesso versamento, che dovrebbe rifornirsi di legna per alimentare le proprie stufe e camini termici e non”.

Diversi sono gli interrogativi che Di Benedetto pone, infine, all’amministrazione comunale. “Saranno restituiti  i soldi versati con la prenotazione o serviranno come prenotazione per il prossimo anno sperando che la consegna avvenga, questa volta, in modo compiuto? Chi risarcirà quei cittadini che dovranno approvvigionarsi presso altre aziende con un esborso di denaro maggiore rispetto a quello versato? E conseguentemente, perché devono esserci disparità di trattamento nei confronti dei cittadini dello stesso comune?”