L’AQUILA – Il governo conferma che i contributi Inps e Inail sospesi a seguito del sisma vanno rimborsati al 100% da parte delle aziende che non rientrano nel perimetro della zona franca o che non avranno accesso al de minimis, contributo che, comunque, sarà diminuito del pari importo da restituire.

La mazzata arriva nel corso del question time di oggi alla Camera dei deputati dal ministro del Lavoro Elsa Fornero a seguito di un’interrogazione dell’onorevole del Partito democratico Giovanni Lolli, che ha definito la cosa “sconcertante” e ha invitato alla mobilitazione.

Tra l’altro, secondo Lolli la cosa più incredibile è che sia stato lo stesso ministero a chiedere ai due enti previdenziali di intervenire.

Sulla vicenda il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, chiama a raccolta associazioni, categorie, parlamentari e rappresentanti istituzionali.

È stata diramata una convocazione urgente per discutere del problema e organizzare una mobilitazione della cittadinanza del cratere.

L’appuntamento è per lunedì prossimo, alle 16.30 nel tendone di piazza Duomo all’Aquila. 

L’INTERROGAZIONE DI LOLLI

“Ho chiesto oggi al ministro Fornero per quale motivo l’Inps e l’Inail si siano permesse di chiedere la restituzione del 100% dei contributi sospesi, violando la legge 183 del 2011 nella quale è prevista la restituzione del 40% della tasse e contributi sospesi a seguito del terremoto. La risposta che il ministro mi ha dato è stata sconcertante”, ha affermato Lolli.

“Mi ha detto – spiega il parlamentare – che ci sarebbe una ‘consolidata prassi’ da parte della Commissione europea a considerare iniziative simili a questa come aiuti di Stato e quindi è stato lo stesso ministero a chiedere a Inps e Inail di intervenire. Addirittura, secondo la Fornero, lo avrebbe fatto per aiutarci, evitando cioè che ci dovessimo trovare, un domani, a restituire il restante 60%”.

“Il ministro ha aggiunto che ci viene, comunque, concessa la bella possibilità di utilizzare il ‘de minimis’. Rispondo in questo modo. Primo: non è vero che c’è una definitiva condanna dell’Europa, non c’è neanche una procedura di infrazione ancora aperta. La Commissione si è limitata a chiedere chiarimenti al governo italiano relativi all’Abruzzo e allo stesso modo agli interventi relativi all’Umbria, Marche e Molise. Secondo: il ministro non ha spiegato come mai solo all’Abruzzo viene richiesta la restituzione del 100% di quanto sospeso e non alle altre regioni. Terzo: il ministro non ha spiegato come mai, se fosse vera l’esistenza di questa prassi consolidata, non sia stata data una disposizione analoga a quella degli enti previdenziali all’Agenzia delle entrate. Quarto: per quanto riguarda il ‘de minimis’ siamo alla presa per i fondelli. Il ‘de minimis’ è concesso, per altro solo al comune dell’Aquila, dalla norma sulla cosiddetta Zona franca urbana e, come il ministro non può ignorare – dice Lolli – chi lo usasse per ridurre la restituzione delle tasse non lo potrebbe più usare per le proprie attività ordinarie”.

“Siamo di fronte a un comportamento grave e illegittimo. Le leggi le fa il Parlamento, non le fanno né l’Inps né l’Inail né il ministero, i quali le devono solo applicare. Rinnovo l’invito a tutte le forze della comunità terremotata a una forte, democratica e unitaria mobilitazione”.

APPELLO PER L’AQUILA: “NECESSARIA BATTAGLIA”

In questi giorni sul nostro territorio grava la mannaia della restituzione al 100% dei contributi non versati di Inps e Inail. Vale per imprese, partite iva e lavoratori dipendenti. Parliamo di circa 200 milioni di euro.

Le circolari Inps e Inail fanno riferimento a una procedura di infrazione avviata dall’Europa e, si badi bene, ancora non conclusa ovvero di cui ancora non si conosce l’esito. Quindi ad oggi vale la legge che stabilisce l’abbattimento del 40% in 120 rate. Punto.

Il Consiglio comunale di ieri ha approvato all’unanimità un ordine del giorno di Appello per L’Aquila  concordato precedentemente con tutti i gruppi in commissione. Si chiede al Sindaco di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per risolvere con il Governo questa situazione.

Lo abbiamo chiesto tutti insieme senza alcuna distinzione di colore politico. Nessun astenuto, tutti favorevoli.

Purtroppo oggi in Parlamento la risposta del Ministro Fornero all’interrogazione dell’on. Lolli sull’argomento non è stata per nulla confortante, anzi pare addirittura aggravare la situazione.

