PESCARA – Torneranno al loro antico e sobrio splendore le capanne a tholos della Majella, le antiche capanne in pietra a secco, che un tempo furono riparo per i pastori, ed oggi uno dei tesori d’Abruzzo da valorizzare anche a fini turistici.

Il loro ripristino è previsto infatti tra gli oltre 70 interventi del Masterplan per il sud, e sarà finanziato con 500 mila euro.

Decine saranno i tholos, oggi ridotti a ruderi che saranno ricostruiti con le adeguate tecnich del muro a secco, ovvero senza l’utilizzo di leganti, ma solo con il sapiente incastro delle singole pietre.

Soggetto attuatore sarà la Provincia di Pescara, il crono programma contenuto nelle schede Masterplan prevede che la fase di progettazione si concluda nel marzo 2017, mentre nei due mesi successive verranno reperite le necessarie autorizzazioni. Da giugno a novembre 2017 verranno eseguiti i lavori.

Le antiche capanne in pietra a secco della Majella sono anche in altre aree della regione, ma sulla sola Majella è concentrato oltre il 75 per cento delle capanne abruzzesi, con densità maggiore nei comuni di Abbateggio, Roccamorice e Lettomanoppello.

L’importanza di questa zona non è solo dovuta al numero di capanne ma alla ricchezza tipologica, all’alto grado di specializzazione dei costruttori e alle notevoli dimensioni di alcune costruzioni.

I complessi più interessanti si possono osservare vicino a Roccamorice, nel Parco della Maiella, dove ci sono le capanne di La Valletta, Colle della Civita e ad Abbateggio nella Valle Giumentina la quale presenta uno dei più grandi tholos di tutta la Maiella.

L’intervento della Provincia consisterà nella ristrutturazione di queste strutture in pietra a secco utilizzando la stessa tecnica costruttiva al fine della conservazione e valorizzazione quale patrimonio storico-culturale regionale.

Le capanne a tholos sono sottoposte a tutela e valorizzazione dalla legge regionale 17 del 22 febbraio del 1997, insieme alle case in terra cruda, la quale all’articolo 1 recita: “La Regione con la presente legge intende perseguire una puntuale tutela del patrimonio storico-culturale ed ambientale rappresentato dalle capanne a Tholos e delle case di terra cruda e promuove un recupero ed una utilizzazione dei beni stessi non contrastanti con la loro naturale destinazione, né pregiudizievoli per i lavori estetici, tecnologici tipici e paesaggistici degli stessi. A tal fine la Regione individua le capanne a Tholos e delle case di terra cruda ed il loro intorno, compreso il tratto di terreno che concorre a formare il ‘quadro d’insieme’, quali beni culturali primari”.