CHIETI – “Osservando i movimenti che i protoni generano sulla Terra è possibile prevedere i terremoti ma, per capire gli epicentri, è necessario costruire stazioni protoniche in tutto il mondo”.

Questa la tesi sosteuta ieri nel seminario “Tettonica protonica: misure stazione elettrotellurica dl Campus, prospettive di previsione sismica”, tenuto da Francesco Stoppa e Giovanni Iezzi, docenti della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Chieti-Pescara.

La tettonica protonica non è altro che un’interpretazione della struttura del pianeta in funzione del flusso di protoni che dal nucleo della Terra attraversa l’atmosfera, ovvero lo studio della struttura e dei movimenti che i protoni generano sulla superficie e all’interno del pianeta.

“Si presume – ha spiegato Stoppa – che con almeno 10 stazioni a livello mondiale si possano fare previsioni certe. Fortunatamente, anche l’Università dell’Aquila ha dichiarato di volerne installare una”.

Nell’Ateneo teatino, grazie alla collaborazione con la Scuola di astronomia meteo tettonica di Petropavlosk, nella penisola di Kamchatskij in Russia, lo scorso settembre è stata installata la prima stazione di misurazione protonica europea, che però funzionava manualmente, cioè attraverso il monitoraggio ogni tre ore, di funzionari addetti.

“Siamo lieti di annunciare – ha dichiarato ieri durante il seminario Stoppa, docente di vulcanologia – che il dipartimento di Scienze dell’Ateneo ‘D’Annunzio’ ha deliberato di stanziare una cifra per l’acquisto della strumentazione che mancava alla stazione protonica di Chieti, che è la seconda al mondo dopo quella russa”.

Per costruire una stazione protonica sono necessari circa 10 mila euro, una cifra accessibile, se si pensa alla capacità di garantire sicurezza dai terremoti che, sempre secondo i due docenti, la sua installazione comporterebbe.

Per la struttura di Chieti i fondi sono stati forniti per un terzo dall’Ateneo, per un altro terzo dal dipartimento di Scienze e il restante dai fondi di ricerca di Francesco Stoppa, che ha fornito il materiale elettronico e di taratura.

“Ma questo è ancora poco – ha continuato – Lo scopo è quello di creare una rete di queste strutture al fine di elaborare tesi che consentano la previsione dei terremoti. Possiamo solo fare ipotesi approssimative, perché al momento abbiamo poche stazioni, quindi possiamo solo misurare l’avvento del terremoto, ma non il punto preciso”.

“Si parla tanto di prevenzione – ha concluso – che però si può fare per il futuro, per tutto quello che è già stato costruito questa non è sufficiente, ma è necessaria la previsione”.