È necessaria allora una battaglia che coinvolga tutto il territorio: da tutte le forze politiche alle associazioni di categoria con in testa i cittadini. Per questo ci adopereremo insieme ad altri per organizzare un’assemblea per decidere le azioni di lotta.

Se questa convocazione partisse da tutti i capogruppo del Consiglio comunale sarebbe un bel segnale di forza: un’intera città unita che per una volta mette da parte le appartenenze per un obiettivo che ci riguarda tutti.

RIFONDAZIONE COMUNISTA: ”PRONTI A MANIFESTAZIONE”

“La richiesta di Inps e Inail di restituzione al 100% dei contributi sospesi è l’ennesimo colpo che questo territorio subisce da parte del governo e del suo ministro alle Politiche sociali, o meglio antisociali, Elsa Fornero”, lo afferma il segretario comunale di Rifondazione comunista, Goffredo Juchich.

“Come se non bastassero i tre anni e mezzo tra le macerie che i cittadini aquilani hanno vissuto e vivono a causa di procedure complicatissime, dovute a una filiera pensata nel 2009 che allo stato dell’arte vede la periferia partita a stento e il centro storico puntellato ma sostanzialmente fermo al 6 aprile 2009”.

“Capiamo adesso le considerazioni antropologiche dell’ex prefetto Franco Gabrielli sulla ‘capacità di reazione’ delle popolazioni e le inquadriamo in un più generale e dannoso attacco alla nostra città e al suo territorio”.
 
“Ci domandiamo, infatti, come possa il governo venire meno a una legge del parlamento che individua nella cifra del 40% la quota di contributi da restiutiuire per attuare anche nei confronti dei terremotati aquilani le ormai consuete politiche antisociali per cui è tristemente noto”.

“La città dell’Aquila è in piena crisi occupazionale, i dati vedono la disoccupazione giovanile al 36%, migliaia in cassa integrazione e mobilità, il tessuto industriale è alla dismissione e il terremoto ha colpito più duramente proprio le aziende e i cittadini che sono soggetti dei provvedimenti di Inps e Inail voluti dal governo”. 

“Gli aquilani non accetteranno un diverso trattamento rispetto a quello avuto da altre popolazioni. La comunità cittadina e del cratere saprà reagire a questo schiaffo”.

“Rifondazione comunista è pronto ad una grande manifestazione e sarà come sempre tra la gente e i lavoratori per opporsi a questa politica antipopolare ed antiaquilana del ministro Fornero”.

PEZZOPANE: “ASSURDA DISCRIMINAZIONE”

“Un ministro che si improvvisa legislatore non si era mai visto; trovo le dichiarazioni della Fornero inopportune e dannose. Il ministro non si è reso neanche conto della assurda discriminazione che, con le sue dichiarazioni, si sta abbattendo su un territorio stremato, depauperato, offeso”.

Lo scrive in una nota l’assessore comunale Stefania Pezzopane.

“Intollerabile, poi, questa nonchalance nel far passare le scelte di Inps e Inail, del tutto incomprensibili, come un favore, per non trovarci, un domani, a restituire il restante 60% non versato. Trovo che questa presa di posizione del governo, peraltro, oltre che al nostro territorio, non faccia bene neanche al Paese, alimentando orribili classifiche sulle reazioni delle popolazioni alle catastrofi naturali”.

“Rischiamo di passare come gente che reagisce male quando, invece, siamo vittime di un trattamento del tutto diverso rispetto alle altre Regioni che, come noi, hanno subito un terremoto disastroso. Attiveremo delle azioni legali tramite l’avvocatura del Comune perché la legge sulla restituzione del 40 per cento della tasse venga rispettata e non surclassata da una illegittima presa di posizione del Governo”.

“Inoltre, chiamiamo le aquilane e gli aquilani al tendone di piazza Duomo, lunedì prossimo, alle 16.30 perché la Città, con tutte le sue forze, si stringa per decidere insieme le azioni da intraprendere per cancellare questa brutta pagina di storia del nostro Paese. Sarebbe bello, se il Ministro Barca, che si è detto sorpreso delle dichiarazioni della Fornero, condividesse con noi il pomeriggio di lunedì, come segno di conferma al suo appoggio alla causa degli aquilani”.

“Dovrebbe tornare e chiederci scusa, anche il ministro Fornero, visto che si avvia verso il suo primo compleanno da ministro e, a L’Aquila, ha fatto solo una fugace apparizione, recentemente, in occasione della conferenza nazionale del volontariato dove, attesa con molte aspettative anche da me, se ne andata, senza neanche ascoltare l’urlo di dolore della città, per la mancata attenzione sulle pesanti problematiche sociali ed economiche”.

CONFINDUSTRIA L’AQUILA: “NON PAGHEREMO NOI ERRORI DI CHI FA LE LEGGI”

“Non pagheremo noi gli errori di chi fa le leggi”.

