L’AQUILA – Patologie gastrointestinali in aumento del 25% tra gli aquilani, da dopo il sisma del 6 aprile 2009: a farne le spese sono maggiormente le donne nella fascia di età compresa dai 25 ai 60 anni, che risentono dello stress post-traumatico in modo più massiccio rispetto agli uomini.
Crescono tra i cittadini del capoluogo sopratutto le sindromi da colon irritabile, che provocano molti disturbi tra i quali disordini della funzione intestinale, gonfiori, dolori addominali e alterazioni dell’alvo.
“C’è un rapporto di causalità tra l’evento traumatico vissuto con il terremoto e queste patologie – spiega ad AbruzzoWeb il dottor Loreto Lombardi, dirigente medico dell’unità operativa di Chirurgia e diagnostica endoscopica dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila – C’è stato un forte incremento di sindromi da colon irritabile dovuto al fatto che il colon risponde male agli stimoli stressanti che arrivano dall’esterno: di questo ne risente chiaramente tutta la motilità gastrointestinale”.
In crescita, soprattutto nei 2 anni successivi al sima, anche le patologie che colpiscono lo stomaco, aumentate di circa il 10%.
“Le persone soffrono di varie forme di gastropatie, come la gastralgia, cioè il classico dolore di stomaco, ma sono in aumento anche i fenomeni di disfagia, una patologia che fa bloccare il boccone all’altezza dell’esofago quando si deglutisce – afferma Lombardi – Queste sono spesso dovute a problemi funzionali, cioè che non prevedono lesioni”.
Ad ammalarsi sono più spesso le donne, spiega il medico, perché “mostrano una maggiore sensibilità ai problemi legati allo stress. Tuttavia, anche prima del sisma, il sesso femminile è sempre stato più soggetto a patologie che interessano il colon rispetto agli uomini”.
Crescono anche le richieste, da parte dei medici di base, degli esami diagnostici legati a queste patologie.
“Effettuiamo molte più colonscopie e gastroscopie, esami che ci permettono di esplorare le pareti interne del colon e dello stomaco, per scoprire eventuali lesioni, ulcere, occlusioni o masse tumorali”, specifica Lombardi.
Per curare questi distrurbi si interviene, molto spesso con medicinali, ma anche con rimedi semplici come osservare una corretta alimentazione, bere molta acqua, fare sport e cercare di “limitare il più possibile stress e ansia – conclude – In caso di colon irritabile con stipsi bisogna aumentare le fibre, ma non quelle da verdure cotte, per la dissenteria, invece, è bene usare antispastici e ridurre più possibile le scorie. Ottimi anche rimedi alle erbe come infusi di finocchio e liquirizia e olii essenziali alla menta”. Marianna Galeota



