TORNIMPARTE – Oggi e domani, domenica 21 agosto, si terrà la 4^ edizione di “Casette aperte”, manifestazione organizzata da un comitato creato appositamente in località San Nicola nel Comune Tornimparte (L’Aquila). Luogo dell’evento sarà la zona montagnosa di Castiglione.

La manifestazione inaugurata quattro anni fa, che anche nel 2009 si è svolta senza intoppi nonostante il tragico terremoto del 6 aprile, si propone di far rivivere il piccolo nucleo di abitazioni di Castiglione, che rappresentano le vestigia di un passato di pastorizia e agricoltura che accomuna tutti i paesi dell’Abruzzo montano.

Lì, infatti, i pastori di Tornimparte portavano le greggi e gli armenti dalla primavera all’autunno, per quella che era una sorta di transumanza interna. Il luogo isolato e la difficoltà evidente di tornare quotidianamente a valle, fecero sì che i pastori cominciassero a costruire piccoli rifugi di montagna, modeste abitazioni di massimo due stanze, con cucina e focolare e spesso un giaciglio a terra.

La zona è un altopiano tra le montagne circondato da boschi di faggi e sorgenti d’acqua che si convogliano in vecchi fontanili dove ancora si può vedere il bestiame abbeverarsi.

“È bello che un luogo con una storia così importante – dichiara Lucia Conti proprietaria di una delle casette – sia aperto al pubblico e ai turisti. Mantenere il ricordo di antiche tradizioni, che tuttora vivono, le ‘casette’ sono usate e tutte funzionali, con l’elettricità e l’acqua, è importante nelle piccole realtà”.

Le “casette”, come le chiamano gli abitanti di Tornimparte, sono di proprietà privata, ognuno ha avuto in eredità dai padri il rifugio costruito in un’epoca in cui l’agricoltura e l’allevamento erano le uniche risorse.

I proprietari si sono trovati d’accordo nell’organizzare la manifestazione per mantenere viva la memoria del loro uso e soprattutto per far conoscere la zona a tutti i curiosi che vi si vogliano recare.

Si potrà bere un calice di vino o prendere un aperitivo all’interno delle “casette”, accolti dai proprietari, oppure mangiare prodotti tipici locali negli stand enogastronomici che si organizzano tutt’intorno alle abitazioni.

Pieno di storia è il passato della piccola zona rupestre sulla montagna alle spalle di Tornimparte. Sin dal tempo dei romani la vetta è stata un importante punto strategico, unico passaggio tra Abruzzo e Lazio; in epoca medievale vide il passaggio di Corradino di Svevia in cammino verso Tagliacozzo.

Lì correva anche il confine tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie: nel punto più alto i resti di una torre di avvistamento, chiamata dagli abitanti del posto “ju Castellacciu”, ancora si stagliano guardiani del valico.

Rifugio di partigiani durante la resistenza, era, infatti, da lì che preparavono le loro incursioni e il poco distante ponte di Rio Torto fu scena di numerosi bombardamenti, il piccolo manipolo di abitazioni cela tante storie di coraggio, vita quotidiana, forza di un popolo che saldamente si aggrappava a quello che la sua terra gli offriva.

Alcuni pastori ancora usano le “casette” e fanno formaggio casereccio che durante la manifestazione è possibile degustare.

La zona era anche coltivata a lenticchie, patate e grano saraceno e ancora oggi alcuni necontinuano la coltura.

Si può visitare anche una chiesetta costruita per officiare la messa quando non si poteva scendere a valle.