Sono le parole di Fabio Spinosa Pingue, presidente di Confindustria L’Aquila, riguardo la confrerma arrivata dal governo che i contributi Inps e Inail sospesi a seguito del sisma vanno rimborsati al 100 per cento da parte delle aziende che non rientrano nel perimetro della zona franca o che non avranno accesso al de minimis, contributo che, comunque, sarà diminuito del pari importo da restituire.

LA NOTA INTEGRALE DI SPINOSA PINGUE

Mi sembra doveroso riportare il pensiero comune degli imprenditori: se una legge emanata dal Parlamento non conta nulla siamo in un Paese di ciarlatani.

Ho sentito sui media nazionali interviste e interventi: tocco con mano che l’Italia intera non ha capito nulla perché tutti pensano che gli aquilani non vogliano pagare le tasse.

Ma noi le stiamo pagando, e tutte, già da giugno 2010 e da gennaio di quest’anno quelle dei mesi immediatamente successivi al sisma con un “abbuono” del 60 per cento da restituire a rate: ora ci si viene a dire che questo “sconto”, chiamiamolo così per facilitare la lettura, deve essere restituito per intero e subito anziché in 120 rate.

In barba a una legge che già non aveva voluto trattare L’Aquila al pari delle altre aree geografiche colpite da sisma che, ancora oggi, a distanza di vent’anni e più, godono dei benefici fiscali.

Ma dove sta la certezza del diritto (di cui dovremmo essere la Patria)? In che cosa dobbiamo credere se non nelle leggi? Un Paese senza legge è un Paese incivile, terzomondista, costretto ad affidarsi alla fatalità, alla furbizia, ai cartomanti.

Mi si chiede cosa accadrà se dovremo restituire contributi e tasse: la risposta è evidente. Le poche imprese sopravvissute al sisma chiuderanno i battenti perché una circolare che disconosce una legge scompagina la pianificazione economica e finanziaria con la quale sono stati regolati gli investimenti e la produzione industriale.

La domanda giusta da porre, invece, è la seguente: come mai un Governo passa al Parlamento, che lo approva, un provvedimento in contrasto con le norme comunitarie? Ignoranza, ignavia, conto della serva, raccolta di consenso elettorale… Adesso la situazione è grave, aperta su più fronti: avverso il Governo che dovrà farsi carico dell’errore, anziché gettarlo in collo agli onesti lavoratori, e al tavolo di Inps e Inail che hanno reso esecutiva la minaccia di infrazione paventata da Bruxelles.

In punto di diritto questi ultimi possono pure avere ragione, ma quale fosse “il diritto” doveva saperlo chi lo produce a mezzo ordinanze e leggi. Diversamente a fare le leggi in Parlamento possiamo andarci tutti, financo i nostri figli che una partita di risiko la sanno giocare. Carta vince carta perde invece si chiama gioco d’azzardo. Ed è vietato.

Qualcuno già suggerisce lo sciopero delle tasse: forse l’illegalità potrebbe essere una risposta obbligata alla mancanza di legalità.

CASAPOUND: “GOVERNO SCHIAVO DEI POTERI FORTI”

“La decisione da parte di Inps e Inail di richiedere la restituzione del 100% dei contributi previdenziali sospesi a seguito del sisma, che contravviene platealmente alle norme della legge 183/11 che fissava la quota di restituzione al 40%, è un atto gravissimo che rischia di penalizzare fortemente le ditte che lavorano nell’area del cratere sismico e di compromettere ulteriormente la già drammatica crisi lavorativa che affligge L’Aquila”.

Lo afferma in una nota Paolo Ardini, portavoce aquilano del movimento CasaPound Italia.

“La scelta da parte del ministro Elsa Fornero di appoggiare la decisione degli istituti previdenziali poi – continua Ardini – non è che l’ennesima conferma di come questo governo ‘tecnico’, salito al potere senza la legittimazione popolare del voto, non persegua gli interessi degli italiani ma quelli dei potentati economici internazionali. La norma per la restituzione parziale dei contributi rappresenterebbe per i i burocrati di Bruxelles un ‘aiuto di stato, e il ministro ha dunque deciso di non applicarla nonostante sia stata approvata dal parlamento, questo prima ancora che una procedura di infrazione si sia non solo conclusa con una condanna, ma sia stata addirittura avviata”.

“CasaPound, da sempre in prima linea a sostegno dei lavoratori aquilani, non rimarrà in silenzio di fronte a questa ennesima ferita inflitta ad un territorio già martoriato da parte di istituzioni politiche pronte a soccorrere le banche ma indifferenti ai problemi della gente e attuerà pertanto – conclude il portavoce di Cpi – una serie di iniziative per sensibilizzare gli aquilani su una questione di vitale importanza per la sopravvivenza stessa della loro terra”.