TORNIMPARTE – “Siamo qui a Tornimparte per fare seguito alle denunce, venute fuori già da tempo, rispetto ai disservizi che si generano quotidianamente su questo territorio. È ora di dire basta, di sederci a tavolino e di trovare finalmente una soluzione per il Distretto sanitario di base. La politica, alle istituzioni e alla direzione della Asl, devono capire l’importanza di questa tipologia di servizi, soprattutto quest’anno, a seguito della pandemia”.

Sono le parole di Anthony Pasqualone, segretario provinciale Fp-Cgil dell’Aquila, intervenuto stamane a Rocca Santo Stefano, frazione del comune di Tornimparte (L’Aquila), nell’ambito della iniziativa della Cgil “La Carovana dei Diritti”.

Un’assemblea, quella di stamattina, annunciata dal sindacato già qualche giorno fa e a cui farà seguito, giovedì 22 luglio, un presidio con tanto di banchetto per la raccolta firme, messo a punto dalla Fesica-Confsal dell’Aquila. Obiettivo di entrambe le organizzazioni è, in particolare, quello di difendere “una struttura che ha un’utenza di circa 10 mila persone ma che, nonostante tante segnalazioni, non ha mai visto risolvere i problemi che la affliggono”. Tra questi, “la costante assenza di linea internet e le conseguenti interruzioni delle attività sanitarie, a causa di cui il  distretto si trova ormai da anni in seria difficoltà”.

“Purtroppo la banalità delle motivazioni ci fa ancora più rabbia perché tante volte operatori e cittadini sono costretti a tornare a casa e a non usufruire di un servizio di prossimità importante – ha aggiunto Pasqualone -. Abbiamo chiesto interventi alla Asl, abbiamo fatto denunce pubbliche ma ad oggi la situazione è rimasta la stessa”.

Sul tema è recentemente anche il sindaco di Tornimparte, Giacomo Carnicelli che, dopo aver proposto alla Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila il pagamento, da parte del Comune, di un abbonamento wi-fi in attesa dell’arrivo della fibra ottica, si è scagliato con veemenza contro l’Azienda e la Regione Abruzzo.

“Chi li ha visti? Chi li ha visti, i vertici (politici e tecnici) della Asl 1, quelli che si riempiono la bocca di sanità territoriale, di aree interne, di prossimità e non riescono a garantire una connessione decente nel nostro Distretto sanitario?”, aveva il primo cittadino che aveva tra le altre cose chiesto, ricevendo risposta negativa, alla Prefettura dell’Aquila di verificare se le continue chiusure del Centro unico di prenotazione non fossero identificabili con l’interruzione di pubblico servizio da addebitare alla Asl o alla Telecom.

“Già questa mattina – ha chiosato Pasqualone – abbiamo visto durante il presidio tante persone che sono state costrette ad andare via senza poter fruire della giusta prestazione semplicemnte per un problema organizzativo e, purtroppo, i lavoratori che sono costretti a dire di no agli utenti sono coloro che ci mettono la faccia e che subiscono le aggressioni della cittadinanza esasperata per questa situazione. È anche per questo che continueremo con le nostre iniziative: per dare la giusta dignita al lavoratori e al lavoro dei nostri territorio”.