SULMONA – Dire “testa di c…o” a un sindaco omofobo non è reato.
Si chiude così una parte della vicenda che nel 2006 vide tra i protagonisti Fabio Federico, ex sindaco di Sulmona (L’Aquila), il quale querelò 36 persone, tra cui uno studente di Busto Arsizio (Varese) che sul web lo definì, appunto, “testa di c…o”.
Il primo cittadino di Sulmona all’epoca dichiarò che l’omosessualità è una “aberrazione genetica”.
Il video con quella dichiarazione finì su Youtube, suscitando la reazione dello studente che commentò offendendolo. A quel punto, Federico reagì querelandolo per diffamazione.
Il caso, finito alla Procura di Busto Arsizio, si è chiuso però con l’archiviazione voluta dal pubblico ministero Francesca Parola, perché “nell’immediatezza del fatto, di fronte a dichiarazioni rese in pubblico da un soggetto politico di spicco, quei commenti rappresentano l’immediata reazione, anche sin troppo contenuta rispetto alla gravità delle affermazioni di chiaro stampo omofobo”.



