L’AQUILA – “Esistono centinaia di imprese locali, che stanno subendo gli effetti negativi del terremoto e che necessitano di strumenti economici di supporto”.

Così il presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Giorgio Rainaldi, torna a esprimersi sulla zona franca, sollecitando la definizione di una legge “ad hoc” che, “attraverso incentivi e detassazione, possa sostenere le aziende aquilane già attive sul territorio prima del sisma del 6 aprile 2009”.

“Deve essere data la possibilità a queste imprese – ha continuato Rainaldi – di ricollocarsi sul mercato e di usufruire di misure specifiche tali da sostenere la concorrenza esterna rappresentata dalle aziende che potrebbero beneficiare delle agevolazioni della zona franca”.

“La Zfu  – ha aggiunto – rappresenta un utile strumento a sostegno dello sviluppo economico del territorio ma è necessario che la stessa venga accompagnata da altri strumenti attuativi in grado di mitigare gli effetti negativi del sisma sull’imprenditoria locale”.

Un ampio e dettagliato studio sulla zona franca urbana è stato elaborato dal Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa).

“È indubbio – afferma Francesco Prosperococco, segretario generale della Camera di commercio e direttore del Cresa – che la fiscalità di vantaggio stabilita dalla ZFU è certamente un’opportunità per il territorio. Bisogna però constatare che lo stato attuale delle conoscenze sulla ZFU per L’Aquila è limitato”.

“Troppe – ha spiegato – sono le variabili di cui non si conosce l’entità: effettiva perimetrazione, intensità della domanda, dimensione media delle unità imprenditoriali”.

Le risorse disponibili ammonterebbero a 90 milioni di euro: 45 milioni per il biennio 2009-2010 e 15 milioni annui per il triennio 2011-2013.
“Somme – ha affermato Prosperococco – che sono da ritenersi ‘tetto massimo di spesa’. Non è difficile ravvisare che si tratta di risorse insufficienti a sostenere l’intero tessuto imprenditoriale locale”.